Ieri sera presso l’Ippodromo SNAI La Maura si è tenuta la giornata degli I DAYS dedicata ai Foo Fighters e noi eravamo lì, tra le 65000 persone presenti!

E’ stata una giornata rovente quella di ieri (in tutti i sensi)! Del tutto in linea con il pacchetto “concertone estivo”: caldo torrido, grandi arene, fiumi di persone in fila, cameratismo tra fans in attesa, qualche birra e le gambe che cedono durante il ritorno a casa. Abbiamo spuntato tutte le voci sulla lista. Il bonus? La musica live, che regala sempre emozioni uniche e ricordi indelebili.

I primi a salire sul palco nonché i primi a guadagnarsi il favore del pubblico sono stati i Fat Dog! Compito difficile per la band inglese quello di concederci un set infuocato poco prima delle 17:00, quando il sole ancora non accennava a desistere e tramontare! Per il gruppo sarà stata un’esperienza impegnativa a livello fisico, ma non si sono risparmiati, anzi. Joe Love ha guidato i suoi con una rilassatezza disarmante e con la chiara filosofia del “siamo tutti sulla stessa barca”. E quindi eccolo scendere più volte dal palco e cantare tra la gente cercando e creando sintonia e vicinanza. Non me ne voglia il loro seguito, ma ammetto di non averli mai ascoltati prima. Non posso pertanto darvi un feedback paragonando l’esibizione di ieri ad altre precedenti, ma posso dirvi che mi sono piaciuti davvero tanto! Il loro sound è fresco e coinvolgente, ti fanno saltare con quella base punk che entra subito sottopelle e ti caricano con l’elettronica che dona spessore e potenza.

E sulla scia di un crescendo di vigore ecco apparire sul palco gli attesi Idles, introdotti dal loro chitarrista Mark Bowen che si è presentato all’appello per primo, fatto su in un vestito sbarazzino color ciclamino di cui non ho invidiato solo le maniche a ¾ (ho sperato per tutto il live che il tessuto fosse fresco e non sintetico). Non è la prima volta che la band, originaria di Bristol, accompagna i Foo Fighters in tour ed è risaputo: squadra che vince non si cambia. Joe Talbot e soci sono vicini a spegnere 20 candeline di carriera e si sentono tutte. Il pubblico li stava aspettando, li segue e li acclama e loro sul palco si esprimono senza freni. Mostrano tutto il loro impegno e la grezza carica che solo una band punk inglese possiede. Fanno musica, intrattengono il pubblico, fanno crowd surfing e marcano quella parola, “Fascist”, con la rabbia sorda e bruciante che solo un punk inglese incazzato riesce a trasmettere. Mentre pronuncia il termine “fascista” e canta canzoni che parlando di inclusione e che oggi più che mai ci sembrano necessarie, Talbot guarda attentamente i presenti. Poco importa la distanza dal palco, è uno sguardo diretto e serio che lascia intendere un discorso preciso: non sottovalutate il problema e non si può pensarla in altro modo, soprattutto qui in quest’arena dove al cospetto della musica possono regnare solo accoglienza e fratellanza.

Abbasso la negatività e l’odio e viva la lotta e la speranza, insomma! La speranza e il calore che ha provato il pubblico de La Marna ieri, appena dal palco sono partite le fumate rosse che hanno annunciato l’inizio del set dei Foo Fighters!

Non fatico ad ammettere che mi è scesa quasi la lacrimuccia mentre assistevo allo spettacolo di quel fumo rosso confondersi nel tramonto milanese! Un effetto semplice, ma d’impatto che seguito dall’ingresso di Dave Grohl ha sollevato un boato di urla e applausi.

Il commento tecnico sull’esibizione posso esaurirlo in breve: i Foo Fighters non deludono mai. Non parliamo di quattro scappati di casa che hanno iniziato a suonare l’altro ieri in un garage dopotutto. Parliamo di 6 musicisti con decenni di esperienza sulle spalle e la totale dedizione non solo al loro lavoro, ma al loro ruolo di artisti.

Quello che veramente colpisce dei Foo Fighters è la dimensione umana. Ogni testo della band trasuda umanità con tutta la fragilità, l’energia o il desiderio che questa esprime. E Dave Grohl è l’incarnazione di ciò che racconta e che lo muove. Quando lo si ha davanti sul palco è impossibile non pensare al suo background: al suo passato coi Nirvana, alla sua presenza in una Seattle degli anni 90 che era un calderone musicale in ebollizione, alle perdite che lo hanno irrimediabilmente segnato, prima Kurt e poi Taylor… Tutto questo lo avvicina al suo pubblico e annienta qualunque divisione: Dave Grohl è l’uomo della porta accanto che fa sorridere gli amici con gli aneddoti più curiosi della sua adolescenza, ma che è capace di profonda empatia di fronte al dolore. Senza esserne vittima però, al contrario dimostrando come si possa indossarlo con dignità continuando a sorridere sinceramente.

