Camillo Colleluori, batterista degli Hollow Haze (ma non solo), chiacchiera con me a proposito dell’ultimo lavoro della band, ’Memories of an Ancient Time’, pubblicato lo scorso giugno. Ma è ovvio che ci si soffermi anche a parlare (scrivere sarebbe meglio) della band, del rapporto con la musica e le varie fasi che portano all’icisione di un album e del metal in Italia.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Allora… l’album, ’Memories of an Ancient Time’, è uscito oramai da un bel po’ di settimane. Voi siete dei musicisti incalliti (o col callo) per la vostra professionalità e i vari progetti di cui siete parte… come vi sembra questo album così a freddo, passato un po’ di tempo dalla sua pubblicazione… o ascoltate ancora?

Camillo Colleluori:
Beh in effetti è vero…sono un bel po’ di anni che scorrazziamo nel mondo musicale,soprattutto io e Nick… ma non pensiamoci. Allora… ti dirò che nei confronti della nostra discografia tendo ad avere un atteggiamento abbastanza costante. Sono talmente dentro l’aspetto artistico della band che non mi è mai capitato, neanche dopo diverso tempo,di avere recriminazioni di nessun tipo nei confronti dei nostri dischi. ’Memories of an Ancient Time’ non sfugge certo a questa regola. E’ tanta e tale la cura che poniamo ad ogni aspetto, che ogni lavoro rappresenta il “momento” della band, sempre al massimo del suo potenziale. Non farò infatti la classica affermazione legata alla presunta superiorità dell’ultimo capitolo rispetto ad i precedenti. Con tutta l’umiltà del caso,considero tutti i lavori degli Hollow Haze, a partire da ‘End of a Dark Era’, degli ottimi dischi di cui tutti noi della band andiamo molto fieri.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Qual è l’aspetto più importante dell’album, la cosa da focalizzare prima e durante l’ascolto di questo nuovo ’Memories of an Ancient Time’?

Camillo Colleluori:
Ovviamente non c’è un aspetto preponderante rispetto ad un altro. Anzi,ti dirò. Io credo che quando uno acquista un cd ne diventa non solo il “padrone”,ma anche il secondo,definitivo “creatore”. Ognuno si rapporta ad una creazione artistica come crede,o meglio come “sente”. Ti dico questo perché anche all’interno della band stessa, ognuno se ne esce con valutazioni e osservazioni,che nella migliore delle ipotesi, non hanno minimamente sfiorato il cervello degli altri. Infatti in fase di produzione, il caos a volte prende il sopravvento… e fortunatamente siamo solo in 3!!! Nick è il Deus ex mechina della faccenda e a volte quando ci sottopone degli ascolti ci chiediamo se abbiamo ascoltato la stessa cosa… ha ha ha. Questo preambolo per dire che alla tua domanda risponderò a titolo personalissimo. Dal mio punto di vista l’aspetto principale dei nostri lavori sta nell’aspetto legato all’originalità della proposta. A questo proposito quando si parla di Heavy Metal, molto spesso leggo e sento cose totalmente ridicole. Ho letto recensioni che stigmatizzavano delle Band per essere troppo legate ai clichè del genere. Ovviamente questa regola NON vale per altre band che invece vengono spesso osannate per la genuinità della proposta proprio perché RICALCANO i clichè del genere. Del tipo… se sei originale non sei nel genere. Se non lo sei… beh non sei originale!… a volte chi scrive “di” musica dovrebbe far pace col cervello e magari studiare un po’.. .comunque. Io credo che noi riusciamo ad essere una band originale nella tradizione. Molti mi dicono che, benchè siamo evidentemente una band di Metal classico e melodico, è impossibile confrontarci a questa o quell’altra produzione… anche se le influenze sono abbastanza palesi. Considero questo il nostro principale pregio. Sai a 45 anni suonati, un po’ di dischi li ho ascoltati. Spesso si grida al miracolo artistico solo perché si è davanti a gente che NON ha ancora imparato a suonare!… ha ha ha… lo so… sono un po’ polemico. Sarà forse una deformazione professionale che mi deriva dal fatto di fare l’insegnante nella vita… però ho le netta sensazione che in certi ambiti si sia persa la capacità di considerare il reale valore di alcune proposte. Mi fermo qui… che è meglio.

