Europe – Ian Haugland, Intervista 2015

A volte il confronto tra due parti che solo apparentemente possono considerarsi agli estremi, è necessaria e oltremodo stimolante! Può esserlo maggiormente se, come in questo caso, si va a ‘ficcare il naso’ in territori non molto conosciuti e considerati anni luce lontani dalle nostre abituali conoscenze specifiche in materia. Sapete, dopo aver intervistato nel corso di questi ultimi anni davvero tanti artisti importanti della scena Heavy Metal (speed/thrash/death o altro) e anche Hard Rock (da lì son partito) c’è sempre voglia di nuove sfide! Chiamatela deformazione professionale, chiamatela semplice curiosità o come volete, ma sta di fatto che non avrei mai pensato di poter intervistare gli Europe! Tutto è nato sull’onda dell’entusiasmo suscitato dall’ascolto del magnifico ‘War Of Kings’, album di rientro della band svedese, ed in uscita su UDR tra pochi giorni! Ho voluto indagare a fondo se il cuore di questi ex ‘fotomodelli’ del rock patinato da alta classifica pulsasse ancora forte per il vero rock! Volevo capire se fossero pronti a tornare all’attacco come dei veri re partiti anni fa per una lunga crociata e ora finalmente di ritorno verso casa!

L’intervista con il disponibilissimo batterista Ian Haugland degli Europe, si è rivelata un successo sotto molti aspetti, sia personali che professionali… vorrei solo sottolineare il fatto che raramente ho avuto occasione di dialogare con un ragazzo così a modo: mai una parola fuori posto, mai una stupidaggine per criticare qualcuno o qualcosa… un’educazione perfetta, mai un F*** o un F****ng sparato a caso nel discorso! Grande professionista, ottimo batterista, personalità da vendere! Per me è stato veramente un piacere, e spero sia altrettanto interessante per voi la lettura…

Long Live Rock’n’Roll.it:
Buongiorno Ian e benvenuto al microfono di Long Live Rock’n’Roll website…

Ian Haugland:
Sì, aspettavo la tua telefonata! Grazie  per aver chiamato!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Come sono stati i primi responsi ottenuti da parte della stampa musicale riguardo al vostro nuovo album ‘War Of Kings’?

Ian Haugland:
Molto buoni, davvero! Sembra che questo disco stia piacendo a tutti i giornalisti che hanno avuto modo di ascoltarlo per primi! A te è piaciuto?

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ho dato il massimo dei voti a ‘War Of Kings’! Lo considero, nella sua completezza il miglior disco di hard rock che sia uscito negli ultimi 15 anni…

Ian Haugland:
Wow! Grazie mi fa un enorme piacere! Non ho ancora avuto modo di leggere delle recensioni, ma presto mi ci dedicherò!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Mi sa che ora, nel 2015, non vi sentite più prigionieri del paradiso’ bensì ‘prigionieri di Internet’? O sbaglio?

Ian Haugland:
Dipende sempre dell’uso che uno fa della rete! È molto utile dal lato promozionale per una band come la nostra. La rete è un viatico efficace per far sapere ai nostri fans che cosa stiamo facendo, quando uscirà il nuovo disco e possono controllare velocemente quando suoneremo nelle loro città!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Chiaro, ma io intendevo tutta quella dannata faccenda dei download illegali che rendono disponibili i dischi anche mesi prima dell’uscita! Penso che tutta questa situazione abbia influito nel ridefinire le ‘entrate’ nelle tasche delle case discografiche…

Ian Haugland:
Ah, sì certamente! Nessuna band può più sperare di sopravvivere solo con le vendite dei loro dischi, dato che, come giustamente dici tu, i dischi si trovano da scaricare gratuitamente dalla rete praticamente lo stesso giorno di uscita, per fortuna non è ancora successo con ‘War Of Kings’!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Sì Ian, ma lo sai anche tu che manca davvero poco e il vostro nuovo disco sarà a disposizione di tutti… e gratuitamente!

Ian Haugland:
Sì lo so! Ma al momento nessuno pare sia ancora riuscito a trovare una valida soluzione a questo problema, quindi non possiamo farci niente! L’unico modo che una band ha per sopravvivere è andare in tour e sperare di stare per la strada il più a lungo possibile.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Pensate di essere ancora considerati in patria come ‘l’orgoglio svedese’? Ad un certo punto eravate addirittura più famosi di Bjorn Borg!

