Gli Evanescence illuminano l’Arena di Verona – Live Report, 2 settembre 2019

from the web

In una location unica e sempre suggestiva come l’Arena di Verona, praticamente Sold Out con un pubblico molto vario composto dai metallari più accaniti ai bambini di più giovane età, gli Evanescence portano in Italia uno spettacolo di livello assoluto, che sorprende per capacità di portare un suono ben più ricercato e potente delle canzoni più famose.

Lo show di Verona dimostra come gli Evanescence siano ben di più delle hit dalle centinaia di milioni di visualizzazioni… sia ben di più dell’acclamatissimo e pluripremiato album d’esordio “Fallen” del 2003…  c’è una identità metal molto forte che può sembrare sorprendente di primo ascolto, ma che in realtà si dimostra ben definita man mano che si scopre che i riff pesanti ed i bassi potenti appaiono ben di più che in qualche brano isolato.

Diciamolo, loro sono la band che ha scritto “Bring me to Life”, “Going Under”, “My Immortal” e “Call Me When You’re Sober”. Sono tutte canzoni molto belle che hanno la particolarità di essere tramite quelle canzoni che sono riuscite a varcare i confini del pubblico rock/metal ed essere state apprezzate anche da un pubblico dai gusti musicali più generali. Questo senza dubbio grazie alla voce sensazionale di Amy Lee, ma anche a delle sonorità molto più leggere capaci di arrivare anche su radio non esplicitamente dedicate al rock.

Queste tendenze magari non fanno impazzire i metallari più estremi, ma parliamoci chiaro, sono pezzi che hanno una costruzione ricercata e convincente che è praticamente impossibile non apprezzare. A dimostrazione di quest’aspetto è l’entusiasmo che si crea nel pubblico quando vengono intonate da Amy queste canzoni. Penso che non ci sia stata neanche una persona che non stesse cantando “Bring Me To Life” con la band dal vivo durante la performance.

Il concerto

Detto questo, la maggior parte dei pezzi suonati dalla band in scaletta hanno puramente un’identità di metal sinfonico, gothic metal ed anche alternative metal. “Whisper”, “Made of Stone” e “Disappear” sono pezzi dalle sonorità aggressive che sono una pura goduria da sentire dal vivo. Una gran scenografia di luci permette inoltre di creare un effetto davvero spettacolare che rimane impresso e che convince. Ma anche “What You Want”, “The Other Side” e “Imaginary” non sono da meno, con una base più che potente ad accompagnare la splendida voce di Amy Lee.

Siamo onesti, Amy Lee è una cantante pazzesca. Si fa veramente fatica a trovare differenze tra le versioni cantate dal vivo e quelle conosciute degli album. Stiamo parlando di una voce da soprano cantata su delle basi metal…oltretutto cantata correndo da una parta all’altra del palco per un’ora e mezza suonando la tastiera a varie riprese… per non parlare delle ballad cantate suonando il pianoforte… davvero impressionante!

“Lithium”, “Lost in Paradise” e “My Immortal” sono letteralmente da pelle d’oca. C’è anche spazio per “Love Exists”, canzone al debutto dal vivo tratto dai progetti da solista di Amy. Questa canzone è la cover in versione inglese del brano italiano “L’Amore Esiste” cantato da Francesca Michielin. Amy dedica la canzone a Francesca e chiede a tutto il pubblico di cantarla con lei.

Amy si dimostra emozionata ed entusiasta di poter suonare in un luogo come l’Arena di Verona. Lo dimostra ringraziando varie volte di aver potuto avere l’opportunità di suonare in una tale location cosi come ricorda quanto sia speciale per gli Evanescence tornare a suonare in Italia ogni volta essendo uno dei paesi dove hanno avuto i primi fanclub ed uno dei primi paesi ad avere apprezzato e sostenuto la loro musica fin dagli esordi. Il pubblico dimostra il proprio entusiasmo tutta la serata ed intona a varie riprese il nome di Amy tra una canzone e l’altra.

L’unica osservazione critica che mi sento di esprimere è che la scenografia è totalmente concentrata su Amy per tutto il concerto. Amy si trova praticamente per tutto il set sotto un fascio di luce costante mentre i musicisti rimangono quasi per tutti il concerto in secondo piano… anche spesso nell’ombra senza che si riesca a distinguere i loro volti… un peccato. Avendo apprezzato così tanto la parte strumentale ed essendo musicisti di altissimo livello mi sarebbe piaciuto ci fosse stata la possibilità di fare avere anche a loro momenti da primo piano. In ogni modo sicuramente Amy Lee merita un’attenzione particolare per il suo carisma e soprattutto la sua voce splendida.

Il concerto si chiude con una formula abbastanza originale: una specie di medley con i principali passaggi delle canzoni seguenti: “Haunted”, “My Last Breath”, “Cloud Nine”, “Everybody’s Fool”, “Weight of the World” e “Snow White”. Intrigante ed originale, sicuramente una formula innovativa ed azzeccata per concludere un set live.

Conclusioni

Il concerto all’Arena di Verona degli Evanescence è stato uno spettacolo di gran livello che ha sicuramente convinto tutto il pubblico presente. Amy Lee ha un talento davvero unico dimostrando di avere una voce capace di poter ricevere gli elogi dal mondo metal come dal pubblico di altri generi. I pezzi convincono per creatività e suoni decisi che hanno grande effetto dal vivo. Aspettiamo quindi con grande entusiasmo quello che sarà il nuovo album successore di “Synthesis” pubblicato nel 2017 ed attuale ultimo album di inediti della band.

Setlist:
Imperfection (Rock Version) – What You Want – Going Under – The Other Side – All That I’m Living For – Lithium – Whisper – New Way to Bleed – Call Me When You’re Sober – Made of Stone – Lost in Paradise – Oceans – Disappear – Imaginary – Bring Me to Life – Encore: Love Exists (Amy Lee Song) – My Immortal – Haunted / My Last Breath / Cloud Nine / Everybody’s Fool / Weight of the World / Snow White Queen

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*