2023 – La Tempesta Dischi

Pericolo Giallo”, così è intitolato il nuovo disco di Giorgio Canali & Rossofuoco, pubblicato il 13 ottobre per La Tempesta Dischi.

Con il suo consueto sarcasmo e la sua pungente ironia, con un linguaggio forte e diretto come un pugno allo stomaco, attraverso un rock tagliente e coinvolgente, il cantautore, ci racconta la sua visione del mondo attuale, andando a toccare tutti i temi centrali dei giorni nostri, dal post-pandemia alle nuove guerre, dalla massificazione alle continue emergenze, dal ritorno al potere delle destre, con l’ombra di un fascismo mai debellato che torna a farsi largo, all’utilizzo dei media e dei social per omologare la popolazione.

L’ex CCCP, come noto, mai allineato e poco avvezzo al politicamente corretto, tra una parolaccia e una bestemmia, tra un imprecazioni ed un insulto, lancia messaggi al vetriolo, con i quali va a fotografare una società nella quale, secondo lui, il “potere”, tiene a bada i “sudditi”, con l’arma della paura, utilizzata per addomesticare una società sempre meno capace di ribellarsi.

Con il titolo dell’album allude al paventare dell’invasione cinese, alla fine dell’800 in Europa, che oggi si potrebbe paragonare ad un pericolo nero, alimentato a regola d’arte in occidentale a fronte dell’incremento dell’immigrazione. Ecco quindi che, come per il tema delle emergenze sanitarie, le crisi economiche e climatiche, i conflitti e tutte le afflizioni odierne, si assiste ad una comunicazione mezzo mass media e social network, che tende ad omologare ed annientare il pensiero critico, concorrendo alla proliferazione di automi, ideali per permettere ai potenti l’indisturbato conseguimento dei propri interessi.

Tra indotte forma mentis, persone ridotte a scimmiette ammaestrate, spiriti liberi e ribelli ormai addomesticati, si sviluppa quindi il concept di questo ultimo lavoro di Canali, che non fa prigionieri, come un pugile picchia duro e ripetutamente, non fa sconti e si toglie tutti i sassolini dalle scarpe.

Nelle sue dodici tracce, il disco, riesce a trasmette tutto lo spirito antifascista ed anarchico dell’autore. Ad emergere è il carattere spigoloso di un Giorgio Canali mai domo, che con i Rossofuoco, si esibisce in un rock caratterizzato da una forte espressività sia per quanto riguarda le sonorità, che per quanto concerne i testi.

Le sonorità, a volte dure ed aggressive, altre più morbide e delicate, accompagnano con la giusta intensità la narrazione, andando a completare un puzzle perfettamente coerente, composto dalle tessere che rappresentano le emozioni suscitate dalla musica, unite alle tessere che costituiscono i concetti espressi dalle parole, risutato non banale quando si sceglie la strada dei testi impegnati come in questo caso.

Indipendentemente dalle opinioni, più o meno in linea con quelle di Canali, nonché dalle idee sui temi da lui toccati, è innegabile la sua abilità espressiva e lo si può considerare una delle più importanti realtà del rock nazionale.

Questo prodotto discografico, il nono con i Rossofuoco, è a mio avviso il più riuscito con questa formazione e considerando la qualità dei lavori precedenti, non era certamente scontato.

Tracklist:

  1. C’era ancora il sole
  2. Un filo di fumo
  3. Morti per niente
  4. Solo stupida poesia
  5. Pericolo giallo
  6. Pulizie etiche
  7. Meteo in quattroquarti
  8. Quando si spegne il sole
  9. A occhi chiusi
  10. Come si sta (La guerra di Pierrot)
  11. Cosmetico
  12. La fine del mondo

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