Ghost – All’Alcatraz di Milano il ‘Popestar Tour’, 19 Aprile 2017

ph: Anna Bechis

 

Il rock’n’roll non morirà mai grazie anche a band come i Ghost che sono capaci di manipolare cose già ascoltate e percorsi già affrontanti non solo con la mente ma anche con la vita. Un concerto della band svedese è qualcosa di divertente e appagante, coinvolgente. La musica dei Ghost è congiunzione ipnotica, un concerto dei Ghost è trasporto totale. Di certo non è una novità vedere degli uomini mascherati far musica ed è altrettanto vero che non è cosa nuova ascoltare un concerto di musica rock… ma qual è la cosa che fa amare in questo modo questo manipolo di musicisti? Una ragione sta proprio nel modo di presentarsi al pubblico, make up e maschere sono stupende (e sinceramente a me non interessa chi sia nascosto dietro quei costumi così tenebrosi e balsfemi: Tobias, Francesco, Luca ‘Esa’ o Elena e poi adesso è tutto conosiuto e risaputo, ma diciamo la verità il fascino del mistero è sempre così intrigante), poi le armonie ipnotiche e le sonorità che vagano tra il delicato e il violento, e da non sottovalutare inoltre la capacità di trasformare la melodia e riff semplicemente pop in gustosi momenti rock metal che attraggono e seducono in quella congiunzione ipnotica di cui sopra…

Unica data italiana dei Ghost del ‘Popestar Tour’ 2107. Le date in Europa hanno registato in molti casi il tutto esaurito, ma il concerto nel nostro paese vede l’Alcatraz riempito per circa la metà della sua capienza abituale. Mi chiedo il perchè… la novità… già visto… troppo soft… troppo ciarlatani… troppo Italia…

Sono colpito dal pubblico. Pochi ‘anziani’ visti in così tanti concerti, molti invece i giovani e giovanissimi questi ultimi accompagnati dai genitori preoccupati a lasciar da sola la prole in presenza di tanta malvagità… Mi fa piacere vedere nuovi accoliti partecipare al rito promosso dalla chiesa elettrica più blasfema del momento. Mi piace vedere gli sguardi compiaciuti dei ragazzi che si esaltano riconoscendo i brani della band e con gli occhi sgranati e le bocche aperte e le mani tese seguono con passione la performance della band scandinava. E’ bello capire che per questo il rock’n’roll non morirà mai!!!  

Alle 19:45 inizia, come previsto, il concerto degli Zombi, duo proveniente dalla Pennsylvania composto da Steve Moore dietro i sintetizzatori e performer al basso e da Anthony Paterra drummer molto potente e preciso. I 45 minuti circa di musica proposta dai due musicisti in attività dal 2004 sono molto particolari e suggestivi. Il pubblico appreazza molto la loro performance risultata davvero interessante e molto singolare. Tutto strumentale e carico di atmosfere, difficile ma davero interessante…

Cambio di palco, pronti… ‘Miserere Mei, Deus’… il rito può avere inizio. ‘Masked Ball’ (colonna sonora del film ‘Eyes Wide Shut’) lascia il posto al nuovo ‘Square Hammer’ ed è subito Ghost. Papa Emerito III e le cinque figure demoniache aprono i cancelli per lasciare entrare il pubblico nello spettacolo Ghost. Sono colpito dalla bellissima scenografia in primis e vedere i sei lugubri personaggi di fronte a me è davvero emozionante. Mi muovo all’interno della sala per osservare incuriosito i fan che sono accorsi allo show; tutti sono rapiti e si lasciano condurre per mano all’interno del suolo blasfemo. Incredibile come le cose non cambino col il trascorrere del tempo. Com’è sconvolgene rivedersi in quegli sguardi e in quei gesti che sono stati miei e che lo sono ancora. C’è molta energia che si percepisce nell’aria e l’altra cosa che mi colpisce, guardando i sei protagonisti del macabro rito, è la professionalità che noto osservando e ascoltando. E’ inutile pensare alle dispute da tribunale e contese tra ex membri che non sono parte di ciò che sto vivendo. Non mi interessa, sono all’Alcatraz con le stesse motivazioni di un tempo: l’amore per il rock’n’roll e la vita che esso contiene.

