Nuclear Blast Records – 2020

Ci sono band che, nonostante abbiano rilasciato una manciata di album per poi sparire dalle scene, rimangono nella mente delle persone e quando decidono di ritornare in pista generano un’attesa positiva che spesso viene ripagata da dischi che reggono bene il paragone con quelli pubblicati e incensati nel passato.

E’ il caso degli Heathen, band americana della famigerata Bay Area, che fece parlare di se verso la fine degli anni ottanta, precisamente nel 1987 con l’album ‘Breaking The Silence’, seguito da ‘Victims Of Deception’ nel 1991, due dischi di puro thrash metal assolutamente da possedere e consumare. La vita si sa non è benevola e riconoscente con tutti, e così la band americana si sciolse per ritornare nel 2010 con ‘The Evolution Of Chaos’ e oggi con il nuovissimo ‘Empire Of The Blind’ per continuare un discorso iniziato più di trent’anni fa e lasciato prematuramente in sospeso.
La formazione attuale degli Heathen comprende il chitarrista e membro storico Lee Altus assieme al cantante David Godfrey-White anch’esso in forza alla band dal primo album. Completano il cerchio Kragen Lum alla chitarra, Jason Mirza al basso e l’ultimo arrivato Jim DeMaria alla batteria.
Gli Heathen di oggi hanno mantenuto una coerenza di fondo che testimonia l’assoluta genuinità del nuovo materiale, ovviamente i suoni e il modo di porsi e di districarsi nel complicato panorama musicale odierno sono al passo con i tempi, ma non preoccupatevi, parliamo sempre di thrash metal e già questa è una buona notizia.

La tracklist di ‘Empire Of The Blind’ è composta da dodici tracce di cui tre strumentali (intro e outro e ‘A Fine Red Mist’). Tanta carne al fuoco per un disco che non deluderà i fan della prima ora e che sarà in grado di accontentare anche chi non ha vissuto l’epoca d’oro del thrash ma è cresciuto con gruppi e sonorità più moderne.

Un intro (‘This Rotting Sphere’) che sa tanto di Metallica anno 1986, e poi si parte con ‘The Blight’ e la title track. Siamo in territori puramente thrash metal, con i soliti stacchi killer, riff taglienti e ritmi incandescenti, la melodia ha il giusto spazio soprattutto nelle linee vocali davvero ben scritte ed interpretate da David White, un vocalist tra i migliori nel genere, non è mai troppo tardi per scoprirlo.
Dead And Gone’ e ‘Sun In My Hand’ invece si possono descrivere come brani più moderni (ho ritrovato alcuni passaggi e un’attitudine che mi ha ricordato i primi Machine Head), dai ritmi meno forsennati, dove comunque gli Heathen dimostrano di essere credibili e convincenti, una dimostrazione di bravura e apertura mentale, senza per questo snaturarsi.
Il thrash degli Heathen colpisce nel segno con ‘Blood To Be Let’ e ‘In Black’, altri ottimi esempi e testimonianze di una band viva e che vuole recuperare il tempo perso nel corso degli anni.
Shrine Of Apathy’ è una stupenda ballad, giusto per fare un paragone potrebbe essere accostata a ‘The Ballad’ dei Testament, una canzone molto intensa e quasi inaspettata in una scaletta così “terremotante”.
Non ci sono cali di tensione o riempitivi in questo album, ‘Devour’, la strumentale ‘A Fine Red Mist’ e ‘The Gods Divide’ rappresentano gli Heathen di oggi, un gruppo che suona senza compromessi o voglia di stupire con effetti speciali.

Empire Of The Blind’ è una delle migliori uscite dell’anno, non serve aggiungere altro se non di ascoltare questo fottuto album di thrash metal.

www.facebook.com/heathen.official

Tracklist:

1.This Rotting Sphere
2.The Blight
3.Empire Of The Blind
4.Dead And Gone
5.Sun In My Hand
6.Blood To Be Let
7.In Black
8.Shrine Of Apathy
9.Devour
10.A Fine Red Mist
11.The Gods Divide
12.Monument To Ruin

Band:

Lee Altus – chitarra
David R. White – voce
Kragen Lum – chitarra
Jason Mirza – basso
Jim DeMaria – batteria

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