L’ex manager dei Guns N’Roses Doug Goldstein  ha rilasciato interessantissime dichiarazioni in un seguitissimo ed apprezzato podcast “Appetite For Distortion with Brando”, raccontando curiosità davvero interessanti  sull’album live della band  “Live Era ’87-‘93” ed ha risposto anche  alle domande dei fans! Ha partecipato al collegamento  anche il giornalista Matt Wake.

In un altro episodio via Zoom del podcast, l’ospite principale, Doug Goldstein conferma il rumor che riguardava la volontà di Axl di fare, negli anni ’90, un tour con i Pearl Jam e gli U2. Goldstein racconta di aver proposto al manager dei PJ, all’epoca e di aver ricevuto un secco “no” come risposta. In una recente intervista, Stone Gossard ha detto di non sapere nulla di tutto ciò. A quanto pare, secondo Goldstein , il manager decise di rifiutare la proposta senza neanche consultare la band che, stando a quanto ha affermato Gossard, avrebbe sicuramente accettato.

Parlando dell’album Live Era, Brando chiede a Doug se è vero che il doppio album live non è esattamente “live”, perché si dice siano state portate delle modifiche in studio alle tracce registrate dal vivo.
Doug risponde:”Le modifiche di cui parli, io le chiamo “Fixes”, sono degli aggiustamenti, delle modifiche apportate soprattutto da Slash, che voleva dare ai fan un prodotto che avrebbero ascoltato con piacere. Anche Axl ha rifatto qualcosa in studio, ma non si può certo dire che la band sia intervenuta su tutte le tracce presenti nell’album, sono aggiustamenti, una cosa che fanno tutti”. “Al contrario di Live like a suicide” continua, “dove invece troviamo un pubblico preregistrato, una cosa che mi fa dare di matto, non lo avrei mai permesso se fossi stato con la band all’epoca”.

La domanda successiva riguarda la scelta della tracklist del disco, visto che è uscito in un periodo in cui la band era piuttosto “frammentata”. Doug Goldstein spiega che secondo quanto ricorda, i vari membri della band comunicavano con la mediazione dello studio, e al momento di apportare le modifiche alle tracce, non hanno mai lavorato insieme. “tutto, in termini di comunicazione fra i membri della band, avveniva tramite lo studio o tramite me” dice Goldstein.

Un’altra fan question riguarda la bonus track “Coma”, inserita solo nell’edizione giapponese, e viene chiesto come mai è stata fatta questa scelta. “Beh, il mercato giapponese richiede sempre dei contenuti esclusivi perché i dischi da loro costano di più e quindi, è l’unico modo di impedire ai fan di acquistare le edizioni import.” dice Goldstein.

Sul perché sia stato pubblicato l’album, Doug Goldstein risponde con una storia interessante. Spiega che nel 1999, anno di pubblicazione del live, fu chiamato da un infuriato Jimmy Iovine che chiedeva dove fosse “Chinese Democracy”. L’album, ovviamente non era pronto, quindi decise di proporre la pubblicazione di “Live Era” che, comunque contava come la pubblicazione di un album, che avrebbe oltretutto garantito un’ingente entrata e avrebbe tenuto a bada l’etichetta per un altro po’ di tempo.

Brando poi chiede: “Quale fu la reazione di Axl riguardo al fatto che una pubblicazione del genere mettesse in evidenza un’incarnazione della band totalmente diversa da quella a cui stava lavorando in quel periodo?”
“In realtà l’idea gli piacque molto!” dice Goldstein, “gli avrebbe permesso di guadagnare tempo per lavorare alla sua nuova idea di band e Chinese Democracy”.

Un’altra domanda, riguarda ancora una volta la scelta delle canzoni sul disco, e Brando chiede se ci fossero dei pezzi che magari lui avrebbe voluto inserire ma che sono rimaste fuori.
“Non credo, penso che alla fine sia venuta fuori un’ottima rappresentazione della band…”

Parlando invece della scelta delle singole performancea, Doug spiega ovviamente, si è fatto il possibile per pubblicare quelle che necessitavano meno interventi [in termini di modifiche e fix in studio], ma alla fine la scelta è ricaduta sulle performance più energiche, quelle che trasmettevano meglio la potenza della band e la sinergia col pubblico. “Bisogna ricordare” dice Goldstein che i vari membri della band facevano un pesante uso di droghe e alcol, quindi era difficile trovare performance prive di errori […] spesso erano talmente sconvolti da non rendersi nemmeno conto di commettere errori…”.

Brando solleva la questione dei crediti sul disco, che vedono Matt Sorum e Gilby Clarke apparire come: additional musicians. Doug risponde che innanzitutto non si occupa dei crediti sui dischi, ma che comunque non è stata una bella cosa. “Matt e Gilby non erano membri in partnership con la band, ma facevano parte parte della band, Ca**o!” dice. “Matt veniva spesso da me a parlarmi di questa cosa e una volta mi disse che era totalmente ingiusto perché la sua permanenza nella band aveva ormai di gran lunga quella di Steven Adler!”. “Dovevo fare quello per cui la band mi pagava profumatamente, ero pagato per comportarmi da stronzo!” conclude.
E il fatto che anche Gilby Clarke abbia suonato su quasi tutte le tracce dell’album, avendo suonato in uno dei tour più lunghi della storia e non sia stato ufficialmente indotto nella R&R Hall of Fame è ugualmente ingiusto.

Proprio a proposito di Gilby, Doug Goldstein racconta che spesso al suo riguardo, Axl ne è uscito come il cattivo della situazione per come è stato trattato alla fine del tour degli Illusions. “Axl in realtà è stato chiaro sin dall’inizio, Gilby avrebbe suonato con la band solo durante il tour, e dopo avrebbero trovato un’altra soluzione perché la band avrebbe intrapreso una direzione diversa, tutti lo sapevano, non è stato un improvviso capriccio di Axl” dice. “Ma Slash continuava a dirgli ‘tranquillo, ti teniamo, ti teniamo’, ma Axl rimase coerente, aveva sempre detto che una volta che finita è finita, e trovo ingiusto che sia stato Axl a doversi prendere le colpe, e inoltre la band, che probabilmente voleva davvero che Gilby rimanesse, non ha avuto il coraggio di farsi avanti nel momento del suo licenziamento”.
RECAP A CURA  di Chris di The Italian Jungle-Guns N’Roses Fan Club.

Mauro Brebbia
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