La diciannovesima edizione del Hellfest ha vissuto il suo gran finale a Clisson. La giornata di domenica 21 giugno 2026 ha segnato l’atto conclusivo di una quattro giorni memorabile dedicata alle sonorità più estreme del pianeta. Con ben 48 band che si sono alternate sui sei palchi del festival, la scelta per gli spettatori si preannuncia tanto ricca quanto complessa.
I cinque show da non perdere secondo la critica
President (Mainstage 2, dalle 14:20 alle 15:05)
Questo enigmatico progetto britannico, i cui membri si esibiscono rigorosamente mascherati, sta ridefinendo i confini del metalcore e del metal alternativo. Dopo aver conquistato il pubblico al Download Festival e aver registrato il tutto esaurito nella storica sala parigina Les Étoiles nel mese di gennaio, la formazione è pronta al debutto sul suolo di Clisson. Sarà l’occasione ideale per ascoltare dal vivo le tracce del loro acclamato primo EP, King Of Terrors.
Buzzcocks (Warzone, dalle 16:00 alle 16:45)
I padri nobili del punk britannico sbarcano al festival per dimostrare come la loro proposta musicale non abbia perso un briciolo della carica catartica originale. Riff taglienti ed energia cinetica saranno gli ingredienti principali di un set che promette di scatenare i pogo più intensi dell’intera area Warzone.
Pennywise (Mainstage 1, dalle 16:50 alle 17:40)
Per chi è cresciuto a pane e punk rock californiano, il quartetto di Hermosa Beach rappresenta una tappa obbligata. Attivi dal 1988, Jim Lindberg e compagni porteranno la loro tipica attitudine anarchica e i loro inni storici sul palco principale, garantendo una performance ad altissimo contenuto energetico.
Acid Bath (Valley, dalle 20:50 alle 21:50)
Si tratta senza dubbio di uno degli eventi più attesi dell’intero weekend. La leggendaria formazione sludge metal della Louisiana, la cui storia si era bruscamente interrotta nel 1997 a causa della tragica scomparsa del bassista Audie Pitre, ha annunciato una clamorosa reunion. Oltre a supportare i System of a Down in alcune date europee, la band celebrerà il proprio ritorno sulle scene proprio sotto il tendone della Valley.
Napalm Death (Altar, dalle 21:55 alle 23:10)
A quasi quarantacinque anni dalla loro fondazione, i pionieri del grindcore britannico non mostrano alcun segno di cedimento. Il loro ritorno a Clisson sul palco Altar promette di essere un assalto sonoro devastante, confermando la band guidata da Barney Greenway come un’istituzione imprescindibile della musica estrema mondiale.
I grandi protagonisti della giornata e la sorpresa italiana
La proposta di domenica 21 giugno non si è esaurita qui. I palchi principali hanno visto alternarsi colossi del calibro di The Offspring, pronti a incendiare l’arena con le loro hit storiche, e gli Architects, band di riferimento del metalcore moderno capace di performance live dalla precisione millimetrica. Grande attesa anche per i Bad Omens, collettivo che sta scalando rapidamente le gerarchie del rock alternativo internazionale grazie a un sound potente e d’impatto.
In un contesto così internazionale, spicca una presenza particolarmente significativa per la nostra scena nazionale: i Fulci. La death metal band italiana, nota per il suo tributo estetico e sonoro al cinema horror di Lucio Fulci, si è esibita di fronte al pubblico del Hellfest, confermando la crescita e l’esportabilità del metal estremo italiano all’estero.
A commentare lo spirito di questa edizione è intervenuto uno dei portavoce storici del festival, che ha sottolineato la filosofia dietro alle scelte della line-up:
Abbiamo sempre cercato di mantenere un equilibrio perfetto tra le leggende che hanno scritto la storia di questa musica e le nuove realtà capaci di innovare il genere. Questa giornata ne è la prova evidente: vedere sul manifesto band storiche insieme a progetti emergenti e realtà di culto provenienti da tutta Europa dimostra che la scena è più viva e coesa che mai.
I cancelli di Clisson si sono chiusi per l’ultimo capitolo del Hellfest 2026, un appuntamento che si è rivelato già storico.

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