2026 Greenwall Entertainment
La storia recente di Erik Grönwall è una delle parabole più intense, drammatiche e ispiratrici del rock moderno. Dalla vittoria a Pop Idol nel 2009 all’epopea con gli H.E.A.T, fino al fulmineo e straordinario biennio come frontman degli Skid Row, lo svedese ha dimostrato di possedere una delle voci più impressionanti della sua generazione. Ma è stata la sua battaglia personale contro la leucemia, affrontata e vinta a testa alta, a ridefinire l’uomo dietro al microfono. Dopo aver prestato la sua ugola d’acciaio al leggendario Michael Schenker nei recenti tour europei e giapponesi, Grönwall ha deciso che è giunto il momento di riprendersi il centro della scena. Sposta i riflettori interamente su se stesso e firma “Bad Bones”, un album solista intimo, viscerale e privo di qualsiasi compromesso.
Prodotto da Fredrik Thomander presso i Palma Music Studios (con la co-produzione del fidato compagno d’arme Jona Tee), Bad Bones non è solo una collezione di canzoni hard rock di altissimo livello: è una vera e propria dichiarazione di intenti, un diario a cuore aperto in cui le ferite del passato diventano il carburante per canzoni davvero esplosive.
Il disco si apre con l’energica “Born To Break”, un brano dall’incedere incalzante in cui si avvertono chiaramente le vibrazioni chitarristiche assimilate durante l’esperienza con Schenker. Si passa subito alla travolgente title track “Bad Bones”, guidata da un’attitudine quasi punk e da un riff d’impatto: un inno all’accettazione fiera e senza scuse dei propri difetti e della propria natura.
La parte centrale del disco tocca corde profondamente emotive. “Praying For A Miracle” rallenta i ritmi per trasformarsi in una lezione esaustiva di hair metal espressivo e teatrale, dove il testo evoca inevitabilmente i momenti più bui della malattia, lasciando spazio a una performance vocale sublime. Un cambio di rotta spiazzante ma azzeccatissimo arriva con “Who’s The Winner”: l’intro malinconico e guidato dal pianoforte strizza l’occhio anche ai Queen , prima di esplodere in un sontuoso e maestoso arrangiamento orchestrale di fiati e archi che ricorda i grandi inni da classifica degli Europe (una sorta di moderna “We Are The Champions”) e che sicuramente sarà uno dei pezzi maggiormente attesi nei prossimi shows svedesi del biondo cantante.
L’adrenalina torna ad aumentare vertiginosamente a con la carica rock ‘n’ roll di “Lost For Life”, caratterizzata da un piglio pop/punk irresistibile che rimanda al ghigno sfrontato di Billy Idol, lasciandoci in dote la perla testuale “let every fuck up be a lesson”. I riff granitici in stile MSG tornano a farsi sentire su “Twisted Lullaby”, mentre la successiva “Save Me” colpisce duro: un mid-tempo potente e oscuro, dove la vulnerabilità di Erik si fonde con una disperata e bellissima dimostrazione di forza.
Il finale picchia ancora duro con la turbolenta,rallentata e densa d’atmosfera “Hell & Back”, dotata di un assolo di chitarra magistrale, prima di scivolare nello sleaze rock tinto di blues e southern di “How High”, un pezzo che profuma di stivali logori, giacche di pelle e puro divertimento. La chiusura è affidata alla splendida ballad “Written In The Scars”: un finale catartico e illuminante in cui Erik mette a nudo tutte le sue cicatrici, dimostrando un controllo dinamico ed espressivo da brividi.
Uscendo dalla comfort zone e dalla struttura protettiva di una band, Erik Grönwall ha confezionato un album che è una vera e propria consacrazione artistica. Bad Bones brilla per l’ottima produzione e melodie d’impatto e arrangiamenti eccellenti, ma il suo vero valore risiede nell’onestà intellettuale e nell’autenticità viscerale del suo interprete. Erik non si nasconde dietro a finzioni: mette a nudo le sue debolezze, le sue paure e i suoi trionfi e li sbatte in faccia all’ascoltatore con una potenza vocale inarrivabile. Un ritorno straordinario, fiero e senza compromessi. Bentornato, Erik!

Dopo anni trascorsi alla guida di alcune delle band più iconiche del panorama rock, Erik Grönwall (voce) ritorna con un album solista intitolato “Bad Bones”, uscito il 22 maggio.
Con “Bad Bones”, l’artista sposta ora l’attenzione interamente su se stesso, offrendo una dichiarazione cruda e onesta che segna un nuovo e audace capitolo della sua carriera.
Ho avuto l’onore di essere il frontman di grandi band, ma ora è il momento di raccontare la mia storia”, dichiara Erik Grönwall. “‘Bad Bones’ parla di accettare ciò che sei senza chiedere scusa. Ho sempre camminato lungo la mia strada, indipendentemente da ciò che pensava la gente. Non ho mai seguito la norma e non ho intenzione di iniziare ora: sono fatto così”.
Accanto al suo lavoro sul palco e in studio, Erik Grönwall ha costruito un canale YouTube di enorme successo, accumulando milioni di visualizzazioni e un pubblico globale attratto dalle sue potenti interpretazioni e dalla sua autenticità. Con Bad Bones, lo stesso legame viscerale alimenta ora la sua originale identità vocale.
Recensione : Mauro Brebbia
Tracklist
01. Born To Break
02. Bad Bones
03. Praying For A Miracle
04. Who’s The Winner
05. Lost For Life
06. Twisted Lullaby
07. Save Me
08. Hell & Back
09. How High
10. Written In The Scars
Spazi Socials
https://www.instagram.com/erikgronwall/
https://www.youtube.com/@ErikGronwall
https://www.facebook.com/erikgronwall

Comments are closed.