Nuclear Blast – Marzo 2005

Ho sempre avuto molta simpatia e ammirazione nei confronti del gruppo svedese, soprattutto per la loro coerenza e genuinità. Forse all’inizio un po’ sopravvalutata e pompata dalla Nuclear Blast, nel corso di quasi dieci anni di carriera, la band ha dato in pasto ai defenders ben 5 studio album più un ottimo doppio live. Personalmente ritengo i primi due album (“Glory to the Brave” e “Legacy of Kings”) i migliori del gruppo, freschi diretti e dannatamente metal. Gli HammerFall non sono mai stati un gruppo particolarmente originale, ma hanno fatto della semplicità e dell’immediatezza le loro armi migliori. Questo li ha portati a comporre brani stupendi come ad esempio “Heading the Call”, “Hearts on Fire”, “Steel Meets Steel” e tanti altri.

Ma passiamo ora ad analizzare questo “Chapter V: Unbent, Unbowed, Unbroken”. La formazione è la stessa degli ultimi due album, per cui ci troviamo al cospetto di una band ormai rodata, affiatata e compatta. Si parte alla grande, con un intro epica e suggestiva che ci introduce al primo brano, “Secrets”, presumibilmente prossima opener dei concerti della band. Il brano alterna un mid tempo frizzante alla doppia cassa come sempre incisiva di Anders Johansson. “Blood Bound”, primo singolo estratto, è già un classico. Bastano due note per memorizzarne subito il chorus, epico e orecchiabile al punto giusto. “Fury of the Wild”, ci fa venire in mente i Saxon più classici, con il suo riff di chitarra tipicamente heavy metal (rigorosamente primi 80’s). Mi ha piacevolmente sopreso la grinta e a tratti l’aggressività di Joacim Cans, da molti criticato in passato per il suo modo a volte poco incisivo e un po’ monotono di cantare. Sicuramente il progetto solista di circa due anni fa ha fatto maturare artisticamente il singer, rendendo più vario e espressivo il suo modo di cantare e di interpretare i brani. Come sempre accade in un disco degli HammerFall, non può mancare una power ballad. Ecco dunque “Never, Ever”, buon pezzo d?atmosfera, ma inferiore sicuramente al capolavoro “Remember Yesterday” presente nel secondo lavoro “Legacy of Kings”. Si ritorna al classico heavy metal con “Born to Rule”, che mi ha ricordato vagamente “Balls to the Wall” dei fondamentali Accept, e “Take the Black”, semplice e diretta ma come sempre coinvolgente e tipicamente ottantiana. Chi ama e segue il gruppo vuole questo, heavy metal senza fronzoli o particolari contaminazioni.

Per fortuna al giorno d’oggi esistono ancora gruppi come gli HammerFall, che sicuramente non cambieranno il mondo, ma almeno portano avanti le loro idee musicali, fregandosene delle mode e suonando con passione un genere unico e viscerale come l’heavy metal.

www.hammerfall.net

Tracklist:

1. Secrets
2. Blood Bound
3. Fury Of The Wild
4. Hammer Of Justice
5. Never, Ever
6. Born To Rule
7. The Templar Flame
8. Imperial
9. Take The Black
10. Knights Of The 21st Century

Band:

Joacim Cans – voce
Oscar Dronjak – chitarra
Stefan Elmgren – chitarra
Magnus Rosén – basso
Anders Johansson – batteria

 

 

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