Nuclear Blast – Settembre 2012

Gli Enslaved giungono al traguardo del dodicesimo album, traguardo di tutto rispetto per una band difficilmente classificabile in un genere preciso, anche se vengono inseriti nel filone del black metal. Ho conosciuto gli Enslaved con “Frost” del 1994, e all’epoca rimasi piacevolmente colpito dalla loro originale proposta. Dopo “Blodhem”, ho smesso di seguirli, ed oggi mi ritrovo a recensire un nuovo loro album, “Riitiir” dopo tanti anni.

“Thoughts Like Hammer” è il mio primo ‘nuovo’ impatto con gli Enslaved. Un mix di black, doom e progressive, dove l’alternanza della voce in scream (del leader Grutle Kjelson) e pulita di (Hedbrand Larsen) disegnano  melodie accattivanti. Molto complessa la struttura, in un alternarsi di parti veloci e cambi di tempo, che richiamano il progressive degli anni ’70. Sulla stessa scia “Death in the Eyes of Dawn”, anche se qui la voce black è praticamente onnipresente, e mancano quelle aperture melodiche che davano respiro e varietà alla song precedente. Ottimo il break strumentale, impreziosito da un assolo di chitarra ‘insolito’ per i gruppi black. Stacchi alla Voivod (quelli di “Nothingface” soprattutto), introducono “Veilburner”, un po’ più corta delle precedenti (siamo comunque intorno ai 7 minuti), e più diretta, con un ritornello etereo (passatemi questo termine) cantato ancora da Larson, vero punto di forza di questo album. Molto forte la componente progressive, questa volta più vicina ad alcune cose dei Dream Theater . “Roots of the Mountain” si avvicina al black metal degli esordi ed è sicuramente uno dei brani più violenti, anche se vista la lunghezza (nove minuti e sedici) , presenta una parte più rilassata e strumentale. Arriviamo alla title track, che si discosta abbastanza per la leggerezza (da prendere sempre con le molle) e linearità nella struttura. Certo non stiamo parlando di un brano pop, però, complice anche la relativa brevità si ascolta più facilmente delle altre song.

Un inizio alla Alice in Chains introduce “Material”. E’ una breve tregua, infatti il growl di Grutle irrompe, ma è un continuo susseguirsi di scambi vocali tra i due musicisti. Ottimo ancora una volta l’assolo di Ivar Bjornson, unico membro fondatore assieme a Grutle e chitarrista molto dotato in fase compositiva e solista. Gli ultimi due brani, “Storm of Memories” e “Forsaken”, non aggiungono nulla di nuovo, essendo abbastanza simili ai precedenti. Un insieme di generi ed atmosfere che però arrivati alla fine fanno venire qualche sbadiglio.

“Riitiir” è sicuramente un prodotto coraggioso, composto da una band ‘libera’ e fuori da certi schemi. Difficile però che catturi l’attenzione di nuovi adepti…

BRANO TOP: Veilburner
BRANO FLOP: Forsaken

www.enslaved.no

Tracklist:
1. Thoughts like Hammers
2. Death in the Eyes of Dawn
3. Veilburner
4. Roots of the Mountain
5. Riitiir
6. Materal
7. Storm of Memories
8. Forsaken

Band:
Ivar Bjørnson – chitarra, voce, tastiere
Grutle Kjellson – voce, basso
Arve Isdal – chitarra
Cato Bekkevold – batteria
Herbrand Larsen – tastiere, voce, chitarra

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