Dream Theater – Distance Over Time

 

Inside Out – Febbraio 2019

A volte si parla troppo. Troppe chiacchere, troppi pettegolezzi senza neanche sapere quello che si dice. Ogni volta che esce un nuovo disco dei Dream Theater inizia la girandola di voci, di commenti, di chi preferiva Portnoy e trova Mangini un suo clone, di chi preferiva i primi album, di chi ascolta un singolo e spara giudizi senza prima aver ascoltato l’album intero…insomma si potrebbe andare avanti per giorni e non arrivare a nulla.

I Dream Theater con ‘Distance Over Time’ arrivano al quattordicesimo disco in studio, un bel traguardo per il gruppo di Boston. Dopo la magniloquenza di un concept come ‘The Astonishing’ i Dream Theater decidono di togliere piuttosto che aggiungere, di badare più al sodo e dare più importanza alle canzoni che siano di quattro o dieci minuti non importa.
Ho sempre apprezzato la voglia della band di cambiare pelle pur mantenendo un marchio di fabbrica inconfondibile, nuove sfide, nuove sonorità ma sempre e inconfondibilmente Dream Theater.
Distance Over Time’ a partire dalla bella copertina, si presenta più essenziale e diretto e cresce ascolto dopo ascolto, anche se purtroppo qualche piccola ombra rimane.
Ottima la produzione con l’unica pecca di aver penalizzato la voce di James LaBrie, troppo spesso in secondo piano e in diversi episodi troppo ricca di effetti che la rendono artificiale e non fanno emergere la sua bellissima timbrica.
Ascoltando l’album infatti si ha la sensazione che la parte strumentale e la parte vocale siano due entità distinte che interagiscono poco. La musica a tratti è esplosiva, le chitarre sono dirompenti, la sezione ritmica non è mai stata così potente, ma purtroppo la voce stenta complice anche delle linee vocali non sempre all’altezza.

Distance Over Time’ ha inizio. ‘Untethered Angel’ è il primo singolo estratto dall’album. Un arpeggio alla Petrucci, pochi istanti di calma e poi iniziano le danze. Un ottimo inizio senza dubbio, un classico brano alla Dream Theater che presenta in maniera impeccabile il disco.
Paralyzed’ è uno dei pezzi migliori, quattro minuti, il minimo indispensabile, un brano molto ritmico e a tratti moderno che rappresenta bene lo stile dell’album.
Ancora metal con ‘Fall Into The Light’ punto di incontro tra Dream Theater, Black Sabbath e Metallica, anche in questo caso il risultato è eccellente.
Barstool Warrior’ dopo una bella introduzione strumentale (i maestri Kansas si sento qua e là) si sviluppa su coordinate più melodiche e a tratti sognanti.
Totalmente opposta la successiva ‘Room 137’ (testo di Mike Mangini a dimostrazione di come ormai sia pienamente inserito nel mondo Dream Theater), spigolosa, sincopata e acida.
John Myung ci delizia con il suo basso in ‘S2N’ altro brano nervoso e molto vario non tra i migliori del lotto ma comunque apprezzabile.

Arriviamo alla lunga (siamo comunque sotto i dieci minuti) ‘At Wit’s End’ una summa dello stile dei Dream Theater, un crocevia dove melodia, energia, tecnicismi e metal si danno appuntamento.
Out Of Reach’ è il pezzo melodico che non può mancare e finalmente il buon LaBrie ci delizia con la sua calda e avvolgente voce.
Il gran finale è affidato a ‘Pale Blue Dot’ altro tassello fondamentale del disco, tanto prog metal, con diversi richiami all’illustre passato della band e alla bonus track ‘Viper King’ “deeppurpleiana” nell’uso dell’hammond ma Dream Theater per tutto il resto.

Come giudicare ‘Distance Over Time’? Beh sicuramente gli elementi positivi non mancano, la classe c’è e si sente anche se con qualche virtuosismo in meno rispetto al passato ma ciò non costituisce un problema, in fondo lo sappiamo che i Dream Theater sanno suonare bene no?
Il grande assente come detto prima è James Labrie, non so se per colpa sua o per scelte condivise con la band, sta di fatto che salvo qualche episodio dove canta bene, in troppi momenti è proprio la voce l’elemento debole.

In chiusura possiamo dire che ‘Distance Over Time’ è un buon disco dei Dream Theater, non uno dei migliori…

www.dreamtheater.net

Tracklist:

1.Untethered Angel
2.Paralyzed
3.Fall Into The Light
4.Barstool Warrior
5.Room 137
6.S2N
7.At Wit’s End
8.Out Of Reach
9.Pale Blue Dot
10.Viper King (Bonus Track)

Band:

James LaBrie – voce
John Petrucci – chitarra
John Myung – basso
Jordan Rudess – tastiere
Mike Mangini – batteria

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X