Ghost + Dead Soul – Live Music Club, Trezzo s/A (MI) – 23 novembre 2015

 

 

Il tour europeo degli svedesi Ghost, la band più interessante emersa negli ultimi anni (perlomeno a livello mediatico), fa tappa in Italia ed il freddo inclemente di questo lunedì novembrino non scoraggia certo i numerosi fedeli provenienti un po’ da tutta Italia per rispondere alla chiamata in udienza da parte di Papa Emeritus III, tanto da arrivare davvero vicini a riempire completamente il Live di Trezzo.

Forte è la curiosità anche da parte nostra di vedere dal vivo questa band, dotata di un immaginario visivo di sicuro impatto ed avvolta da una ben studiata patina di mistero, a partire dai componenti che si esibiscono sempre mascherati ed i cui nomi non sono mai stati resi noti, per arrivare ai testi delle canzoni improntati a esoterismo e Satanismo, nonché spesso arricchiti da citazioni in latino, quasi a rifarsi agli stilemi di una messa cattolica alla rovescia.

Certo, la storia del rock è infarcita di band il cui successo è stato determinato anche da questi fattori, basti pensare ai maestri KISS (per quanto riguardava il mistero sull’identità dei componenti) oppure ai Mercyful Fate (per i richiami al male), ma qui ci troviamo sicuramente di fronte alla cult band per eccellenza del nuovo secolo, perlomeno in ambito hard rock/metal: amati o odiati, di certo i Ghost sono un gruppo che non può lasciare nessuno indifferente. Unica controindicazione è che l’aspetto mediatico rischi di mettere ingiustamente in secondo piano le qualità artistiche della band che sono decisamente notevoli, come evidente nei tre album finora realizzati e come verrà confermato dal concerto di questa sera.

La serata viene aperta dall’esibizione del gruppo svedese dei Dead Soul, con la loro proposta musicale improntata su un sound electronic doom blues molto particolare, con richiami che vanno da Nick Cave ai Nine Inch Nails. Accompagnati da un secondo chitarrista/tastierista e da un’infinità di campionature, il duo composto dal vocalist Anders Landelius e dal chitarrista Niels Nielsen riesce inizialmente a catturare l’attenzione del pubblico, anche se alla lunga sonorità non certo di facile assimilazione e canzoni tendenti ad assomigliarsi un po’ tutte fra loro fanno velocemente scivolare il loro show nel dimenticatoio.

DEAD SOUL:
Anders Landelius – voce
Niels Nielsen – chitarra, tastiere

SETLIST:
They Will Pay – The Fool – Shattered Dreams – Home By The Sea – Do Your Job – Lost My Will – Burn Forever –   Inbetween

Terminato il breve set dei Dead Soul, in sala viene diffuso profumo d’incenso come se ci trovassimo all’interno di una chiesa, mentre dagli speakers comincia ad sprigionarsi il canto gregoriano “Miserere Mei, Deus” dall’atmosfera più che pertinente per preparare tutti quanti al rituale che ci accingiamo a seguire.

Passano una trentina di minuti e, dopo l’intro da brividi “Masked Ball” tratto dal film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick, la band fa finalmente il suo ingresso sulla scena sulle note di “Spirit”, pezzo di apertura del loro ultimo album, l’eccellente “Meliora” (Loma Vista 2015, qui la recensione): alle spalle dei tre Nameless Ghouls, schierati a fronte palco con le tonache e le maschere demoniache, l’apparizione di Papa Emeritus III, su una pedana situata tra la batteria e le tastiere, viene salutata dal boato del pubblico, cui il cantante risponde esclamando in perfetto italiano “Non abbiamo paura”, con un chiaro riferimento agli attentati terroristici degli scorsi giorni.

Volto truccato da teschio, abito cardinalesco e mitra in testa, movimenti lenti e solenni ed un eloquio molto posato e tranquillo nel quale viene ogni tanto osata anche qualche parola in italiano, Papa attira l’attenzione di tutti, anche quando si ritira dietro le quinte durante le parti strumentali, lasciando la scena al resto della band, peraltro non meno inquietante con la maschere che coprono completamente il volto dei musicisti.

