Ci sono concerti e poi ci sono eventi destinati a entrare nella memoria di chi vi assiste. Lo show organizzato dagli Eluveitie nello storico Teatro Romano di Augusta Raurica, alle porte di Basilea, appartiene senza dubbio a questa categoria. Una serata irripetibile, costruita attorno a una location straordinaria che sembra fatta apposta per ospitare la band simbolo del melodic folk death metal europeo.

Il teatro, risalente al 44 a.C., rappresenta infatti la cornice ideale per l’immaginario celtico che gli Eluveitie portano avanti fin dalla loro fondazione. Le antiche gradinate in pietra, illuminate dalla luce del tramonto, trasportano immediatamente il pubblico in un’altra epoca, trasformando il concerto in un autentico viaggio attraverso la storia.

Con il teatro completamente sold out, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Magliette degli Eluveitie ovunque, sorrisi, abbracci e quella sensazione di fratellanza che soltanto la comunità metal riesce a creare. La band svizzera ha preparato uno spettacolo speciale, pensato appositamente per questo luogo unico, articolato in due atti distinti: una prima parte completamente acustica e una seconda dedicata alla potenza del loro inconfondibile melodic death metal.

L’intimità del set acustico

La prima sorpresa della serata arriva quando gli Eluveitie prendono posto sul palco sedendosi su sedie e sgabelli. L’atmosfera si fa immediatamente raccolta e intima, lasciando spazio agli strumenti tradizionali e alle melodie che rappresentano l’anima più profonda della band.

La scelta permette al gruppo di riscoprire numerosi brani raramente eseguiti dal vivo, proponendo addirittura alcune prime assolute. Trovano infatti spazio “Anamcara” ed “Esvs”, accolte con entusiasmo dal pubblico, insieme alla suggestiva strumentale “Memories of Innocence”, tratta dall’ultimo album “Anv”. Grande emozione anche per “All Is One”, eseguita per la prima volta dal vivo e impreziosita dalla straordinaria interpretazione di Fabienne Erni.

La cantante svizzera si conferma ancora una volta uno dei grandi punti di forza della formazione. La sua voce, cristallina ed estremamente espressiva, domina la scena con naturalezza, regalando momenti di rara intensità. L’apice arriva con “Anv”, il brano omonimo dell’ultimo album, interpretata in lingua gallica e quasi interamente a cappella: per alcuni minuti il teatro romano rimane sospeso in un silenzio quasi religioso, mentre la voce di Fabienne riempie ogni angolo dell’antica arena.

A chiudere questa prima parte è l’immancabile “Epona”, tratta da “Evocation II: Pantheon”. Cantata anch’essa interamente in lingua gallica, trasforma il teatro in una grande celebrazione della cultura celtica, con il pubblico che accompagna ogni nota in un’atmosfera sospesa tra concerto e rito ancestrale.

La maestosità del set metal

Dopo un breve intervallo necessario a riconfigurare il palco, il sole lascia definitivamente spazio alla notte. È proprio questo passaggio a rendere ancora più suggestivo l’inizio della seconda parte dello spettacolo.

L’introduzione sonora, che richiama l’arrivo di un temporale, accompagna perfettamente l’ingresso della band, pronta a sprigionare tutta la propria potenza. Le prime note di “Ategnatos” fanno immediatamente esplodere l’entusiasmo del pubblico: una scelta perfetta per aprire il set elettrico.
Fin dai primi minuti colpisce la qualità del suono. Non era affatto scontato ottenere un mix così equilibrato in un teatro romano, soprattutto considerando la ricchezza della strumentazione impiegata dagli Eluveitie. Eppure, ogni elemento trova il proprio spazio: le chitarre dialogano perfettamente con arpa celtica, violino, ghironda, flauti, mandolino e cornamuse, permettendo di apprezzare ogni sfumatura degli arrangiamenti.

Il passaggio a “Deathwalker” conferma immediatamente il livello della serata, grazie alla splendida introduzione affidata alla ghironda di Lea-Sophie Fischer, ormai perfettamente integrata nella formazione. Il suo lavoro tra violino, ghironda e flauti aggiunge ulteriore profondità al sound della band, dialogando magnificamente con i fiati di Chrigel Glanzmann.

L’attuale line-up appare probabilmente una delle più solide e affiatate nella storia degli Eluveitie. Chrigel Glanzmann guida la band con il consueto carisma alternando harsh vocals e strumenti tradizionali, mentre Fabienne Erni continua a incantare il pubblico con una presenza scenica magnetica e una prestazione vocale semplicemente impeccabile. Al loro fianco brillano Jonas Wolf e Raphael Salzmann alle chitarre, Alain Ackermann dietro una batteria precisa e potente e Kay Brem con linee di basso sempre incisive. Completano quindi la formazione Lea-Sophie Fischer con la sua straordinaria padronanza di violino e ghironda e la classe del nuovo membro incaricato di gestire cornamuse e flauti.

Fabienne è senza dubbio il volto più emozionante dello spettacolo. La sua voce riesce a passare con estrema naturalezza da momenti delicati a passaggi epici, mentre l’arpa celtica contribuisce a creare quell’atmosfera unica che distingue gli Eluveitie da qualsiasi altra band del panorama metal. Brani come “Exile of the Gods” e “A Rose for Epona” mettono in mostra tutta la sua sensibilità artistica; durante quest’ultima Fabienne lancia rose al pubblico, regalando uno dei momenti più suggestivi della serata.

Naturalmente non manca spazio per i brani più aggressivi. “Helvetios” scatena i primi mosh pit tra il pubblico, mentre “Ambiramus” trasforma l’intero teatro in una gigantesca festa folk, con migliaia di persone che saltano e cantano all’unisono. Tra gli altri momenti memorabili spiccano la sempre emozionante “Breath”, la potente “Rebirth”, simbolo della rinascita artistica della band, e gli immancabili classici “Havoc” e “King”, accolti da un entusiasmo travolgente.

L’encore regala ulteriori emozioni con “Premonition”, tra i brani più riusciti dell’ultimo album, e soprattutto con “Awen”, proposta per la prima volta dal vivo e già destinata a diventare uno dei nuovi pilastri del repertorio degli Eluveitie.

La chiusura non poteva che essere affidata a “Inis Mona”, il brano simbolo della band. L’intero teatro canta ogni parola all’unisono, trasformando l’antica arena romana in un immenso coro che accompagna gli ultimi minuti di una serata semplicemente perfetta.

Quello di Augusta Raurica non è stato soltanto un concerto, ma un’esperienza immersiva in cui storia, cultura celtica e metal si sono fuse in maniera magistrale. La scelta della location, la scaletta costruita appositamente per l’occasione e una band in stato di grazia hanno dato vita a uno degli spettacoli più emozionanti della carriera degli Eluveitie.

Per chi era presente, sarà difficile dimenticare una notte in cui passato e presente si sono incontrati sotto il cielo della Svizzera, dimostrando ancora una volta come gli Eluveitie rappresentino una realtà unica nel panorama metal internazionale.

Setlist

Acoustic Set

Lvgvs
Grannos
Cernvnnos
Anamcara
Esvs
Catvrix
Anv
Memories Of Innocence
All Is One
Epona

Metal Set

Ategnatos
Deathwalker
The Prodigal Ones
Exile of the Gods
A Rose for Epona
Helvetios
Ambiramus
Breathe
Aidus
Rebirth
Havoc
King
De Rief vo de Barge
Premonition
Awen
Inis Mona

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