Ogni brano è un sussulto e una voce unica e un satanico coro che si spinge verso le profondità della terra. E’ puro divertimento, è spettacolo coinvolgente, è rock’n’roll fino al midollo. Il tempio è composto da scale e botole che fanno parte del proscenio maledetto. Fumo e colori riempiono gli occhi di tutto ciò che è necessario per appassionare e coinvolgere. La setlist è perfetta, i tre album sono rappresentati in pieno ‘From the Pinnacle to the Pit’, ‘Secular Haze’ e ‘Con Clavi Con Dio’ infiammano il già caldo insieme di vittime e di volti dipinti che sono nella location.

La vita è divertimento nell’attimo presente; pensare sempre e solo ad eventi passati rende la visione dei momenti offuscati e privi di significati, amplificati da ricordi distorti e spesso non più reali.

‘Per Aspera ad Inferi’, ‘Body and Blood’ e ‘Devil Church’, scatenano le menti di tutti. Dopo il cambio di abito Papa Emerito comincia a chiacchierare con il pubblico che interagisce molto divertito dalle battute spinte del turbato pontefice. Meno male… il rock’n’roll è ancora sesso… speravo che le cose non fossero cambiate. Divertito osservo un enorme addetto alla security mettere in sicurezza una ragazza portandola in braccio seguita dopo poco dalla mamma preoccupata che evidentemente era in prima fila assieme alla sua pargoletta. Spettacolo stupendo, non tanto per il mancamento della ragazza di certo, ma per il passaggio successivo così materno e così teneramente amorevole.

Alle prime note di ‘Cirice’ è delirio davvero, brano eseguito in modo esemplare e sempre affascinante e unico come il successivo ‘Year Zero’ e il potente e clamoroso ‘He Is’, un brano che è e rimarrà per sempre nella sotria della musica moderna. Blasfemo al punto giusto.

Sono affascinato da questa band e ripeto che ho poco interesse nel conoscere le identità, tra l’altro già note, dei sei malefici musicisti. Suonano bene insieme, c’è feeling fra di loro, e sul palco stanno davvero a proprio agio, gentili nelle movenze, decisi nelle pulsazioni sonore e perfetti nell’intesa: Ghost.

Forse il concerto non dura poi così tanto, meno di un’ora e trenta minuti… prima della conclusione ‘Absolution’, ‘Mummy Dust’, ‘Guleh/Zombie Queen’ e ‘Ritual’. Ma il finale è introdotto dalla terza visione di Papa Emerito, per far parte della chiesa elettrica è necessario il rito finale, l’unione di tutti in un unico corpo, un unico momento di estasi conclusivo nel compicimento ultimo in ‘Monstrance Clock’…

Davvero bello, davvero entusiasmante…

Il rock’n’roll non morirà mai fin quando nuove sfide saranno proposte e accettate, nuove provocazioni saranno accolte come tali e non come un qualcosa di già visto; il rock’n’roll si rigenererà fin quando nuove generazioni saranno pronte a raccogliere nuovi momenti artistici concessi dai tempi rinnovati; il rock’n’roll troverà linfa vitale fin quando esisteranno occhi spalancanti e curiosi pronti a vivere nuove e sconosciute emozioni mai vissute fino ad un momento prima.

Grazie Ghost!!!

Setlist:
(Miserere Mei, Deus – Masked Ball) Square Hammer – From the Pinnacle to the Pit – Secular Haze – Con Clavi Con Dio – Per Aspera ad Inferi – Body and Blood – Devil Church – Cirice – Year Zero – He Is – Absolution – Mummy Dust – Ghuleh/Zombie Queen – Ritual – Encore: Monstrance Clock (The Host of Seraphim)

 

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