Red Pony – Records Gennaio 2011

Un nuovo progetto fa capolino nel panorama dell’hard rock made in Italy. Stiamo parlando degli Hell In The Club, gruppo alle prese con il suo primo album, “Let The Games Begin”. Gli appassionati del genere di casa nostra, però, riconosceranno facilmente i membri di questo gruppo: infatti della formazione di questo recente progetto fanno parte membri dei “Secret Sphere” e degli “Elvenking”, due gruppi presenti sulle scene del panorama italiano da metà anni 90, che si son fatti conoscere ed apprezzare grazie a numerosi live in giro per la nostra penisola. Alla voce, quindi, troviamo Dave Moras (degli Elvenking), al basso Andy Buratto e alla batteria Fede Pennazzato (entrambi dei Secret Sphere”), mentre alle chitarre la maestria di Andrea Piccardi. Questo “Let The Game Begin” è chiaramente un album di sano e puro rock’n’roll, o meglio di hard rock dei tempi d’oro. Infatti chiari sono i riferimenti allo stile di “Kiss”, “Def Leppard”, “Skid Row” ed ogni altro gruppo che ha fatto la storia di questo genere tanto amato ancora oggi. L’album verrà distribuito in tutta Europa e in Giappone e ad ascoltarlo (anche solo una volta) sembra proprio che abbia tutte le carte in regola per attirar l’attenzione.

Ma, a questo punto, meglio analizzarlo un po’ più nel dettaglio, ovvero traccia per traccia.

Le danze vengono aperte con “Never Turn My Back”, uno dei brani che incarna al meglio lo spirito puramente hard rock del gruppo nostrano: trascinante sia nelle liriche che nella ritmica. A seguire “Rock Down This Place”, dal ritmo incalzante e sfrenato, che sicuramente farà scintille in sede live; davvero un pezzo che spacca. “On The Road” rispecchia in pieno i canoni classici del puro hard rock anni 80 e mette in evidenza la bella prova del vocalist, davvero energico nel cantato. Si continua sulla stessa scia dei tre brani precedenti con “Natural Born Rockers”, grintosa come poche; that’s rock’n’roll baby. Poi si riprende leggermente il fiato con la più cadenzata “Since You’re Not Here”. Spazio poi ad una cover davvero ben fatta: si tratta di “Another Saturday Night” di Cat Stevens, che mette in luce tutto lo spirito festaiolo e scatenato del gruppo. Molto accattivante, invece, il cantato di “Raise Your Drinkin’Glass”. Spietata e ruffiana sia nelle liriche che nella ritmica la successiva “No Appreciations”, che mette in risalto il bel lavoro fatto alle chitarre da “Picco”; in pratica una delle mie preferite. Poi è la volta di “Forbidden Fruit” e della successiva “Star”; questa ultima una ballad che di certo non poteva mancare in un album del genere e che almeno ci fa riprendere il fiato in attesa delle due ultime song di questo lavoro. Infatti con Day Dream Boulevard” il ritmo diventa accattivante e ruffiano come nei precedenti brani. A chiuder le danze ci pensa poi “Don’t Throw In The Towel”, caratterizzata da riff taglienti e da un ritmo energico e devastante per ricordarci che in sede live questo pezzo non lascerà di certo indifferenti.

Che dire di più di questo gruppo e del loro recente progetto? E’ un album che non ha bisogno di troppe parole, basta ascoltarlo per rendersi conto che questi “nostri” ragazzi sanno suonare e fare ancora del sano hard rock senza troppe pretese e pretesti.

www.hellintheclub.com

Tracklist:
1. Never Turn My Back
2. Rock Down This Place
3. On The Road
4. Natural Born Rockers
5. Since You’re Not Here
6. Another Saturday Night
7. Raise Your Drinkin’ Glass
8. No Appreciation
9. Forbidden Fruit
10. Star
11. Daydream Boulevard
12. Don’t Throw In The Towel

Band:
Davide “Dave” Moras – voce
Andrea “Andy” Buratto – basso
Federico “Fede” Pennazzato – batteria
Andrea “Picco” Piccardi – chitarra

Redazione
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