Exodus: Lezioni di Thrash

Bonded By Blood, 30 anni e non sentirli

Big 4 ?

No ragazzi, non ci siamo. Non si possono escludere gli Exodus quando si parla dei migliori in ambito thrash metal.
Non avranno venduto i milioni di copie dei Metallica, non avranno la tecnica dei Megadeth, non saranno simpatici come gli Anthrax, non saranno maligni come gli Slayer, ma gli Exodus non si discutono.
La loro carriera non sarà stata delle più fortunate, ma almeno un disco memorabile lo hanno fatto (fino al 1992 secondo me non hanno sbagliato un colpo).
Trent’anni fà, usciva un caposaldo del thrash metal, quel “Bonded By Blood” che mi ha fatto innamorare di questa musica (io ho sempre iniziato dai più “deboli”).

Trent’anni sono tanti, di cose ne sono cambiate in questo fottuto mondo, forse il thrash come lo intendo io non esiste neanche più, le grandi band stanno pian piano arrivando alla pensione e purtroppo manca chi li sostituirà. Per fortuna rimangono i dischi, rimasterizzati, in nuove versioni con bonus track, b-sides, tracce dal vivo etc…

 

exodus_logo
La musica rimane non la si può cancellare. C’è chi ogni tanto ci prova, ma senza successo.

Sono qui seduto sul divano di casa, e davanti a me ho il vinile di “Bonded By Blood”, con la copertina originale, due gemelli siamesi vincolati dallo stesso sangue, ma differenti tra loro, il male e il bene che si incontrano, lo sguardo malefico di uno che si contrappone alla purezza del figlio perfetto (almeno in apparenza).

A guardarla oggi magari può far sorridere, certo il disegno non è un capolavoro di tecnica, ma a distanza di così tanti anni, questa copertina continua ad esercitare un certo fascino, e sicuramente fà ancora storcere il naso ai bacchettoni che infestano la nostra vita. Sul retro, le foto dei cinque musicisti, ripresi dal vivo, giovani incoscienti musicisti, che a modo loro hanno cambiato qualcosa nel panorama musicale.

Gary Holt, Paul Baloff, Rick Hunolt, Tom Hunting e Rob McKillop. Questa è la storica formazione che ha inciso “Bonded By Blood”, prodotto da Mark Whitaker. Il timoniere Gary Holt, non ha mai abbandonato la nave, anche nei momenti bui, quando nessuno filava più il thrash, non ha mollato, e ha portato gli Exodus a realizzare altri album, alcuni davvero ottimi (“Tempo Of The Damned” e l’ultimo “Blood In, Blood Out su tutti).

Exodus - Bonded by Blood

Oggi Baloff non è più qui con noi a celebrare questo storico album, stroncato da un male e finito in coma irreversibile. Gli amici della band, di comune accordo con i familiari hanno deciso di staccare la spina gesto di un’umanità che la chiesa e non solo si ostina a non capire. Non verrà di certo ricordato per le sue capacità vocali, ma il suo carisma e la sua presenza sul palco hanno alimentato il suo mito.

“Bonded By blood” racchiude in quaranta minuti l’essenza del thrash metal primordiale, quello senza fronzoli, con poche concessioni alla melodia e ai virtuosismi. Nove brani, di cui almeno sei entrati nella storia di questo genere e ancora oggi punto di riferimento per i nuovi adepti. “Bonded By Blood” appartiene a quella speciale categoria di vinili che si usurano per i troppi ascolti. Io consiglio di tenerne sempre una copia di scorta, o per i figli o per se stessi.
La title track, “Piranha”, “Deliver Us To Evil”, “A Lesson In Violence”, “Metal Command” “And Then There Were None”, sono la storia passata, presente e futura di un genere. Mi viene la pelle d’oca a rileggere questi titoli, ma ancora di più ad ascoltare queste canzoni. Negli anni a seguire ne sono usciti di dischi di assoluto valore. Penso a “Master Of Puppets” nel 1986, a “The Years Of Decay” nel 1989, a “The New Order” nel 1987. Ancora oggi mi riguardo e ascolto questi e tanti altri vinili, e mi commuovo. Non mi vergogno a dirlo.

Ma un ragazzo di oggi, apprezzerebbe “Bonded By Blood”? Sicuramente, e lo dico con un pizzico d’orgoglio, non capirebbe fino in fondo l’essenza del thrash metal e cosa hanno rappresentato gli Exodus come l’hanno capito quelli della mia generazione. E’ una questione di età, di epoche vissute e di momenti irripetibili.

Nel 1985 per me si stava aprendo un mondo nuovo davanti agli occhi, ogni giorno gruppi nuovi finivano nella mia lista degli acquisti (piccoli lavoretti e paghette settimanali ben spesi).

Non ho mai avuto i jeans attillati o le Reebok bianche, e neanche il chiodo. Solo capelli lunghi e tanta passione per questa musica, la più bella di tutte. Quando ce l’hai nel sangue, te la porti dentro fino alla morte.

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