Hardcore Superstar / Michael Monroe – Live Club, Trezzo d’Adda – 25 Ottobre 2015

 

Un’overdose di rock’n’roll delirante e contagioso, alcuni dei migliori performers su piazza e uno dei palchi più belli del nord Italia non potevano che dar vita ad una serata devastante.

Perdiamo per un soffio l’esibizione dei Chase the Ace in apertura, che riusciamo appena ad applaudire mentre si congedano. La serata però si preannuncia lunga e densa di emozioni,  e si comincia subito con una vera e propria leggenda vivente, Mr Monroe.

Che dire di Matti Antero Kristian Fagerholm, meglio noto come Michael Monroe, Finlandese classe 1962? Chi non lo conosce può immaginarsi una creatura da palco mitologica, metà rockstar, metà Goldie Hawn, una vera bomba atomica impregnata di adrenalina, glitter, mascara e passione fino alle punte degli stivali. Lo show di Micheal è quanto di più vicino possiate aver sperato di immaginare fantasticando sulla scena glam/sleaze dei primi anni 80 (se non siete stati abbastanza fortunati da vederla di persona).

Michael Monroe - Foto di Andrea Donati
Michael Monroe – Foto di Andrea Donati
Michael Monroe - Foto di Andrea Donati
Michael Monroe – Foto di Andrea Donati

Michael non ha solo “cantato” per noi. Ha letteralmente evaporato l’anima sul palco, ballando, camminando funambolicamente sulle transenne, suonando il sax e l’armonica a bocca, muovendosi incessantemente come se uno sciame di api lo stesse inseguendo. I suoi pezzi, alternati ad alcuni brani della sua ormai ex band Hanoi Rocks e ad alcune cover, hanno scaldato a dovere un pubblico stregato dall’adorabile mimica facciale e dalla carica inesauribile di un artista che molti nomi leggendari del rock hanno citato come fonte di ispirazione ( Guns N’ Roses, Faster Pussycat, Shotgun Messiah, Skid Row, Jetboy e lo stesso Jocke Berg durante il live degli Hardcore Superstar). Michael ha una band davvero eccellente al suo fianco, e tutti hanno contribuito a rendere davvero esplosiva una performance degna di precedere il “piatto forte” della serata.

Setlist Michael Monroe:
’78 – This Ain’t No Love Song – Trick of the Wrist – Oriental Beat (Hanoi Rocks ) – L.E.S – Man With No Eyes – R.L.F – Hammersmith Palais (Demolition 23. song) – Goin’ Down with the Ship – Got Blood? – Tragedy (Hanoi Rocks) – Malibu Beach Nightmare (Hanoi Rocks ) – Up Around the Bend (Creedence Clearwater Revival cover) – Dead, Jail or Rock ‘n’ Roll – I Wanna Be Loved (The Heartbreakers cover)

 

Jocke Berg - Foto di Andrea Donati
Jocke Berg – Foto di Andrea Donati

Ed eccoci all’ “invasione” degli Hardcore Superstar, ormai di casa qui a Milano. Come non impazzire al solo manifestarsi sul palco della presenza unica e inimitabile di Jocke Berg? Un personaggio che è durissima immaginare nella vita di tutti i giorni, quando smessi i calzettoni a righe nere e rosse e quell’aria da pirata cattivo torna ad essere una persona qualunque. Il LIVE si accende all’istante, basta l’attacco di “Sadistic Girls” per trasformare il pubblico in uno tsunami di mani al cielo. Come sempre esplosivi, ogni singolo pezzo ha quel tiro micidiale che ti costringe ad assecondarne il ritmo con almeno una parte del corpo; Adde, Martin e Vic sono davvero intenzionati a bissare l’esibizione di Michael che ha lasciato tutti sudati e contenti. Jocke si mangia il palco come un vichingo in carica brandendo il microfono e tagliando l’aria coi lunghissimi capelli neri, mentre passa dalle hit del passato ai pezzi più recenti come “Touch the sky” – più d’impatto dal vivo rispetto all’album – coinvolgendoci tutti in un’ incontrollabile bolgia esaltata. Jocke non solo salta giù dal palco a più riprese, ma ad un certo punto sparisce per ricomparire in piedi sul bancone, incitando tutti a cantare e facendo alzare la temperatura corporea media di buona parte delle ragazze nei paraggi. C’è perfino il momento ballad dall’intensità inaspettata quando Vic imbraccia la chitarra acustica e parte “Standin on the verge”; davvero un’esecuzione da pelle d’oca, in cui Jocke dimostra di avere non solo una voce unica e duttile, ma anche una sensibilità singolare nel comunicare coi suoi fans che cantano tutto il pezzo come un’unica voce in un duetto emozionante assolutamente da ricordare. Ma niente smancerie, si va avanti con altre mitragliate di rock’n’roll e il pogo selvaggio impera nelle prime file non appena attacca “Don’t Mean Shit”.

Jocke Berg e Vic Zino - Foto di Andrea Donati
Jocke Berg e Vic Zino – Foto di Andrea Donati
Jocke Berg e Michael Monroe - Foto di Andrea Donati
Jocke Berg e Michael Monroe – Foto di Andrea Donati

La vera chicca arriva quando, del tutto inaspettato, Michael viene chiamato sul palco  a duettare con Jocke su “Long way to go” di Alice Cooper: vedere due artisti del genere rendere omaggio ad un pezzo così è valso da solo il prezzo del biglietto, e lo stesso Jocke a fine applauso ringrazia Monroe commentando “now I can die” (ora posso morire).

Siamo arrivati quasi a fine scaletta, quando ecco partire una serie di gag che vedono brindisi corali con shots per tutta la band tranne per Martin, al quale va la bottiglia di Jack mezza piena; il pubblico che intona divertito “bevilo, bevilooo” intrattenendo per un attimo la band e facendo esclamare a Jocke “famiglia” con un sorriso emozionato che la dice lunga sul rispetto che questi ragazzi hanno per il loro pubblico. Infine ecco uno strampalato individuo – tale Tony – che prende ad aggirarsi sul palco smontando e sottraendo pezzi  di batteria ad Adde poco a poco, lasciandolo solo con la grancassa a guardarsi intorno divertito e sornione, giusto quel che serve per chiudere in bellezza l’ultimo pezzo. Insomma una festa per gli occhi le orecchie e le emozioni, peccato per chi non c’era, questi ragazzi hanno fatto sul serio.

Setlist Hardcore Superstar:
Sadistic Girls – Guestlist – Touch The Sky – Medicate Me – Bully – Wild Boys – Dreamin’ in a Casket – Into –  Debauchery – Standin’ on the Verge – Don’t Mean Shit – Encore – Hateful – Moonshine – Last Call for Alcohol – We Don’t Celebrate Sundays – Above the Law

 

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