In Flames – Daniel Svensson, Intervista 2007

Ci sono giornate in cui gli artisti devono per lavoro e per piacere concedersi a noi, fan, accaniti sostenitori, amanti e appassionati, e parlare, nonostante la stanchezza, degli ultimi lavori e promuovere così la propria band e il sudato prodotto. Oggi ci capita di incontrare a Milano Daniel Svensson, batterista degli In Flames e con lui divertirci a chiacchierare…

Long Live Rock’n’Roll:
Bene Daniel, come hai trascorso la giornata qua a Milano?

Daniel Svensson:
Da quando siamo arrivati da Madrid… molto lavoro e molte interviste…

Long Live Rock’n’Roll:
Cominciamo subito parlando del nuovo album “A Sense Of Purpose” in uscita ad Aprile. Vuoi introdurlo tu stesso ai fan storici degli In Flames?

Daniel Svensson:
Dunque, penso che se si prendessero singolarmente le canzoni estraendole dall’album, chiunque potrebbe capire immediatamente che sono canzoni degli In Flames. Se consideriamo i tre elementi fondamentali che contraddistinguono da sempre la nostra band, ovvero melodia, passione e dinamica e li mettiamo insieme in un mix perfetto… bene… penso che questo sia senza dubbio il miglior album mai prodotto dagli In Flames! E’ inoltre la produzione più imponente ed elaborata della nostra storia.

Long Live Rock’n’Roll:
So che avete terminato la lavorazione dell’album negli USA…

Daniel Svensson:
E’ vero! La maggior parte del lavoro però è stata fatta nel nostro studio in Svezia, il che significa che abbiamo potuto spendere moltissimo tempo lavorando su ogni aspetto relativo al suono ed al tipo di risultato che volevamo raggiungere. Spesso si ha il problema di dover prenotare uno studio… Di solito hai abbastanza tempo, ma a volte succede di non averne a sufficienza per dedicarsi alle sfumature, ai dettagli. Per esempio io ho potuto dedicarmi per 4 settimane esclusivamente al mio strumento, cercando di ottenere il risultato migliore possibile dalla batteria.

Long Live Rock’n’Roll:
4 settimane!!!

Daniel Svensson:
Sì. Avevamo deciso insieme prima di entrare in studio che la produzione di questo disco doveva essere massiccia. Per questo abbiamo potuto dedicare così tanto tempo alla ricerca del suono perfetto, della soluzione musicale perfetta… E’ stato come essere in un laboratorio e tutti abbiamo potuto sperimentare e lavorare insieme sui pezzi. Eravamo insieme, tutti e 5 i membri della band, a provare e registrare nello stesso studio. Accadeva troppo spesso che non riuscissimo ad essere in studio tutti insieme per poter lavorare come una squadra…

Long Live Rock’n’Roll:
Questo però non appariva nei video estratti da “Come Clarity”, che anzi sembravano mostrare un’atmosfera da “Garage Days”…potenti e belli da vedere!

Daniel Svensson:
Sì, il fatto è che quando suoniamo ci divertiamo tantissimo e ci trasformiamo in una unità…da 5 persone diventiamo una cosa sola! Quindi registrare insieme ci ha permesso di approfondire e curare ogni minimo dettaglio… molto probabilmente è stato l’album durante la cui registrazione ci siamo divertiti di più.

Long Live Rock’n’Roll:
E’ bello sentire che vi divertite…è una buona notizia…

Daniel Svensson:
Certo! Non vedo il motivo di essere troppo seriosi, penso sia stupido…insomma devi divertirti se vuoi comporre buona musica!

Long Live Rock’n’Roll:
Ho potuto ascoltare l’album ieri per la prima volta… l’ho ascoltato una quindicina di volte per provare a conoscerlo bene, ma purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di leggere i testi e le parole. Il titolo dell’album ha un’accezione positiva, ma sia la copertina che la musica richiamano alla mente anche molta malinconia. C’è molta melodia è vero, ma non colgo in essa messaggi positivi. Quindi volevo chiederti… di cosa parlano i testi?

