Europe – Gran Teatro Geox, Padova – 27.10.2012

Rispetto, stima e ammirazione.  Questi sono i sentimenti che ispirano gli Europe del 2012.

Classe, potenza e vitalità. Queste sono le caratteristiche degli Europe 2012.

Dall’ormai lontano 2004 con “Start from the Dark” gli Europe sono rinati, davvero rinati – caso più unico che raro, a vera nuova vita, sfornando album di assoluto valore e plasmando il loro nuovo sound che, come giusto che sia, si posiziona ad anni luce dal pop metal degli anni 80 che li ha resi, a ragione, famosi a livello planetario.

Disco dopo disco, la band si è coesa attorno ad un suono granitico, di forte matrice zeppe liana e con chiari accenni alle migliori produzioni Whitesnake, ma che mai abbandona l’aspetto melodico, vero e assoluto trademark della band. Così dopo “Start from the Dark” escono “Secret Society”, “Last Look at Eden” e l’ultimo nonché forse top album “Bag of Bones”.

La volontà e la convinzione di potersi ripresentare ad un mondo che da anni li cataloga come quelli di “The Final Countdown”, è tale che la tracklist di ogni tour, contiene sempre e a ragione una base molto nutrita di pezzi nuovi che anno dopo anno trovano spazio nei cuori dei fan vecchi e nuovi.  E’ con questo spirito che li ritrovo per la terza volta in pochi anni a Padova (Tour di “Secret Society” come spalla ai Whitesnake che per inciso sono stati surclassati sotto ogni punto di vista e poi a Gennaio del 2010 con lo spettacolare show del Last look at Eden Tour) ed ora con il Bag of Bones Tour.

Il Geox si va riempendo con molta calma ma fortunatamente, alle 21,45 ora d’inizio del concerto la sala è bella piena ed il clima come al solito eccitato per l’evento. Come sempre, il ‘popolo degli Europe’ è molto eterogeneo e si passa facilmente dal ragazzino con t-shirt e toppe varie, alle mie coetanee ultra quarantenni, che vivono un momento di agrodolce nostalgia e sono decisamente pronte a lanciare il reggiseno all’intramontabile e, a dirla tutta fighissimo, Joey Tempest! La scaletta segue fedelmente quella del tour, proponendo gli ottimi estratti di “Bag Of Bones” in apertura (monolitica “Not Supposed to Play the Blues”) per rientrare poi nel mondo degli ‘ottanta con “Superstitious”… La cavalcata “Scream od Anger” ci ricorda come la band nasca come gruppo di sano hard rock metal.  Seguono due splendidi pezzi da “Last Look at Eden”, ovvero la magnetica “No Stone Unturned” e, quella che a mio parere è una delle più belle ballad del loro intero repertorio, una raffinatissima “New Love in Town” cantata da tutti a gran voce.

Bello, molto bello il set acustico, set che meriterebbe più partecipazione della gente che ormai invece di battere le mani a tempo pensa solo a filmare e fotografare, giù i telefoni e su le mani!!

Pezzi come “Drink and a Smile” (per inciso il pezzo che Coverdale non riesce più a scrivere da secoli…) avrebbero meritato un appoggio corale e continuo dal pubblico e non solo la giusta ovazione finale, ma tant’è. La bellissima “Bag of Bones” ci riporta in territori elettrici e via, si riparte.

Il suono e l’amalgama della band rende giustizia ad ogni pezzo. Il quasi cinquantenne Tempest  sfodera una forma splendida, sia fisica che vocale e, per l’ennesima volta si dimostra front man da podio regalandoci, oltre al classico e sempre benvenuto repertorio da rockstar una serie di gag in italiano, oggi rivolte al brutto tempo (“…che palle… piove…”) e dato che siamo in Veneto farci sapere che conosce la parola magica del nostro idioma locale ‘MONA’!!

Lo ripete spesso e mi sa che la cosa gli piace… del resto anche a noi!

Seguono la sempre bellissima “Girl from Lebanon”, l’immancabile “Carrie” dove a filmare con il suo iphone la gente in delirio questa volta è Joey…  la granitica “The Beast”, la vecchia cavalcata hard rock di “Ready or Not”, la coinvolgente “Doghouse” e l’inno rovina corde vocali “Rock the Night”.

Finale con “Last look at Eden” e l’immancabile “The Final Countdown” che di sicuro nessuno di loro vorrebbe più suonare da secoli… affronto improponibile per la folla caprona.

Delirio generale e palese felicità della band per la grande risposta d’affetto del pubblico, che li ha sostenuti comunque durante tutto lo show e che dimostra di apprezzare e seguire anche la nuova produzione.  Una band che merita davvero un plauso per la coerenza e la forza dimostrata in questi anni. Grande show, intenso, ben suonato, ben strutturato ne valeva, come sempre la pena.

Unico appunto di carattere personale sulla scaletta…  avrei inserito anche “Got To Have Faith” da “Start From the Dark” e magari “Always the Pretender” da “Secret Society”… piccolo peccato, magari la prossima volta la scaletta la faccio io! Ehheh

Grandi Europe… e come sempre… Long Live Rock’n’Roll!!!

 

Setlist:
1. Riches to Rags
2. Not Supposed to Sing the Blues
3. Firebox
4. Superstitious
5. Scream of Anger
6. No Stone Unturned
7. New Love in Town
8. Demon Head
9. The World Keep on Turning (Acoustic set)
10. Drink and a Smile (Acoustic set)
11. Dreamer (Acoustic set)
12. Bag of Bones
13. Girl From Lebanon
14. Carrie
15. The Beast
16. Ready or Not
17. Doghouse
18. Rock the Night

Prelude
19. Last Look at Eden
20. The Final Countdown

 

 

 

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