2025 – Atlantic

I Good Charlotte sono una di quelle band tipicamente pop-punk a cui non puoi che affezionarti.
Band che ha avuto un grande successo in tutto il mondo, grazie anche alla massiccia heavy rotation di alcuni loro grandi hit singles, passati su MTV e in tutte le principali radio internazionali.

Dopo una pausa durata ben sette anni, la band del cantante Joel Madden e del chitarrista gemello Benji Madden torna con “Motel Du Cap”. Non ci sono particolari stravolgimenti nel loro sound: non aspettatevi cavalcate sonore tipiche degli Iron Maiden o punk grintoso come quello dei Rancid, per intenderci.

Il titolo del lavoro è probabilmente un riferimento a un hotel di lusso che si trova ad Antibes, in Costa Azzurra, anche se nel video di presentazione dell’album il motel è localizzato nel deserto americano e appare desolato e sporco. Tredici pezzi che si lasciano ascoltare con piacere (anche se l’intro posta ad inizio album non è niente di trascendentale). In vari brani sono presenti ospiti: Wiz Khalifa rappa nella reggaeggiante “Life Is Great”, mentre Zeph compare nella successiva “Pink Guitar”, che però non rimane particolarmente impressa.

I pezzi sicuramente più riusciti sono il programmatissimo singolo “Rejects”, un inno a tutti i reietti del mondo, anche non necessariamente legati alla fortunata serie TV ambientata alla Nevermore Academy, la scuola frequentata e investigata da Mercoledì Addams. Il brano è una marcetta che conquista fin dalle prime note, anche se la ruffianeria di un pezzo come “I Just Wanna Live” rimarrà sempre ineguagliabile.

ph Jen Rosenstein

Ci sono brani che personalmente non mi hanno lasciato molto, come la semi-ballad “Deserve You” (feat. Luke Borchelt), e altri che mi hanno entusiasmato, come la splendida ballad “I Don’t Work Here Anymore”, probabilmente il brano meglio riuscito di tutto il lavoro. Menzione speciale anche per “Mean”, che richiama decisamente gli esordi pop-punk della band, e per “Vertigo”, un pezzo incisivo e immediato. Il lavoro è stato prodotto senza lasciare nulla al caso da Zakk Cervini e Jordan Fish.

Ci sono anche elementi elettronici e distorsioni sonore come in “Bodies”, caratterizzato da un riff ipnotico. Qua e là si percepiscono anche influenze country. Altro brano degno di nota è “Castle in the Sand”, melodico al punto giusto e con un’atmosfera tipicamente cinematografica. La conclusione è affidata a “GC Forever”, un vero inno alla storia della band, celebrata in tutti i suoi momenti di splendore e di crisi: We said forever / We’d be together / Until forever comes, or forever’s done / We said forever.

Bentornati, Good Charlotte!

Mauro Brebbia


Tracklist

  1. Check in at Motel Du Cap
  2. Rejects
  3. Stepper
  4. I Don’t Work Here Anymore
  5. Life Is Great (feat. Wiz Khalifa)
  6. Pink Guitar (feat. Zeph)
  7. Deserve You (feat. Luke Borchelt)
  8. Mean
  9. Bodies
  10. Vertigo (feat. Petti Hendrix)
  11. The Dress Rehearsal
  12. Castle in the Sand
  13. GC Forever

Formazione

  • Joel Madden – voce
  • Benji Madden – chitarra solista, voce secondaria
  • Billy Martin – chitarra ritmica, tastiere
  • Paul Thomas – basso, cori
  • Dean Butterworth – batteria

 

 

 

Mauro Brebbia
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