Dream Theater – Images and Words

 

Elektra – Marzo 1992

E’ davvero difficile recensire un disco come “Images and Words“, innanzitutto perchè ha segnato indelebilmente il mio percorso musicale, e poi perchè le parole non renderebbero in parte giustiza alla bellezza di questo lavoro dei Dream Theater.

Un dolce ed etereo arpeggio, seguito da tastiere dal sapore antico ma al tempo stesso moderno, percussioni simil tribali, e poi il metal prog esplode con “Pull me Under“, stupenda e imprevedibile, otto minuti di musica assoluta. “Another Day“, è un susseguirsi di emozioni dalle atmosfere malinconiche, non una semplice power ballad, ma molto di più, impreziosita dal suono sensuale di un sassofono. Siamo solo all’inizio, ma già l’ascoltatore si ritrova coinvolto nel vortice di emozioni che il sound dei Dream Theater provoca. Altro lungo brano di otto minuti, “Take the Time“, dopo un inizio funkeggiante, alterna momenti metal, ad altri più d’atmosfera, e nella parte centrale la band rievoca i fasti del progressive anni ’70, trasportati ai giorni nostri, con funambolici scambi di virtuosisimi tra chitarra e tastiere. Veniamo ora a quella che considero la canzone piu’ bella che sia mai stata scritta. No, non sto esagerando, ascoltate “Surrounded” e ne avrete la conferma. La dolce voce di James LaBrie, è accompagnata dalle note di un sognante pianoforte, ma ben presto l’atmosfera cambia e quella che inizialmente sembrava una romantica ballata, si trasforma in un pezzo vivace e sempre più intenso. Ogni volta che sento LaBrie cantare “…light to dark, dark to light, light to dark, dark to light…“, mi emoziono come fosse la prima volta, anche se in quasi 15 anni avrò ascoltato Surrounded molte molte volte. E’ difficile riprendersi dopo questi cinque minuti di pura poesia fatta musica, ma ci pensa “Metropolis – Part I” a darci la scossa. Anche in questo caso come per “Take the Time“, nella parte centrale la band si lancia in sfide all’ultima nota, tanto che ad un certo punto sembra quasi di impazzire, visto che il prog/metal tocca livelli di virtuosismo esasperati, ma sempre con un filo logico, che diventerà nel corso degli anni una caratteristica dei Dream: la tecnica e i virtuosismi ma sempre al servizio del pezzo. “Under a Glass Moon” è un altro grande pezzo di metal/prog, dal sapore orientale, anche se forse rispetto agli altri capolavori presenti nel disco, risulta essere leggermente inferiore. Prima del gran finale, un momento d’atmosfera e di riflessione, con “Wait for Sleep“, per sola voce e piano, e ancora una volta la voce di La Brie provoca emozioni indescrivibili, assieme alle note create da Kevin Moore. “Learning to Live” è la degna conclusione di un lavoro che ha generato molti, forse troppi imitatori. Una lunga cavalcata, che racchiude tutte o quasi le caratteristiche dei Dream Theater.

Non voglio spendere altre, superflue parole…

www.dreamtheater.net

Tracklist:
1. Pull Me Under
2. Another Day
3. Take The Time
4. Surrounded
5. Metropolis – Part I
6. The Miracle And The Sleeper
7. Under A Glass Moon
8. Wait For Sleep
9. Learning To Live

Band:
James LaBrie – voce
John Myung – basso
John Petrucci – chitarra
Mike Portnoy – batteria
Jordan Rudess – tastiere

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