La band symphonic metal olandese EPICA pubblicherà il nuovo album “Ωmega” il 26 febbraio 2021 su Nuclear Blast. Abbiamo parlato della nuova uscita con la cantante olandese Simone Simons:

Ciao Simone, grazie per essere qui con noi di Longliverocknroll.it! So che è una domanda di rito ormai, ma come stai vivendo questo strano periodo? E’ trascorso ormai quasi un anno dall’inizio della Pandemia, ti stai abituando alla nuova routine?

Beh si, diciamo che da casa si riesce a fare quasi tutto, lavoro sport e altro, ma è limitato e dopo un po’ inizi a sentire la mancanza di alternative, mancano le uscite e a volte sì, può essere davvero frustrante.

Veniamo a cose migliori allora, il vostro ultimo album Omega è davvero un capolavoro e riscontrerà sicuramente un grande successo. Lo trovo davvero molto suggestivo e ricco di diverse atmosfere e sonorità pur restando equilibrato. Ho letto che l’uscita era prevista il 2020, ma ovviamente la pandemia ha riprogrammato anche questo; quanto tempo avete impiegato esattamente dall’ideazione alla produzione finale?

Abbiamo iniziato a scrivere l’album ad ottobre 2019, iniziando le registrazioni a gennaio che sono poi terminate alla fine di aprile. E’ stata in effetti la produzione più veloce nella storia degli Epica tra la scrittura e la registrazione. Nonostante la pandemia siamo riusciti a procedere velocemente grazie ad un’ottima programmazione, registrando per fortuna fin da subito i cori e l’orchestra prima dell’effettivo confinamento. Mancavano poi le registrazioni delle voci principali quindi io e Mark ci siamo adattati come abbiamo potuto restando nelle nostre città. Mark vive in Sicilia ed è rimasto là utilizzando il suo studio di casa, mentre io sono riuscita ad utilizzare uno studio vicino a casa dove vivo qui in Germania. E’ stata davvero una questione di 2 settimane e non avremmo potuto registrare cori e Orchestra , quindi si può dire che abbiamo avuto comunque fortuna nella sfortuna.

Epica 2021 – courtesy Nuclear Blast Records

Certo che tutto sommato deve essere stato comodo avere la possibilità di portare avanti una buona parte del lavoro da casa. Ho letto che la realizzazione di questo album è iniziata comunque in circostanze diverse rispetto al passato, intendo il fatto che vi siate riuniti con calma e riflessione in un primo momento per avere un libero scambio di idee e più condivisione. Tutto considerato ripetereste l’esperienza con queste modalità?

Sì, questa volta ci eravamo assicurati di non avere altri impegni e scadenze che potessero interferire , così ci siamo dedicati appieno alla scrittura senza distrazioni, raccogliendoci tutti in unico posto ed è stato piacevole perché normalmente in passato restavamo separati per forza di cose vivendo in 4 diversi Paesi tra un tour finito e uno che inizia, nel tempo rimanente preferivamo stare a casa. Quindi questa volta ci siamo presi un momento sabbatico senza tour che interferivano, programmando gli incontri e i risultati si son visti subito perché siamo stati molto produttivi. Abbiamo passato del tempo vivendo assieme nella stessa casa senza doverci preoccupare del mondo esterno, ha fatto la differenza.

Il dover restare adesso a casa per via delle restrizioni gestendo più cose contemporaneamente, lo trovi comodo oppure fastidioso per le potenziali varie distrazioni casalinghe?

Eh in effetti non riesco a lavorare un gran che, giusto le interviste e scrivere qualche mail, ma niente di più perché qui ho la famiglia e ti mette davvero alla prova a volte anche perché la scuola è chiusa qui in Germania per altre due settimane, quindi dobbiamo fare le lezioni a casa e gestire in contemporanea il lavoro con il pensiero fisso di dover sistemare o cucinare, quindi ho trovato il compromesso di lavorare un po’ la sera quando è più tranquillo, ma poi sono stanca e non riduco molto lo stesso.

Ah, ah lo credo bene! Tornando a parlare di “Omega” e di come è stato concepito: ad un primo ascolto si notano subito “luci e ombre”, un’opera che desidera raccontare con equilibrio diverse realtà; mi piacerebbe sapere quali sono per te i brani di maggiore effetto o semplicemente quelli ai quali sei più legata.

