Il 27 maggio 1977 i Sex Pistols pubblicano il singolo ‘God Save the Queen’

42 anni fa i Sex Pistols davano alla luce il singolo ‘God Save the Queen’, brano percepito come un attacco alla istituzione più sacra del Regno Unito, ovvero la Regina Elisabetta II.

Ebbene sì. Il punk britannico di fine anni settanta, rappresentato principalmente dai Sex Pistols. La è quanto di più oltraggioso e anarchico ci sia in circolazione in quel momento. A testimonianza di ciò la pubblicazione del secondo singolo della band: ‘God Save the Queen’, un vero attacco alla Regina Elisabetta II. Un vero e proprio attacco poichè il titolo è uguale a quello dell’inno nazionale Del Regno Unito, per non parlare della copertina in cui l’immagine di Elisabetta è coperta dal titolo dalla canzone…. Non impelaghiamoci poi nella lettura del testo…

Johnny Rotten, il turbolento frontman delle pistole sexy per eccellenza, rimarrà stupito a causa delle ripercussioni negative dopo la pubblicazione. 

Tutti contro di noi, non capisco il perchè

Fatti

Il brano viene pubblicato nella settimana dei festeggiamenti per il 25esimo anni di regno della Regina Eisabetta II, il Silver Jubilee, e riesce a vendere circa 60.000 copie. Durante i festeggiamenti i Pistols ottengono il permesso di celebrare a modo loro il giubileo della regina. La band affitta un battello andando in lungo e in largo sul Tamigi e suonando le note ‘God Save the Queen’. Arrivati a Westminster la barca viene bloccata e i Pistols sono arrestati assieme al loro manager e parte dello staff.

Molti dei vinili pubblicati dall’etichetta di allora, A&M, furono distrutti proprio dalla label. Sono poche le copie del ’77 in circolazione.

Da ricordare anche un attacco nei confronti di Johnny Rotten. Un attacco compiuto da irriducibili monarchici che tentarono di accoltellare il cantante, riuscendolo solo a ferire ma procurandogli il taglio di due tendini della mano sinistra!!!

Considerazioni…

La Regina Elisabetta è ancora al suo posto, i Sex Pistols sono nella storia della musica e della moda…

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X