Metal Blade Records – 2020

I Fates Warning inutile dirlo, sono una band unica e fondamentale, dal 1984 anno del debut ‘Night On Brocken’ ad oggi hanno pubblicato tredici album in studio che hanno sancito il loro essere superiori a molti gruppi, anche se poi il successo in termini di vendite non sempre (anzi quasi mai) ha premiato la band americana.

Long Day Good Night’ è la nuova fatica discografica dei Fates Warning, tredici tracce per ben settantadue minuti di musica che non può lasciare indifferenti.
Con ‘The Destination Onward’ ci addentriamo in questo nuovo disco, l’inizio è molto lento e d’atmosfera che però lascia presagire un cambio di rotta che avviene all’incirca al terzo minuto quando l’irruenza del metal fa capolino fino alla fine, lasciando spazio al chitarrista Jim Matheos di deliziarci con un bell’assolo.
Shuttered World’ va dritto al sodo, ovviamente per gli standard della band, un gran bel pezzo di progressive metal alla Fates Warning, con una melodia che ci riporta indietro negli anni, ma questo non sarà  l’unico episodio.
La band dopo tutti questi anni, è ancora capace di realizzare grandi canzoni come ad esempio ‘Now Comes The Rain’ dove Ray Alder alla voce svetta su tutti, un grande cantante ieri come oggi, o ‘The Way Home’ imprevedibile pinkfloydiana marchiata Fates Warning.
Long Day Good Night’ è un album a tratti raffinato ma al tempo stesso genuino, la band ha mantenuto quell’umanità  che sembra difficile percepire attraverso delle canzoni, ma che in fondo fa parte di un modo di essere così anti rockstar e lontano dai riflettori, spesso specchietto per le allodole.

Tornando alla musica, ‘Under The Sun’ mi ha fatto venire i brividi, letteralmente stupenda, pregna di malinconia data soprattutto dai suoni e dall’interpretazione di un superbo Ray Alder, un brano delicato dove niente è fuori posto.
Difficile riprendersi dopo questa botta, ma ‘Scars’ e ‘Begin Again’ ci ricordano che i Fates Warning sono anche una rock metal band. Sonorità  moderne si mischiano ad elementi che ci riportano al passato della band americana, soprattutto alcune melodie vocali e alcune soluzioni strumentali.
When Snow Falls’ con il suo incedere suadente e al tempo stesso delicato è un’altra perla di questo album per certi versi sorprendente, visto che diventa sempre piùdifficile ascoltare qualcosa di ancora emozionante nella musica di oggi, sia da parte delle nuove leve che di gruppi storici, ma i Fates Warning sembra non abbiano ancora esaurito la loro creatività  e maestria nel comporre nuova musica che sia un passo avanti e rispecchi la loro idea di evoluzione rispetto a quanto fatto con i dischi precedenti.
Un leggero calo nella parte finale con ‘Liar’ e ‘Glass Houses’ nella media ma non eccezionali, e poi ancora grande musica con ‘The Longest Shadows Of The Day’ dove succede un po’ di tutto, si passa da trame quasi jazzate, al metal progressive a momenti introspettivi.
The Last Song’ è l’ultima traccia dell’album, dove i protagonisti sono la chitarra e la voce, un arrangiamento scarno ed essenziale è quello che basta in questa canzone, non c’è spazio per i virtuosismi e gli “eccessi”.

Nel panorama musicale di oggi non sono in molti, mi riferisco soprattutto ai mostri sacri del genere, a poter vantare una forma strepitosa e una freschezza in fase compositiva così elevata. I Fates Warning appartengono a questa categoria e dopo l’ascolto di ‘Long Day Good Night’ ne sono estremamente convinto.

www.fateswarning.com

Tracklist:

1.The Destination Onward
2.Shuttered World
3.Alone We Walk
4.Now Comes The Rain
5.The Way Home
6.Under The Sun
7.Scars
8.Begin Again
9.When Snow Falls
10.Liar
11.Glass Houses
12.The Longest Shadow Of The Day
13.The Last Song

Band:

Ray Alder – voce
Jim Matheos – chitarra
Joey Vera – basso
Bobby Jarzombek – batteria

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