From The Pinnacle To The Pit” e “Ritual” accendono immediatamente lo show e non si può non notare come dal vivo il sound dei Ghost si accenda di sferzate molto più metalliche che in studio, mentre le luci colorano il palco di rosso infernale e verde putrescente a seconda dell’atmosfera dei pezzi.

In “Con Clavi Con Dio” la parafernalia ecclesiastica si completa con l’esibizione del turibolo, ma il momento più impressionante dello spettacolo arriva con la presentazione del brano “Body And Blood”, quando Papa Emeritus III introduce sul palco le “Sisters Of Sin”, ossia due ragazze agghindate da suore, le quali, durante l’esecuzione del pezzo, scendono nel pit per distribuire la comunione alle bramose prime file, sotto il sorriso beffardo del loro mentore.

Le note d’organo di “Devil’s Church” introducono una sontuosa versione del singolo “Cirice”, dalle melodie vocali davvero incisive e ipnotiche, al termine del quale Papa si ritira dietro le quinte per cambiarsi d’abito e continuare il resto del concerto senza mitra, in smoking e guanti bianchi, come una sorta di Peter Gabriel molto teatrale.

Year Zero” è un’impressionante mazzata sui denti e il coro “Hail Satan” cantato da tutto il pubblico mette i brividi, anche se l’atteggiamento di Papa Emeritus III quando dal palco indirizza baci verso le prime file in adorazione rende sempre più palese il fatto che ci si trovi davanti alla recita di un gruppo di furbacchioni che ha capito come un velato alone di mistero non possa che costituire un ottimo veicolo promozionale per la propria band, la cui capacità compositive, ribadiamo, sono di ottimo livello come testimoniano gli accordi quasi psichedelici ed il melodioso coro della maestosa “He Is”.

Il metal di “Absolution” e “Mummy Dust” mantiene alta l’adrenalina ed è impossibile non fare un parallelo tra i ritornelli dei brani gridati in coro da tutto il pubblico ed i canti intonati dai fedeli in chiesa durante la messa. Dopo l’intermezzo acustico di una riarrangiata “Jigolo Har Megiddo”, introdotta come un brano che parla di “scopare”, arriva l’inquietante atmosfera putrida di “Ghuleh” a dare il via al trascinante surf metal di “Zombie Queen”.

La cover di Roky Erickson “If You Have Ghosts” (oramai divenuta la signature track della band) chiude il concerto, prima dell’unico encore, costituito dal pezzo col quale i Ghost chiudono da sempre i loro show, quella “Monstrance Clock”, che Papa Emeritus III presenta come una canzone che parla del “venire insieme” in una sorta di rituale che evochi il figlio di Lucifero. Verso il termine del brano, sulle note dell’ipnotica cantilena “Come together, together as one. Come together for Lucifer’s son”, le luci si spengono con la band ancora on stage, per poi tornare alla fine a riaccendersi sul palco oramai vuoto… il fantasma è scomparso, fino al prossimo appuntamento il 12 febbraio 2016 a Pordenone.

Ite missa est.

GHOST:
Papa Emeritus III – voce
Nameless Ghoul (Fire) – chitarra solista
Nameless Ghoul (Aether) – chitarra ritmica
Nameless Ghoul (Water) – basso
Nameless Ghoul (Air) – tastiere
Nameless Ghoul (Earth) – batteria

SETLIST:
Spirit – From The Pinnacle To The Pit – Ritual – Con Clavi Con Dio – Per Aspera Ad Inferi – Majesty – Body And Blood – Devil Church – Cirice – Year Zero – Spöksonat / He Is – Absolution – Mummy Dust – Jigolo Har Megiddo – -Ghuleh / Zombie Queen – If You Have Ghosts – Monstrance Clock

 

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