Long Live Rock’n’Roll.it:
’Memories of an Ancient Time’, titolo piuttosto impegnativo ed evocativo… a quale ‘tempo antico’ vi riferite? E perché tale titolo e la successiva domanda segue (hahahah)…

Camillo Colleluori:
Il titolo si riferisce alla vicenda narrata in questo, che è il secondo capitolo di una trilogia. In realtà parla di un futuro che affonda le sue radici in passato molto remoto. Senza scendere troppo nel dettaglio, diciamo che ci ha molto suggestionato l’idea di un eterno ritorno di cività dominanti che in maniera oscura hanno sempre tirato le fila nella storia, e che hanno assogettato molto spesso lo spirito scientifico ad interessi molto meno nobili…

Long Live Rock’n’Roll.it:
…e i testi, sono curioso… chi ha scritto i testi? Avete pensato voi alla stesura oppure li avete affidati ai vostri ospiti?

Camillo Colleluori:
Questo è un aspetto curioso. Noi siamo in tre, e questo lavoro è una trilogia. Abbiamo deciso che ognuno avrebbe apportato la sua “parte” di storia in modo totalmente svincolato dagli altri. Il primo capitolo, quello legato a ‘Countdown To Revenge’, l’ho scritto io… ed è l’inizio del racconto. La seconda parte, quella attuale, l’ha scritta Nick, l’ultima sarà a carico di Dave. I testi poi sono stati divisi tra i membri dalla band, ma il canovaccio narrativo era già definito e molto preciso. Quindi non sarò io a parlarne.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Come è nata l’idea di chiamare una serie di ottime e ottimi singer a collaborare con voi? Nel precedente c’era solo un cantante semi-fisso come Fabio Lione, mentre ora una serie di ‘bellissimi’ ospiti? E nel prossimo che succederà: canterete voi, vi affiderete al coro della RAI (scherzo)?

Camillo Colleluori:
Questa è la domanda che ci viene rivolta più spesso. Faccio un po’ di chiarezza su questo aspetto. Lione non sarebbe dovuto essere “semi-fisso”. All’epoca era entrato in pianta stabile nella band,tuttavia di li a poco è stato reclutato negli Angra. Ovviamente questa cosa ha cambiato radicalmente tutti i nostri piani. Abbiamo deciso che il secondo capitolo sarebbe stato cantato a mo’ di Rock Opera, da cui i vari ospiti. Nel terzo capitolo, benchè ci sarà comunque la presenza di alcuni dei cantanti che hanno impreziosito con le proprie performance Moaat,sarà in azione la formazione Hollow Haze che poi sarà quella live… non faccio anticipazioni, ma sarà una cosa abbastanza particolare.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ma non risulta poi difficile portare questi brani dal vivo per via dei diversi cantanti? O avevate già le idee chiare prima di entrare in studio nuovamente?

Camillo Colleluori:
Avendo già risposto a questa domanda,ti tranquillizzo dicendo che abbiamo già delle date fissate in calendario. Per noi le dimensioni live-studio sono abbastanza diverse. Chiaramente,come in tutti i nostri live precedenti, ci avvaliamo della tecnologia essendo supportati da basi. Del resto essendo in tre, e non avendo un’orchestra a disposizione, non ci sono altre soluzioni al momento, e d’altro canto non accetteremmo mai di perdere le caratteristiche sonore dei nostri lavori… quindi un concerto degli Hollow Haze è molto fedele a quello che un ascoltatore fruisce su cd.

Long Live Rock’n’Roll.it:
E musicalmente prima e poi con le varie voci?