Dal punto di vista delle tematiche affrontate è sicuramente un album molto spirituale , le canzoni con le quali sento un forte legame sono “Kingdom of Heaven”, “Rivers”, “Code of Life” e non soltanto per i testi, ma naturalmente per tutta la composizione. Nel complesso sono molto orgogliosa di questo album perché penso che sia il più maturo, il più profondo e più spirituale e anche perché ci abbiamo messo così tanto sudore, sangue e lacrime ed energie. Il significato di Omega nasce da una teoria chiamata “il punto di Omega” ovvero quando tutto nell’universo si unisce in un divino punto finale e quando la Terra raggiungerà il punto di Omega, tutto quello che sia mai esistito diverrà una cosa sola. Questa è l’idea originaria di Mark che voleva in effetti chiamare l’album The Omega Point, ma poi abbiamo pensato che Omega suonasse meglio, corto e potente e inoltre l’accostamento “Omega”- Epica ci sembrava perfetto. L’intero album ha come tema come dicevi tu, luci e ombre, ying e yang, il cercare di trovare una via di fuga dai propri labirinti personali quelli nei quali ci si perde e più facilmente si resta intrappolati, la ricerca a qualunque costo del regno dei cieli. Naturalmente ci sono tematiche anche più attuali all’interno, come il riscaldamento globale ad esempio, ma i concetti che ho citato prima rappresentano il filo conduttore di tutti i pezzi.

Uno dei brani più imponenti e che colpisce sicuramente anche per la durata è “Kingdom of Heaven”, la terza parte di una trilogia. Come riassumeresti l’esperienza di questa opera ripresa in più anni?

Il primo Kingdom of Heaven lo abbiamo scritto nel 2009 per “Design your Universe” e il secondo in “Quantum Enigma”, poi in “Omega” quando Mark ha iniziato a scriverlo si è unito a lui anche Isaac e lo ha aiutato a strutturare meglio il brano, perché con canzoni come questa è facile perdersi. Sono come un puzzle di melodie e idee ed è una sfida dargli il giusto ordine.

Kingdom of Heaven parte 3 è sicuramente una delle mie preferite, la sensazione che mi dà è quella di guardare un film attraverso la sua colonna sonora dove non mancano i colpi di scena. Ciò che rende speciale questa trilogia naturalmente è anche il testo e il motivo che l’ha generata: il primo Kingdom of Heaven è dedicato alla morte della nonna di Mark, lei ha avuto un ruolo importante nella storia degli Epica perché il primo posto dove facevamo le prove era il suo scantinato e purtroppo quando stavamo lavorando al terzo Kingdom of Heaven, morirono nella stessa settimana sia l’altra nonna di Mark che quella di Isaac. E’ stata davvero una strana e triste coincidenza che sia capitato proprio a loro due, i principali compositori del pezzo.

L’arte ha questo potere di aiutarci a canalizzare anche le peggiori esperienze per trasformarle in qualcosa di stupefacente ed è molto bello che ci siate riusciti.

Spostandoci sulla parte visiva della vostra musica, so che è un aspetto al quale tieni particolarmente , potresti parlarci di come sono stati realizzati e ideati i video dei singoli già usciti per l’album: “Abyss of time”, “Freedom” e “Rivers” ? Freedom devo dire che è stata una bella sorpresa, un video completamente realizzato in CGI e soprattutto il coinvolgimento con il WWF per l’adozione dei lupi, avete raggiunto poi il risultato sperato per questa causa?

Dunque Abyss of Time è stato girato in Polonia e i costumi sono stati realizzati da uno stilista polacco e quando sono arrivata là per girare erano già stati fatti , non avevo idea di come fossero, ma è stata una piacevole sorpresa. Freedom – The Wolves Within‘, è stato creato dall’animatore olandese Bram Knol, la canzone in sé e la sua storia si prestava alla perfezione per un video in animazione, mentre per ciò che riguarda l’adozione dei lupi grigi è stata un’idea della nostra etichetta Nuclear Blast dato che avevamo già collaborato in passato con il WWF raccogliendo donazioni e questa storia di lotta tra il bene e il male dove i protagonisti sono dei lupi, ci è sembrata una bella opportunità per riprendere una raccolta fondi. Siamo riusciti ad adottare 6 lupi grigi, simbolicamente uno per ciascun componente.

Wow è stata davvero una bella iniziativa e ricorda anche un po’ la famiglia Stark di Game of Thrones…

Beh ovviamente non li abbiamo qui con noi nel salotto, ma in cambio abbiamo ricevuto dei peluche come ringraziamento e naturalmente il piccolo “wolfie” ha già fatto amicizia con mio figlio.

