Frontiers Music srl – 2020

Lo stoico Chip Z’Nuff continua a mantenere vivo un nome storico dell’hard rock, gli Enuff Z’Nuff ormai orfani da anni del cantante Donnie Vie, ma sempre in pista con una formazione rimaneggiata e tanta voglia di fare ancora musica.

Gli Enuff diciamolo pure, non è che siano stati molto fortunati nella loro ormai trentennale carriera. Partiti come “NEW THING” del rock/glam, dopo i primi due imperdibili lavori, sono un po’ usciti dalla strada principale che porta al successo, pur pubblicando dischi (alcuni davvero validi, altri meno) con una certa continuità. Alcuni problemi di formazione, problemi di droga (ricordiamo che il chitarrista Derek Frigo, morì nel 2004 per overdose), poi nel 2007 la morte del batterista Ricky Parent per un tumore e infine l’abbandono di Donnie Vie, uno che non è tanto facile rimpiazzare.

Brainwashed Generation’ è il nuovo disco, che segue il buon ‘Diamond Boy’ pubblicato nel 2018 e che vede l’ingresso alla chitarra di Alex Kane che aveva già militato nella band prima della pubblicazione dell’album di debutto omonimo.
Nove tracce più intro, un sound che non regala particolari sorprese, ma in fondo dagli Enuff si vuole e si pretende questo, buona musica, melodie che inevitabilmente ricordano i Fab Four, un po’ di hard rock che non guasta mai e tanta voglia di suonare nonostante tutto.
Da segnalare la presenza di alcuni illustri ospiti come Mike Portnoy, Daxx “Cheap Trick” Nielsen alla batteria, Steve Ramone alla chitarra e Mr. Donnie Vie.
Fatal Distraction’ apre le danze, e sin da subito si viene catapultati nel mondo degli Enuff Z’Nuff, un mondo fatto di melodie positive, un rock vigoroso ma mai troppo esagerato, un buon pezzo nel classico stile della band.
Le chitarre graffiano nella successiva ‘I Got My Money Where My Mouth Is’ uno dei pezzi migliori, una spruzzata di punk, hard rock e un ottimo refrain.
Con ‘Help I’m In Hell’ la band gioca con la psichedelia, un connubio con lo stile inconfondibile degli Enuff che potrebbe sembrare un azzardo ma invece si rivela una scelta davvero riuscita.
Con ‘It’s All In Vain’ si viene catapultati nell’universo Beatles, un viaggio negli anni sessanta che, per chi segue la band, è un’abitudine e una certezza, gli Enuff Z’Nuff sono anche questi.

Bastano pochissimi secondi di ‘Strangers In My Head’ per riconoscere la voce di Donnie Vie, (quanta nostalgia Don…) in quello che è sicuramente il pezzo più strambo della scaletta, difficile da descrivere.
Dopo la frizzante ‘Drugland Weekend’ troviamo ‘Broken Love’ dove la malinconia raggiunge il suo picco e ‘Go…’ abbastanza classica ovviamente per gli standard della band e infine ‘Winding Road’ dall’incedere coinvolgente grazie a un buon riff di chitarra, un pezzo che sono sicuro dal vivo spaccherà.

Dopo tanti anni mi ritrovo ancora a parlare degli Enuff Z’Nuff e di un nuovo disco, riuscito sotto tutti i punti di vista, il solito buon album di una band coerente con se stessa e i fans, una band che non ha mai mollato e che non smette di far divertire e riflettere.

www.enuffznuff.com

Tracklist:

1.The Gospel
2.Fatal Distraction
3.I Got My Money Where My Mouth Is
4.Help I’m In Hell
5.It’s All In Vain
6.Strangers In My Head
7.Drugland Weekend
8.Broken Love
9.Go…
10.Winding Road

Band:

Chip Z’Nuff – basso, voce
Tory Stoffregen – chitarra
Alex Kane – chitarra
Dan Hill – batteria

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