Dream Theater – Black CLouds & Silver Linings

 

Roadrunner Records – Giugno 2009

Quello che ha da sempre spinto il musicista “sui generis” ad avvicinarsi al Progressive-Metal è la ricerca continua della tecnica e della costruzione musicale ostinate e senza altra possibile soluzione. Non hanno mai fatto eccezione in tal senso i Dream Theater che ad oggi di questo genere possono essere considerati i leader nonché miti viventi… E’ altrettanto vero però che come ascoltatore mi sono sempre posto come obiettivo la ricerca di canzoni (e sottolineo la parola “canzoni”) emozionanti anche se magari dal suono più semplice o meno complesso se volete: come negare che a volte una voce non impeccabile possa comunicare molto più di una voce perfetta ma fredda? Insomma… il mio punto di vista lo avete ormai intuito e credo abbiate anche intuito quale direzione prenderà questa mia recensione…

“Black Clouds & Silver Linings” è la nuova fatica pubblicata da Portnoy e soci e, detto per inciso, ho l’impressione di aver inserito nello stereo lo stesso cd ascoltato negli ultimi anni… insomma nulla di nuovo all’orizzonte se non il tentativo di far convergere all’interno della classica costruzione fantasiosamente e matematicamente prog influenze di altri generi che liberano a tratti la produzione della band dalle catene che essa stessa si è imposta (come sono lontani i tempi di Master Of Puppets!). Devo ammettere che l’opening track è riuscita ad ammaliarmi in svariati passaggi, soprattutto perché le ritmiche perfette ed il muro sonoro sono intervallati da parti di pura ispirazione black-metal e ad un paio di riff in quattro quarti semplici semplici ma dall’impatto innegabile, tanto che mi si sono illuminati gli occhi nella speranza che l’album fosse una perla rara e splendente.

Sia chiaro… l’album è COME SEMPRE splendente, ricco di tecnica e gusto per la soluzione melodico-armonica all’ennesima potenza, ma il turbinio di note,assolo, mid-tempos di pura ispirazione prog confonde la mente a lungo andare…insomma gran parte di questa splendida tecnica sfoggiata in ogni singola canzone dei Dream Theater finisce col perdersi nei meandri della mente dell’ascoltatore, anche perché non si può richiedergli di prestare all’ascolto quell’attenzione che ci riporta direttamente sui banchi di scuola di fronte ad una lezione di trigonometria noiosissima… si finisce con lo scarabocchiare ghirigori sul foglio accorgendosi nuovamente dell’album nel momento in cui finisce ed il silenzio torna sovrano. “A Rite Of Passage” è davvero particolare come pezzo, ma nelle orecchie mi rimane molto più impressa la ballad che segue, ovvero Wither, la cui semplicità ed orecchiabilità risultano a denominazione di origine controllata e garantita… insomma una bella ballad suonata così bene lascia sempre il segno! Si finisce poi nuovamente per affrontare l’argomento “dipendenza da alcool” tanto caro al nostro drummer pazzariello (Portnoy per intenderci) con “The Shattered Fortress”, ennesimo (ultimo?) capitolo della saga dedicata ai labirinti faunistici della mente di chi per risolvere un problema o la noia di un momento decide che alzare il gomito sia non solo la migliore soluzione ma l’unica possibile. Molto più classica e completa risulta la seguente “The Best Of Times”, notevole esempio di come una canzone possa svariare e rimanere sempre logicamente legata e ben strutturata, passando da colori evocativi ad assolo pazzeschi punteggiati da piogge di note e scale fantascientifiche… probabilmente è questa la canzone cardine dell’opera nelle intenzioni della band (anche perché il pezzo si ispira ad un episodio sicuramente importante nella vita di uno dei membri del gruppo, ovvero la morte del proprio padre per cancro durante la lavorazione del disco), anche se a mio parere il pezzo più appassionante e trascinante dell’album rimane “A Nightmare To Remember”. Si chiude con la più classica delle chiusure… la chilometrica “The Count Of Tuscany”, un vero e proprio decalogo dei Dream Theater nudi,crudi ed all’ennesima potenza.

Il mio suggerimento è: se siete fans dei mitici Dream Theater comprate l’album perché, nonostante l’innovazione pari a zero, è davvero un bell’album (ma è concepibile secondo voi che i Dream Theatre facciano un album oggettivamente brutto o suonato male? Non credo proprio…). Certo non dovete aspettarvi una rivoluzione ma, come era nelle intenzioni della band, un vero e proprio riassunto completo della produzione di questo gruppo leggendario dalla tecnica inconfondibile ed indiscutibile e dal tocco pur sempre magico!

www.dreamtheater.net

Tracklist:
1. A Nightmare To Remember
2. A Rite Of Passage
3. Wither
4. The Shattered Fortress
5. The Best Of Times
6. The Count Of Tuscany

Band:
James LaBrie – voce
John Myung – basso
John Petrucci – chitarra
Mike Portnoy – batteria
Jordan Rudess – tastiere

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