Ian Haugland:
Ahahahhahahah… non credo proprio! Comunque per rispondere alla tua domanda mi ha sempre fatto un enorme piacere poter rappresentare musicalmente la mia Svezia, che adoro! Ritengo che abbiamo un fan-base molto forte qui che ci segue sempre con molta attenzione. Speriamo di ricambiare con della buona musica. Grazie per la domanda!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Per me ‘War Of Kings’, più che un nuovo lavoro in studio degli Europe, mi è parso un tributo da parte vostra atto a celebrare le grandi hard rock band del passato come: Deep Purple, Black Sabbath, Rainbow e UFO. Dei veri mostri sacri! Sei d’accordo.

Ian Haugland:
Certo, sono completamente d’accordo con te! Questo disco è un tributo in piena regola e fortemente voluto da tutta la band per rendere omaggio alle band che abbiamo amato di più quando eravamo giovani, sai, tutte quelle band che hai citato ci hanno spinto ad imparare a suonare uno strumento! Quello che Michael Schenker è stato per John Norum o Ian Paice dei Deep Purple per me è difficile da descrivere solo a parole. Non dobbiamo più dimostrare niente a nessuno e suoniamo quello che più ci piace! Nessuno ci chiede di vendere milioni di dischi e ormai, non sentendoci più  da anni sotto pressione lavoriamo in tutta tranquillità!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Non avete lasciato nulla al caso con ‘War Of Kings’ vero?

Ian Haugland:
Devo dire che abbiamo lavorato a lungo e minuziosamente su questo album. Non è un disco ‘felice’ questo! Forse la nostra musica riflette i tempi che stiamo vivendo, ma nessuna canzone che abbiamo scritto ha un mood felice questa volta! Era da anni che volevamo comporre un disco come questo, un lavoro che riflettesse perfettamente cosa sono gli Europe nel 2015 come persone e come musicisti! Devo dire che neppure ‘Start From The Dark’ era un disco tanto allegro, anzi, direi piuttosto oscuro anche se in maniera differente da “War Of Kings”.  A quei tempi, John Norum era affascinato dalla musica degli Audioslave e dal sound del loro chitarrista Tom Morello, il che l’ho rendeva troppo attuale come sonorità.

Long Live Rock’n’Roll.it:
A questo proposito penso che il testo di ‘The Second Day’ sia più che emblematico o sbaglio?

Ian Haugland:
Certo! Quel testo nasce dalla situazione che si è verificata ultimamente tra Russia e Ucraina, anche se noi viviamo di riflesso con quello che i media ci riportano. Il brano parla di quando vivi alla giornata e speri sempre in un secondo giorno, che ti sia data ancora una possibilità anche quando il tuo destino è deciso da altri e non puoi fare nulla per uscire da una situazione drammatica!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Come avete affrontato il periodo in studio?

Ian Haugland:
Avevamo già lavorato molto sulla pre-produzione, ed avevamo tutti i brani pronti come demo prima di entrare in studio ed iniziare a registrare. Una volta dentro, abbiamo voluto sperimentare sull’aspetto del nostro sound per riportarlo ai tempi del rock’n’roll dei Led Zeppelin! Volevamo che suonasse molto rock e ‘in your face’. Siamo andati alla ricerca degli strumenti adatti, facendoci imprestare da dei nostri amici amplificatori e microfoni d’epoca per riuscire a catturare alla perfezione quel tipo di sound. Il suono delle band che abbiamo sempre amato così tanto! Nonostante questa ‘voglia’ di anni settanta abbiamo deciso di incidere presso i nuovi PanGaia Studios a Stoccolma, sai, non avevamo nessun tipo di riferimento con altri album precedentemente incisi in quello studio! Era tutto nuovo, anche per noi. Ora speriamo che altre band ne usufruiscano perché da li è uscito ‘War Of Kings” e possano avere il nostro album come punto di riferimento specie a livello di sound.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Quanto è stato importante il lavoro in studio di Dave Cobb come produttore?