Daniel Svensson:
Nell’album c’è molta melodia, ma non penso che sia malinconica… E’ vero, ci sono dei brani con melodie malinconiche, ma se analizziamo l’album nella sua interezza c’è molta più positività che non nei lavori precedenti. C’è molta più malinconia in Soundtrack To Your Escape, per esempio. Forse in A Sense Of Purpose le parole sono positive in quei momenti in cui la musica invece non lo è… I testi sono incentrati sulla vita nella società di oggi, con tutta la sua programmazione, che può diventare frustrante. Per esempio ti svegli alle 7 di mattina, vai al lavoro, torni dal lavoro alle 5, vai a prendere i figli a scuola, ceni, vai a dormire, ti svegli alle 7 di mattina…

Long Live Rock’n’Roll:
Giorno dopo giorno…

Daniel Svensson:
Esatto! E tu non dovresti fare altro che fermarti…e riflettere su quello che vuoi fare veramente della tua vita! E non sottostare a quello che gli altri vogliono che tu faccia…anzi, che hanno programmato che tu faccia! Tutto questo non è naturale, è anormale se posso dire così…i testi ruotano soprattutto attorno a questo argomento!

Long Live Rock’n’Roll:
Volete spronarci ad essere più introspettivi, a guardare dentro noi stessi per capire insomma quello che vogliamo fare veramente…

Daniel Svensson:
Sì, perché altrimenti ci si ritrova a recitare una parte che non è la nostra…a vivere la vita di qualcun altro. C’è una canzone che si intitola The Mirror’s Truth: è decisivo quando ci guardiamo allo specchio, perché lo specchio non mente mai! E da quella immagine non puoi fuggire… questo è il mio modo di interpretare i testi del nuovo album.

Long Live Rock’n’Roll:
La copertina tende al grigio, ma se tu dovessi dare un colore a questo album?

Daniel Svensson:
Rosso! Assolutamente rosso, il colore della passione…un colore forte e distinto…e l’album a me sembra pieno di energia.

Long Live Rock’n’Roll:
Nelle 12 canzoni si trovano tonnellate di riff, sembra che la vostra fantasia creativa non abbia mai termine…

Daniel Svensson:
Sai, si può lavorare molto anche su un riff solo:si può modificare, riciclare. Puoi modificarne piccoli dettagli, puoi lavorare a tutto quello che gira attorno al riff stesso, tutti gli arrangiamenti possono essere variati. Puoi comporre un semplice riff, ci puoi lavorare sopra e trasformarlo in qualcosa di molto interessante. Usare elementi differenti, lavorare sulla sua dinamica, cambiare ritmo e accento. Le possibilità sono infinite… penso che noi abbiamo scoperto il segreto!

Long Live Rock’n’Roll:
Bèh, allora non rivelarlo a nessuno… neanche a me!

Daniel Svensson:
No, no, non ci penso neanche! (ridiamo…)

Long Live Rock’n’Roll:
Parliamo di te… hai introdotto elementi nuovi alla batteria? Il tuo è uno stile diretto ed elegante… dobbiamo aspettarci qualche sorpresa?

Daniel Svensson:
Come ti dicevo ho potuto dedicare 4 settimane alla registrazione, e questo mi ha permesso di svolgere un lavoro approfondito. Quando ascolto gli album precedenti mi capita sempre di pensare: ”Ecco, in questo punto potevo fare di meglio!”. Se una persona analizza il proprio lavoro arriva sempre alla conclusione che qualcosa di più si poteva fare, qualcosa di meglio. In questo album ho potuto dedicare moltissimo tempo ad ogni aspetto della batteria, ad ogni piccolo suono o sfumatura, ad ogni battuta , ad ogni accelerazione… Non sto svalutando quello che ho fatto in precedenza, anzi: il passato è passato, e in ogni momento credo di aver fatto le scelte giuste per il periodo che stavo vivendo, per come concepivo la musica in quel preciso istante. Ma il desiderio di migliorarsi ed evolversi deve essere costante e quindi ti ritrovi a pensare a come una canzone potesse essere suonata in una maniera differente, perché questo è il segreto per migliorare e crescere nel tempo. Puoi dunque suonare la batteria in maniera differente e migliorare la canzone stessa…il rischio è magari di sbagliare direzione e rovinare il lavoro originale. Per quanto riguarda il mio stile, penso si possa cercare di impressionare il pubblico, ma se il tuo unico intento è quello di mostrare a tutti quanto sei bravo e virtuoso, puoi perdere di vista l’obiettivo più importante…e cioè che la canzone deve suonare il meglio possibile! Se suoni “troppo” uccidi la canzone stessa…

