Gladiator – Designation

 

Zeras – 1992

Rarissimo? No, raro. Bello? No, bellissimo!!! Tutto vero ma ad una condizione ben precisa e ferrea: “Beneath the Remains” e “Arise” dei Sepultura debbono, nel vostro cuore, essere considerati due capolavori assoluti. Questi otto pezzi (più intro) sembrano infatti eseguiti a totale immagine e somiglianza del più grande gruppo carioca mai esistito, in grado, ai tempi, di cambiare il corso di un certo sottogenere del metal chiamato thrash…

Dopo una intro ridotta ai minimi termini è con “Profitable Losses” che facciamo la conoscenza del sound degli slovacchi Gladiator, attivi, per quanto a mia conoscenza, ancora oggi. La prima volta che li ho sentiti rimasi fermo ed immobile, come una pietra. Basito in quanto le mie orecchie stavano percependo la copia carbone in musica dei grandi fratelli Cavalera, stessa timbrica, stessi suoni, stesso approccio devastante ma mai cieco e fine a se stesso, assolutamente identici. Questo primo brano ne è la riprova, ascoltatelo e sappiatemi dire (tra l’altro avevano girato anche un video promozionale di questa song, facilmente fruibile su YouTube). Anche la chiusura pezzo è spiaccicata a quella che termina “Arise” (la canzone). Si continua con “Bastard Death”, stessa solfa, un thrash death martellante e preciso. E’ stupendo poter riascoltare queste sonorità ormai scomparse, quell’immediatezza di suoni che, colpa anche della tecnologia sempre più pressante (e stressante), sembrano scomparsi eppure erano così fottutamente speciali, avevano quel lato selvaggio, quella ‘facilità’ d’ascolto che non si riesce più a trovare in nessuna produzione moderna. Anche in “Mortal Glare” gli intrecci di chitarra sono in primo piano come il forsennato drumming, mai confusionario e capace di dirigere con maestria il muro di violenza senza perderne mai il controllo. La situazione non cambia girando il platter sulla bside. “Sorrow” colpisce duro mentre la successiva “Morbid Murdering” è un po più ragionata e misteriosa, con una parte iperveloce avvitata all’interno di un’efficace mid tempo. Partiture, a volte, piuttosto intricate quanto efficaci e letali. “Bloody Property” rappresenta un altro manifesto della loro violenza senza confini, stacchi, un cantato rabbioso e tanto sudore dietro le pelli con il poster dei quattro di Sao Paulo do Brasil sempre davanti agli occhi, giustamente. Chiude le ostilità “Stinking Masses” che nulla aggiunge a quanto sinora detto ma giustifica un bel nove virtuale a questo lavoro cui non riesco a trovare alcun difetto.

Siccome è stato sfinente il lavoro di ricerca ed acquisto di codesta opera in vinile, non mi sono stressato troppo nel verificare l’esistenza della stessa su supporto digitale. Sicuramente è invece disponibile su cd (ma non riesco a capire se esista su vinile…) il seguito, uscito l’anno seguente dal titolo “Made of Pain” che prosegue sulla stessa condotta sonora. Per me questo vinile vale oro, bello, bello, bello!!!

Quotazione: Gladiator – Designation: € 80/120

Tracklist:
1. Over the Oversight (Intro)
2. Profitable Losses
3. Bastard Death
4. Mortal Glare
5. Designation
6. Sorrow
7. Morbid Murdering
8. Bloody Propert
9. Stinking Masses
10. Useless Child

Band:
Miko Hladky – voce, chitarra
Livo  – chitarra
Maros Hladky – basso
Georgio Babulic – batteria

 

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