Epica 2021 – courtesy Nuclear Blast Records

E’ molto bello lo scambio che riuscite ad avere con i vostri fan non solo a scopo promozionale, ma anche per cause come questa. C’è da dire che giocare sui contenuti extra è ormai una soluzione chiave di questi tempi. A questo proposito, state pensando anche voi una volta uscito l’album, di pubblicare altri video e sfruttare come possibile la situazione di attesa per i veri concerti, con dei concerti in streaming ad esempio?

Beh sì, è sicuramente un’opzione che stiamo valutando, nonostante i Festival programmati per la prossima estate, non possiamo sapere se si terranno davvero, quindi stiamo anche noi considerando lo streaming se i concerti veri e propri salteranno. Non vediamo l’ora di presentare l’album e lo faremo comunque in un modo o nell’altro.

Ripensando ai contenuti extra non digitali, poco più di un anno fa è uscita la vostra Biografia “The Essence of Epica”. Com’è stato lavorare alla vostra storia? Deve fare un certo effetto fermarsi e fare il punto della situazione sul proprio percorso. Se potessi dare un consiglio alla ventenne Simone agli inizi della sua carriera, quale sarebbe?

Ah ah, il consiglio che darei alla Simone di 20 anni sarebbe sicuramente quello di ascoltare la propria voce e smettere di preoccuparsi troppo. Ho iniziato con gli Epica quando ero davvero giovane a 17 anni ed ero ancora una teenager mentre adesso sono una donna adulta con una famiglia e una carriera di quasi 20 anni quindi si, sono proprio cresciuta con gli Epica e questa band mi ha formata in tutti i sensi. E’ stata la mia scuola , il mio lavoro, il mio hobby e la mia passione… ogni cosa ed è diventata uno stile di vita. Scrivere la biografia è stato in un certo senso terapeutico: abbiamo ripensato per la prima volta con calma ai ricordi anche più lontani, perché siamo sempre stati in giro per i tour come pazzi e ogni due anni impegnati nella scrittura dell’album seguente. Abbiamo ripercorso il tutto in maniera cronologica sin da “Phantom of Agony “(2003) e sì, ognuno ha parlato della propria esperienza all’interno della band e mi ha fatto realizzare quanto speciale sia il nostro lavoro e quanti bei risultati abbiamo già raggiunto ad una giovane età. Quando la gente dice che dura da 20 anni sembra quasi di doversi sentire vecchi, ma avere iniziato così presto e aver potuto vedere così tanto del mondo mi sembra che sia stato davvero un privilegio, qualcosa di unico che non tutti hanno la possibilità di provare.

Epica 2021 – courtesy Nuclear Blast Records

Hai mai pensato a quale sia il segreto per una coesione così forte? Voglio dire, avete una line up consolidata da tanti anni.

Non so quale sia il segreto, ma so che tutti noi amiamo quello che facciamo e ovviamente come tutti abbiamo i nostri alti e bassi, ma la musica ci da motivazione e ci fa sempre andare avanti. Sì, credo che sia la passione per la nostra musica e il nostro pubblico a tenerci unirci, la passione è contagiosa. Nessun segreto quindi perché è un’arte onesta scritta innanzitutto per noi e non per le masse ed è il frutto di duro lavoro e perseveranza.

Venendo alla tua storia un po’ più personale, mi piacerebbe capire come può essere cambiata la tua prospettiva di donna crescendo in un ambiente così prevalentemente maschile. Ricordi qualche difficoltà in passato che può aver interferito con il tuo lavoro? Da quando hai iniziato, pur trovandoti in una scena molto specifica, trovi che sia cambiato qualcosa per le donne nel mondo della musica?

Mmm, non saprei, mi sono abituata a lavorare in un questo ambiente e conosco la storia del “Me too” e che molte donne dello spettacolo abbiano avuto problemi con i propri colleghi, che non ricevono lo stesso trattamento, pagamenti equi ecc… Io per fortuna non ho mai vissuto queste esperienze. Certo, da sempre le donne sono giudicate innanzitutto dal loro aspetto prima di scoprire o apprezzare anche il loro talenti e molto spesso la critica parte dal presupposto che non si possa aver tutto quindi se sei attraente non puoi essere brava e viceversa, senza darti il beneficio del dubbio insomma, ma d’altro canto il lato visivo di questo mestiere è molto importante quando sei il cantante di una band riceverai sempre più attenzione rispetto agli altri componenti, che tu sia uomo o donna. Quando fai un concerto la scena sul palco deve risultare in un certo modo e tutti fanno la loro parte per apparire al meglio e quindi anche mantenersi in buona forma fa parte del lavoro, ma ovviamente dalle donne ci si aspetta di più; voglio dire il cantante maschio può apparire rugoso, scompigliato e ingrigito e andar bene comunque, mentre la cantante donna in qualche modo si crede che si debba ficcare dentro a un freezer ogni notte così da non invecchiare.