“Vita” è una delle parole chiave per comprendere la produzione di questa band. Quella stessa vita che Dave Grohl ha esaltato nella scaletta, non limitandosi a pronunciare i nomi dei suoi compagni di avventura, ma raccontando al pubblico la loro storia e il loro vissuto prima dei Foo Fighters. Vedere scorrere sugli schermi le foto di Dave, Pat, Nate, Chris, Rami e Ilan ci ha sintonizzati tutti sul pianeta Nostalgia, tra chi c’era e ricordava e chi è rimasto impressionato di fronte al trascorrere del tempo.

C’era una ragazza davanti a me ieri, sicuramente più giovane di me di almeno 15 anni. Mi è caduto l’occhio su di lei già dalla seconda canzone e ho continuato a osservarla a intermittenza. Era lì con un’amica. Ha urlato ogni strofa a memoria (anche di brani che sono chiaramente più vecchi di lei!), ha saltato, ha scapocciato agitando la sua chioma riccia, ma soprattutto ha pianto. Ha pianto tantissimo! L’ho osservata proprio perché le sue lacrime mi hanno emozionata. Era in preda a una felicità incontrollabile che le ha evidentemente permesso di liberarsi di tutto quello che immagino avesse dentro dalla tristezza, alla rabbia, alla gioia di essere sotto a quel palco ieri e che non penso sarebbe stata in grado di spiegare diversamente.

Ecco, quella ragazza per me è la recensione perfetta della serata di ieri.

Ovunque tu sia e chiunque tu sia ti mando quell’abbraccio che avrei voluto darti ieri sera e ti dico: grazie.

Grazie a te, grazie ai Fat Dog, agli Idles e agli intramontabili Foo Fighters.

Questa è la musica live che ci meritiamo.

 

 

Grazie infinite anche al mio collega, Mauro Brebbia per la scaletta del concerto e i video!

 

Mauro Brebbia:

I Foo Fighters hanno fatto il loro ritorno trionfale in Italia a distanza di 8 anni dall’ultima esibizione al Firenze Rocks di Firenze, infiammando il palco degli I-Days Milano Coca-Cola il 5 luglio 2026. Davanti a una folla oceanica di 65mila persone radunate all’Ippodromo SNAI La Maura, la band guidata da Dave Grohl ha dimostrato ancora una volta perché rimane una delle istituzioni più solide e credibili del rock mondiale contemporaneo, offrendo uno spettacolo potente, viscerale e privo di fronzoli.

La giornata, che ha visto alternarsi sul palco ottimi atti di apertura come Fat Dog e IDLES, ha raggiunto l’apice alle ore 20:20 circa, quando le luci si sono accese per l’inizio del set della band americana. Il concerto si è sviluppato come una celebrazione totale della loro carriera trentennale – considerando che quest’anno ricorre il trentennale del loro omonimo album di debutto Foo Fighters – unendo i classici storici del repertorio alle tracce più recenti .

Dave Grohl, accompagnato da Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett, Rami Jaffee e Ilan Rubin ha stabilito fin dai primi accordi un legame profondo e sincero con il pubblico milanese. Tra i momenti più significativi della serata, oltre alla devastante tripletta iniziale, spicca un inaspettato e sentito omaggio al Leoncavallo, storico spazio pubblico autogestito milanese, che ha sottolineato l’attitudine da sempre legata alle radici punk e underground del frontman.

Durante lo show, Dave Grohl si è rivolto alla folla sottolineando l’energia e il legame che unisce la band all’Italia:

Siete un pubblico incredibile. Ogni volta che torniamo qui ci ricordate perché amiamo fare questo lavoro. Questo non è solo un concerto, è una comunione collettiva nel nome del rock ‘n’ roll.

La performance si è conclusa dopo oltre due ore di musica ininterrotta, lasciando ai 65mila presenti la certezza di aver assistito a una delle pagine rock più genuine e memorabili dell’anno.

Dave Grohl ha anche parlato in italiano alcune volte, come ad esempio :

Ragazzi tutti pazzi. Vi piace il rock and roll? Ne volete un po’?

Di seguito, la scaletta completa eseguita all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano:

All My Life
The Pretender
Times Like These
Rope
Stacked Actors
My Hero
Learn to Fly
These Days
Walk
This Is a Call
No Son of Mine (with Motörhead’s “Ace of Spades” snippet)
Wheels (Acoustic)
Marigold (Late! cover)
Big Me
Under You

La Dee Da
Run
Invincible / Seven / One Headlight / Manimal / Tap Dancing in a Minefield
Monkey Wrench
Breakout
The Sky Is a Neighborhood
Aurora (Dedicata  a  Taylor Hawkins)
Best of You
Encore:
Exhausted
Everlong

N.b., non sono state eseguite per problemi di tempi Window,  The Teacher e Caught in a Echo, previste in scaletta.

 

 

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