Pensando a che parole spendere sul live dei Furor Gallico di ieri sera al Legend Club, mi sono resa conto di una cosa: dovremmo smetterla di voler etichettare e catalogare la musica.

Pensando di fare cosa gradita, spesso, chi come scrive, prova a inquadrare una band, per il suo genere e per i suoi numeri… Questi maledetti numeri.

Lo si fa per offrire un ingenuo identikit a chi magari il gruppo in questione lo sente nominare per la prima volta.

Oggi voglio provare invece a fare con voi un esercizio, offrendovi un ritratto dei Furor Gallico che si basi unicamente su quanto la stessa band offre a chi si ferma ad ascoltarli.

Furor Gallico live @ Paderno Dugnano, 2024 – PH Matteo Codarri

Parliamo di una band italiana innanzitutto, che dal 2007 si è resa portavoce di un genere, il folk metal, che istintivamente pensiamo appartenga a gruppi collocati altrove geograficamente. Invece i Furor Gallico hanno abbattuto quel pregiudizio dimostrando con quanta ispirazione possa contribuire la musica prodotta in Italia, a un sound che basa il suo equilibrio tra suoni e epica.

Dal 2007 al 2026 sono intercorsi 4 album, cambi di line up, presenza su palchi importanti e riconoscimenti internazionali. Insomma la band porta con sé tutto il peso di quasi 20 anni di storia, impegno e duro lavoro.

Fino a qui mi pare di avervi fornito tutti gli elementi per suggerire un ascolto.

In caso serva un elemento in più per far funzionare questo momento di supporto, gioco il jolly del sincero dialogo col pubblico, che ho verificato in prima persona.

Ieri sera al Legend Club i Furor Gallico hanno registrato un inequivocabile sold out.

Il locale era gremito e tutti i presenti sono usciti ansimanti e grondanti sudore.

La motivazione di questo tutto esaurito è unicamente merito di un legame sentito, che ha richiamato chiunque sia riuscito ad aggiudicarsi un biglietto d’ingresso per prendere parte a un momento cruciale per il gruppo.

Ieri sera davanti ai miei occhi si è consumato infatti un capitolo non solo della band, ma della storia della musica. Sí, perché la storia della musica è piena di momenti come quello di ieri sera e a dirlo è lo stesso cantante, Davide Cicalese: “La musica è piena di episodi in cui ci sono separazioni”. Ebbene si, ieri sera si è conclusa la storia di Davide coi Furor Gallico, che in un momento estremamente delicato per la loro carriera hanno, a mio modesto parere, offerto un meraviglioso esempio di come una band capace e sincera lavora, accogliendo i presenti al di là della cortina che separa spesso la realtà live dalle dinamiche interne a una band.

Il gruppo non si è risparmiato e ha creato un muro di suoni energico e compatto. Hanno tutti in qualche modo “urlato” il loro onesto desiderio di essere su quel palco insieme anche e soprattutto in questa ultima data. Hanno riso e scherzato tra loro e ogni momento di commiato che Davide si è ritagliato durante il live è stato evidentemente segnato da forti e contrastanti emozioni. E in un momento storico come il nostro, dove il music business è mosso da estetica prima della qualità e da azioni piegate al volere dell’algoritmo, una genuinità da gruppo di amici di vecchia data, è arrivata al cuore come aria fresca. Chi era presente non dimenticherà e soprattutto ha potuto partecipare in un crescendo di cori e battute.

“Quando ero piccolo il mio sogno era quello di far parte di una band e di stare su un palco a suonare… E guarda dove siamo!”.

I sogni non hanno date di scadenza e si rinnovano alimentati da passioni, crescita e urgenza creativa. I sogni di Davide non si sono esauriti e noi tutti gli auguriamo il meglio!

E la storia dei Furor Gallico non si è conclusa ieri sera. Sono certa che al momento debito ci regaleranno altre occasioni di “levare le nostri voci verso il cielo per cantare i nostri ricordi per il futuro che verrà”.

Comments are closed.