Ian Haugland:
E’ stato molto importante! Sai, lui prima di essere un produttore e tecnico del suono è un musicista molto preparato. Quindi sapeva benissimo come arrangiare i nostri brani e trovar loro il giusto bilanciamento. Ci ha aiutato a sviluppare le nostre idee, specie per il brano ‘Angels (With A Broken Hearts). Praticamente quel brano è nato in studio. Dave è stato molto bravo nel farci capire come potevamo sviluppare l’armonia di ‘Angels’, così, in meno di un’ora, insieme a John Norum e Joey Tempest l’hanno messa in quadro! Adoro quella canzone e penso che da ora in poi farà sempre parte dei nostri concerti.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Sembrate molto più uniti ora che non in passato o è solo una mia impressione?

Ian Haugland:
Andiamo molto d’accordo e siamo ancora tanto amici tra noi, ed è un aspetto importante per il funzionamento di una band come quella degli Europe! Abbiamo lavorato a questo disco come fa una vera squadra, ognuno ha portato le sue idee che successivamente si sono unite a quelle degli altri! Siamo maggiormente consapevoli ora rispetto ad anni fa di cosa dobbiamo fare per ottenere un prodotto valido e che suoni 100%  Europe!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ma è in corso una guerra tra i Re da qualche parte Ian? Mi dai una spiegazione sul titolo del disco?

Ian Haugland:
Il titolo è tratto e fa riferimento a una vecchia saga svedese dedicata ai vichinghi intitolata ‘The Long Ship’ (La lunga nave) e parla delle varie guerre tenute dai nostri antenati a bordo delle loro navi dette drakkar per il dominio del territorio svedese. Ci è sembrato sin da subito un titolo molto ‘cool’ e non abbiamo mai cambiato idea.”

Long Live Rock’n’Roll.it:
Sì, ma la scacchiera non mi sembra una copertina molto vichinga, anzi…

Ian Haugland:
La scacchiera in copertina è un’idea di John Leven, io non ne so nulla in merito!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Nessuna guerra tra etichette per accaparrarsi nuovamente il nome Europe giusto?

Ian Haugland:
No, lo escludo, niente di tutto questo!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Eppure avrei giurato di aver visto un tipo in giacca e cravatta (molto fighetto discografico) a cui sta per arrivare in testa un re bianco fatto a pezzi dal nero…

Ian Haugland:
Dove? Ah quello li sotto’!? Sai che non lo so! Magari ha anche un significato preciso, ma non saprei cosa dirti al momento!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ho nuovamente ascoltato un John Norum a livelli stratosferici su questo disco…

Ian Haugland:
Guarda, durante la mia carriera sono stato fortunato perché ho avuto la possibilità di suonare con dei grandi chitarristi. Ma nessuno, credimi, ha il tocco magico di Norum. Lui è unico! Era così da ragazzo ed è ancora così oggi. È un piacere suonare con lui e averlo sul palco ci da molta sicurezza. Fortunatamente questo è un periodo molto tranquillo e felice della sua vita, suona in tutta serenità e i risultati si sentono sul nuovo disco.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Pensi che Norum possa raccogliere un giorno lo scettro di grandi chitarristi come Gary Moore o Ritchie Blackmore?

Ian Haugland:
Credo di sì! Anche se l’eco di certi leggende sarà dura da estinguersi ancora per molti anni almeno! Lui ha tutte le carte in regola per essere riconosciuto come grandissimo chitarrista, e se lo merita davvero!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Tornando al disco Ian, penso che anche ‘The Days Of Rock’n’Roll’ sia una canzone stupenda! Anche lei riecheggia da ogni nota il sound degli storici Rainbow…

Ian Haugland:
Sì, è vero! Amiamo tantissimo la musica dei Rainbow, specialmente quello del periodo con Ronnie James Dio alla voce e anche quel disco di cui il tuo magazine porta il nome! ‘The Days Of Rock’N’Roll’ è stata originariamente scritta nel 1987 e addirittura doveva essere il titolo del nostro album dopo ‘The Final Countdown’! Poi John Norum se ne andò via e accantonammo sia quella canzone che l’idea per l’album. L’abbiamo ripresa quasi per caso e abbiamo capito subito che si sarebbe adattata perfettamente al mood dell’album. Non l’abbiamo neppure riarrangiata tanto, ha funzionato subito alla perfezione!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Mi sa che arrivati a questo punto sarà ben difficile lasciare fuori anche una sola canzone da questo disco! Volevo sapere se avrete intenzione di suonare interamente ‘War Of Kings’ dall’inizio alla fine…

