“Un anno fa non lo avevamo pensato possibile”

le parole del carismatico frontman degli svedesi Hardcore Superstar rispecchiano il pensiero dei presenti al loro primo concerto post pandemia. Quasi due anni di assenza dalle scene e l’emozione è decisamente palpabile sia sul palco che tra i presenti in sala. Tornare sotto un palco dopo quasi due anni, chi lo avrebbe pensato possibile? Ovviamente ci sono delle regole da seguire e al pubblico viene richiesto di stare seduto ai tavoli e alle proprie sedie per tutta la durata del concerto. Cosa che funziona durante le prime canzoni, ma la voglia di scatenarsi al suono delle famose hit della band è talmente alta che ben presto ci si trova di fronte a più della metà dei presenti in piedi a cantare e muoversi al suono della musica. Poveri addetti alla sicurezza, a fine concerto hanno davvero un bel da fare…

La location è particolare e suggestiva, siamo nel mezzo del nulla nella campagna svedese a Strömma, un paesino poco fuori Varberg sulla costa occidentale della Svezia, sotto Göteborg, città natale della band. Si tratta di un casolare riarrangiato a bar/ristorante all’aperto con tavoli, buon cibo, ottime birre e un palco rialzato. Nessun tampone richiesto all’ingresso, nessuna mascherina da indossare. Si sa che la Svezia durante la pandemia è stata un po’ la pecora nera d’Europa, adottando misure molto meno restrittive rispetto al resto del mondo, consentendo agli svedesi di vivere una vita pressoché normale.
Il concerto è sold-out e non c’è da stupirsi, la band è molto popolare e amata nel suo paese di origine. Abbiamo l’opportunità di scambiare due parole prima del live con Jocke e Vic, che ci dicono essere decisamente emozionati all’idea di ricominciare a suonare in vista dell’uscita del prossimo album “Abrakadabra” da cui è estratto il primo singolo in uscita il 20 agosto “Catch Me If You Can”. Ma se avevamo sperato di sentirlo in anteprima, restiamo invece delusi.

La scaletta ripercorre i brani di maggior successo della band, come “Moonshine”, “We Don’t Celebrate Sundays”, “Liberation”, “Wild Boys”, una bellissima “Someone Special” suonata in acustico e quella che è diventata un vero e proprio anthem della band “You Can’t Kill My Rock ‘N’ Roll”: “abbiamo scritto questo brano prima della pandemia ma a distanza di tempo con tutto quello che è successo siamo fieri di poterlo dire, niente e nessuno può metter fine al rock ‘n’ roll!” dice Jocke presentando il brano prima del gran finale. Un’ora e un quarto di pura adrenalina, difficile come anticipato restare fermi davanti all’energia che sprigiona questa band, complice la voglia di ricominciare a vivere a suon di musica.

Speriamo sia solo l’inizio e che pian piano si possa davvero tornare a una vita normale fatta di concerti e festival, come eravamo abituati prima e che per gli amanti di musica come noi costituisce un vero e proprio stile di vita.

Un ringraziamento speciale alla band per essere sempre disponibile a scambiare due chiacchiere prima e dopo il concerto e alla crew che lo rende possibile. Alla prossima!

Setlist:
Intro – This Worm’s For Ennio
Moonshine
Electric Rider
We Don’t Celebrate Sundays
Liberation
My Good Reputation
WildBoys
Someone Special
Last Call For Alcohol
Above The Law

Encore:
Kick On The Upperclass
Dreamin’ In A Casket
You Can’t Kill My Rock ‘N’ Roll

 

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