Pensando invece alla collaborazione tra donne in questo ambiente, c’è una collega con la quale hai legato più di altre?

Sì, Cristina (Lacuna Coil) e Elize (Amaranthe) sono mie amiche e le sento molto spesso, ma ieri ad esempio mi sono sentita anche con Tarja. Mi tengo in contatto con alcune mie colleghe, ma un vero rapporto di amicizia posso dire di averlo con Cristina e Elize.

Wow, dato che sei amica di Cristina hai forse imparato a parlare anche un po’ di italiano?

No purtroppo, o meglio ho provato a imparare un po’ l’italiano con Duolinguo anche perché qui dove vivo ci sono diversi italiani e una delle mie migliori amiche è siciliana e la sento spesso parlare in italiano a suo figlio, quindi riesco a capire qualcosa e mi piace molto, è una bella lingua.

Quante lingue conosci Simone?

Olandese, tedesco, inglese ed ero brava anche con il francese, mentre spagnolo e italiano diciamo che lo capisco soltanto, non riesco a formare delle frasi complete.

Epica live, Bologna – 2017 – foto di Anna Bechis

Hai per caso un ricordo divertente in particolare legato a uno dei tuoi concerti qui in Italia?

Oh sì, una volta quando abbiamo suonato all’Alcatraz di Milano, una delle bacchette di Arien si era incastrata in un oggetto di scena che poi si è catapultato sulla mia faccia; è successo così in fretta e ha fatto così male che non mi rendevo neanche conto di cosa fosse successo e dopo il concerto mi sono accorta di aver il labbro rovinato e un pezzo di dente in meno. Quindi sì, ricordo quello come un momento un po’ strano e pericoloso in Italia, ma è anche stato l’unico per fortuna.

Venendo allora ad argomenti meno pericolosi, sappiamo che in questi anni ti sei dedicata moltissimo ad altri progetti per sfruttare altri tuoi talenti in particolare con il blog di make-up e con la fotografia. Di tutti questi mondi in cui fai orbitare la tua creatività, famiglia compresa, quali di questi è diventata per te una vera zona di comfort?

Amo moltissimo il mio blog SmoonStyle che ha avuto molto successo e ormai mi ci dedico proprio come ad un secondo lavoro, oltre a quello anche la fotografia è una passione che seguo volentieri, ma come ti dicevo prima, in questo periodo è davvero difficile per me riuscire a fare tutto. Sono comunque molto motivata e mi piace essere creativa perché l’unico modo per sentirmi soddisfatta alla fine di una giornata è quando riesco a creare qualcosa.

Quando ne avrai il tempo, pensi o hai mai pensato a qualche ulteriore collaborazione musicale per la tua carriera? Ad esempio ho letto da qualche parte, probabilmente su Wikipedia, che hai dichiarato più volte di voler fare un progetto jazz con tuo marito (Oliver Palotai), è così?

Sì, voglio dire, abbiamo lavorato ad un paio di piccoli progetti nei mesi scorsi, qualche cover, ad esempio il video di “This is Halloween” sul mio canale youtube insieme anche a nostro figlio e qualche canzone di Natale. Sarebbe bello fare anche qualcosa di più serio magari nel futuro, ma per il momento non vogliamo rubare del tempo ai nostri progetti attuali e nemmeno alla famiglia, è già abbastanza difficile così.

Sicuramente hai già molta carne sul fuoco al momento soprattutto in previsione delle prossime sperate esibizioni dal vivo programmate in estate. Quali sono i brani tratti da Omega che non vedi l’ora di portare sul palco?

Le canzoni che non vedo l’ora di cantare sono senza dubbio “Code of Life”, “Rivers” e “Freedom” che credo che suonerà molto bene dal vivo, ma in generale sarò semplicemente molto felice di poter ritornare sul palco con qualsiasi canzone.

Grazie Simone, siamo arrivati alla fine di questa bella chiacchierata e mi piacerebbe poter lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori e ai numerosi fan degli Epica, a te la parola!

Un enorme grazie a tutti voi per il sostegno e se siete curiosi di conoscere meglio la nostra storia vi invito a leggere la nostra biografia e a partecipare al nostro concorso “Road to Omega”: una celebrazione che anticipa l’uscita dell’album con un sacco di premi, ogni giorno uno diverso. Speriamo che siano regali apprezzati e che possano servire da piccola piacevole distrazione per questi tempi così difficili. State attenti alla salute e speriamo di vederci presto!

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