AFM Records – Settembre 2012

Da “Heathenreel” (2001) ad oggi gli italiani Elvenking ne hanno fatta di strada, producendo album sempre originali, un connubio di folk e power metal condito dalla spiccata personalità della band di Sacile. “Era” arriva a due anni di distanza, tra cambi di line up e maturazione paersonale, da “Red Silent Tides”, album che ha ‘permesso’ ai nostri di intrapendere un tour di supporto ai tedeschi Primal Fear.

“The Loser” mette subito le carte in regola, gli Elvenking non si sono rammolliti come molti credevano. A mio avviso hanno solo sviluppato in modo intelligente una componente melodica che ha impreziosito il loro sound. Complesso e molto tecnico il drumming così come in quasi tutti gli altri brani. Ad una strofa abbastanza spigolosa, si contrappone un ritornello molto orecchiabile, vicino agli Helloween dei due keeper. Più lineare la successiva “I Am The Monster”, brano che risulta essere uno dei più vincenti di questo lavoro. Con questa canzone potrebbero davvero puntare in alto. Molto melodica e ricca di chorus, presenta un break strumentale dove il violino disegna con le sue dolci note melodie accattivanti. “Midnight Skies, Winter Sighs” sembra inizialmente una folk song, ma poi dopo circa un minuto, diventa metal epico prima, e hard rock melodico poi. Mi piace questa contrapposizione di due generi abbastanza lontani tra di loro. Spazio alla breve e folk “A Song for the People”, dolce ballata dal sapore medioevale, con chitarre acustiche e violino. “We Animals”, ha un vago sapore di nord Europa, principalmente nel suono di chitarra che mi ha ricordato alcuni gruppi degli ultimi anni (Vendom Place, The Poodles…). Brano leggero e molto corale, che anche in questo caso potrebbe essere un potenziale singolo.

Melodie dal sapore antico, scandite dal suono del violino che si intreccia alla perfezione con le chitarre, caratterizzano “Through Wolf’s Eyes”, forse la song dove gli elementi folk sono predominanti, anche se la band non dimentica di graffiare. Con “Walking Dead” ritornano le atmosfere più power, con tempi di batteria molto serrati ed  un chorus che non acchiappa poi molto. Un brano che mi ha convinto nella strofa ma che a mio avviso si perde un po’ strada facendo. Una dolce ed eterea voce femminile intorduce l’ultra melodica “Forget-Me-Not”, molto vicina all’AOR americano degli anni ’80. Non mi aspettavo una song come questa, e devo fare i complimenti alla band, in quanto mi ha davvero coinvolto nell’ascolto. Un po’ sottotono la doppietta “Poor Little Baroness” (power con svariati stop and go, ma priva di una melodia vincente) e “The Time of Your Life”, acustica e riflessiva, ma un po’ sterile e anche in questo caso manca una melodia che catturi l’attenzione dell’ascoltatore. ”Chronicle of a Frozen Era” risolleva l’atmosfera. Brano abbastanza lungo e ricco di cambi tempo, è sicuramente l’episodio più articolato e di difficile assimilazione del disco, ma anche uno dei più interessanti. Una breve e rilassante strumentale (dal vago sapore irlandese), “Ophale”, ci conduce all’ultimo episodio di “Era”, “Khanjar”, ancora senza voce, ma questa volta più incline a sonorità metal. Uno “sfogo” strumentale che la band si concede…

Questo nuovo lavoro targato elvenking spero farà fare il salto di qualità che secondo me tanto si meritano. Intanto vi consiglio di godervi “Era”, e perchè no se non li avete, procurarvi anche i precedenti lavori.

BRANO TOP: Forget-Me-Not
BRANO FLOP: Poor Little Baroness

www.elvenking.net

Trackist:
1. The Loser
2. I Am the Monster
3. Midnight Skies, Winter Sighs
4. A Song for the People
5. We, Animals
6. Through Wolf’s Eyes
7. Walking Dead
8. Forget-me-not
9. Poor Little Baroness
10. The Time of Your Life
11. Chronicle of a Frozen Era
12. Ophale

Band:
Damna – voce
Aydan – chitarra
Rafahel – chitarra
Lethien – violino
Symohn – basso
Jakob – batteria

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