Ian Haugland:
Al momento no, anche perché il nostro tour vero e proprio partirà dopo l’estate a settembre. Ora ci attendono alcune date di rodaggio in Inghilterra insieme ai Black Star Rider, dove proveremo le nuove canzoni! Credo che le suoneremo tutte e poi decideremo il da farsi! Voglio dire, dato che è un tour da co-headliner suoneremo un’ora e trenta minuti a testa ed ogni sera cambieremo scaletta!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Quindi la scaletta definitiva che eseguirete nel tour vero e proprio a supporto di ‘War of Kings’ dovrebbe essere definita a breve suppongo…

Ian Haugland:
Sì, dopo queste date ci sarà l’esito finale per quanto riguarda la scaletta ‘fissa’ che eseguiremo più avanti! Parteciperemo anche ad al alcuni festival estivi, credo inclusa anche l’Italia, ma al momento non c’è ancora nulla di stabilito. Quindi per quel periodo avremo già le idee ben chiare sul da farsi!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Che band questi Black Star Rider, Ian… un dono dal cielo…

Ian Haugland:
Puoi dirlo forte! Penso sia stata la cosa migliore da fare per loro, decidersi a cambiare nome continuando a proporre i vecchi brani della band di Phil Lynott. Sai, ricordo ancora quando nel 1978 andai a vedere a Stoccolma i Thin Lizzy (beato te, io avevo solo 10 anni) quando ancora alla chitarra c’era Brian Robertson. Fecero un concentro strepitoso! Da li in poi capii che la mia vita doveva essere solo la musica rock!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Tanto rispetto da parte vostra per le band che hanno scritto la storia del rock vedo…

Ian Haugland:
Sai, è la nostra musica come la loro musica! Loro la suonavano e noi la ascoltavamo come una benedizione!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Anche per questo motivo avete deciso di unirvi al tour degli Scorpions previsto per dicembre 2015 o sbaglio…

Ian Haugland:
Non abbiamo mai avuto la possibilità di suonare con gli Scorpions! Una band che abbiamo ascoltato a lungo e a cui gli Europe si sono ispirati tantissimo! Per questo abbiamo subito accettato l’offerta quando ce l’hanno proposta! Sarà un onore e al tempo stesso un privilegio per noi aprire i loro spettacoli! (alla faccia del musicista che se la tira…)

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ma qui in Italia? Quando vi farete vedere?

Ian Haugland:
Credo quest’estate per un festival mi è stato accennato, ma non ne so molto di più al momento, quindi non posso esserti molto d’aiuto. Sicuramente faremo 2 o 3 date da voi in ottobre, è impossibile per noi lasciare l’Italia fuori dal tour, vi siamo riconoscenti per averci apprezzato forse per primi ed averci dato un successo che credevamo all’inizio fosse solo uno scherzo! Ricordo anche quando siamo stati inviati al festival della canzone popolare italiana a San Remo, sai, sembrava tutto molto surreale! Per me tornare in Italia è un obbligo, dato che è la mia seconda casa!”

Long Live Rock’n’Roll.it:
Per concludere: il disco e la band preferita da Ian Haugland?

Ian Haugland:
Vecchia o nuova?

Long Live Rock’n’Roll.it:
Rimanendo sul classico di cui abbiamo parlato sinora direi…

Ian Haugland:
Ah beh, allora non ho dubbi: ‘Rising’ dei Rainbow! (ma guarda un po’! ndr) Direi la perfezione fatta musica! E poi ‘Burn’ dei Deep Purple,‘Made In Europe’ e anche ‘Perfect Stangers’ era un grandissimo album. ‘Johnny The Fox’,‘Bad Reputation’ dei Thin Lizzy, quei dischi valgono la mia gioventù! Ma anche Genesis gli Ye, i Pink Floyd faranno sempre parte dei miei ascolti per tutta la vita.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Grazie  Ian è stato un piaceredavvero…

Ian Haugland:
Anche per me grazie per l’interessamento!

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2 Commenti su Europe – Ian Haugland, Intervista 2015

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