Camillo Colleluori:
Come sempre! Nick scrive i brani e poi li registriamo. Questa volta la batteria sola è stata registrata in un’altra location rispetto allo storico studio di Vicenza. Per la precisione ho registrato al Teatro delle voci, un bellissimo studio-teatro nei pressi di Treviso. Per il discorso voci,la grandissima personalità e professionalità dei cantanti in gioco, ha permesso di lavorare tranquillamente a distanza.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Il fatto che ci sia una base portante formata da tre componenti (ormai dal 2010 se non sbaglio Savio – Colleluori – Cestaro) mi fa capire che sia nato un forte legame fra di voi…

Camillo Colleluori:
Ti dirò… è l’unica cosa che realmente conta. Ognuno di noi ha la sua vita e viviamo anche abbastanza distante. Io sono l’unico che vive di musica, e sicuramente non accetterei di portare avanti un progetto di questo tipo con gente con cui non posso stare in un camper per almeno 15 giorni senza commettere qualche crimine. I periodi che abbiamo trascorso in tour, fanno parte sicuramente di qualcosa che ognuno di noi porta nel cuore… that’s all.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Mi dici un pregio ma anche un difetto di ciascuno di voi?

Camillo Colleluori:
Apparte io che non ho difetti (\m/), diciamo che le nostre personalità hanno un’ottima alchimia e questo credo sia quello che rende questa band quello che è. Pregi… Nick è un vulcano. Quando ha un’idea non c’è storia… si fa e basta.Difetti… Nick è un vulcano. Quando ha un’idea… si fa e basta! Per quanto riguarda Dave… pregi… è una persona tranquilla e positiva. Difetti… dorme troppo.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Pensando agli Hollow Haze del 2006 quelli del primo album che portava il nome della band (oppure andando indietro al 2003) e pensando agli Hollow Haze di ’Memories of an Ancient Time’ cosa è cambiato e cosa è rimasto come prima (escludendo la presenza Nick che è la costanza della band)…

Camillo Colleluori:
In realtà è cambiato molto. Secondo me i “veri” Hollow Haze iniziano con end of a dark era, benchè anche i primi due dischi mi piacciono. Tuttavia stilisticamente “il sound” definitivo è iniziato dopo. E’ evidente che l’aspetto compositivo è sempre rimasto tendenzialmente “coerente” essendo sempre lo stesso compositore. Io a Nick do il merito soprattutto di comporre avendo in mente le caratteristiche dei componenti della band. La stabilità della formazione (che fa contrasto con l’instabilità del ruolo del singer)… ha dato i suoi frutti nel tempo.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Gli italiani, sto parlando dei fan italiani, di solito sono portati a guardare all’estero, musicalmente parlando. Ma secondo voi c’è un perché in tutto ciò? In Italia ci sono tantissime band valide che non hanno nulla da invidiare a band al di là dei nostri confini eppure spesso approdano da noi gruppi anche discutibili che vengono osannati… che succede da noi?

Camillo Colleluori:
La scena Metal italiana, artisticamente è molto cresciuta. Dopo le band che hanno fatto da apripista  alla visibilità internazionale,tutto è diventato molto più professionale e di livello. Tutto tranne un aspetto. Le produzioni sono ottime sotto tutti i profili, ma i live invece sono molto al disotto degli standard. Le strutture per proporre qualcosa di originale sono pochissime e senza soldi. Quando una band vuole proporre musica propria fa difficoltà ad ottenere anche semplici rimborsi spesa, il che per un po’ va bene ma poi, inevitabilmente sancisce la fine di un gruppo. A volte la qualità non era veramente all’altezza, altre volte invece le potenzialità ci sarebbero state… Sono discorsi fatti e rifatti migliaia di volte. La gente non va a vedere i concerti delle band locali. E’ un dato di fatto… c’è poco da dire. Tribute band e cover band (contro cui non ho assolutamente nulla, visto che suono in cover band) sono quelle che ancora consentono la musica live… il resto sono mosche bianche, che quindi non fanno testo.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Bene ragazzi grazie per la vostra disponibilità… vorreste concludere voi questa chiacchierata salutando i nostri lettori  e… in bocca al lupo…

Camillo Colleluori:
Grazie mille Francesco a te ed a tutti i lettori di longliverocknroll.it… la vostra opera è molto preziosa. Ci si vede on stage…

Lunga vita al rock’n’roll…

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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