Long Live Rock’n’Roll:
Un brano in particolare mi ha colpito: “The Chosen Pessimist” …è una canzone intima ed ipnotica, qualcosa di assolutamente nuovo per voi…

Daniel Svensson:
E’ vero…inoltre non avevamo mai composto una canzone di 8 minuti, le altre canzoni durano tutte tra i 3 e i 4 minuti. Per noi risulta molto efficace comporre musica metal utilizzando la classica struttura pop, ovvero intro-strofa-ritornello e così via. In questo caso invece abbiamo deciso di fare qualcosa di totalmente nuovo per noi, qualcosa che non avessimo mai fatto prima, quindi abbiamo stravolto tutte le regole su cui ci basiamo di solito per comporre canzoni per vedere come avrebbe funzionato. Oltretutto avevamo già composto canzoni a sufficienza per pubblicare un album. Per questo pezzo abbiamo lavorato molto sulle emozioni e sui sentimenti e questo ci ha fatto molto appassionare mentre la componevamo.

Long Live Rock’n’Roll:
Tra l’altro nonostante la lunghezza la canzone scivola via molto facilmente… non ci si accorge che siano passati ben 8 minuti…

Daniel Svensson:
Esatto… credo sia l’aspetto fondamentale di questo brano, anche perché non avevamo deciso a prescindere che dovesse durare così tanto…

Long Live Rock’n’Roll:
Quest’estate suonerete in Italia… ci saranno molti pezzi del nuovo album in scaletta?

Daniel Svensson:
Certo… sta diventando sempre più difficile stabilire una scaletta visto che abbiamo al nostro attivo ormai 9 album. Ma nel momento in cui pubblichiamo qualcosa di inedito il nostro desiderio è sempre di mettere in scaletta almeno 4 o 5 pezzi nuovi e cercheremo di amalgamarli ai brani del passato nel miglior modo possibile.

Long Live Rock’n’Roll:
Io mi sono sempre chiesto come facciano le band che hanno molti dischi all’attivo a scegliere i brani da eseguire e quelli invece che rimarranno esclusi dallo spettacolo…

Daniel Svensson:
La risposta è che è impossibile! Devi mettere d’accordo i componenti della band… ma non solo… devi anche cercare di fare quello che piace al pubblico…ci sono pezzi storici che dobbiamo suonare comunque pensando a quelle persone che magari sono 10 anni che aspettano di vederci dal vivo e per i quali magari quello rimarrà l’unico show degli In Flames nella loro vita! Diciamo che per noi è fondamentale impostare una scaletta che permetta allo show di durare un paio di ore… siamo soliti suonare un’ora e 40…ma penso che estenderemo la durata dei nostri concerti a 2 ore circa. Penso che basti…

Long Live Rock’n’Roll:
Come vi sentite prima di salire sul palco?

Daniel Svensson:
Qualche ora prima dello spettacolo ti senti come se stessi andando in ufficio… insomma credo sia la stessa cosa, è il mio lavoro. Poi quando si avvicina il momento, quando cominci a sentire la folla che ti attende… in quel momento le sensazioni sono diverse ed è sempre eccitante. Ma quando cominciamo a suonare la band si trasforma in un’entità unica e lo spettacolo ha inizio!

Long Live Rock’n’Roll:
C’è il tempo solo per un ultima domanda: vuoi dire qualcosa ai nostri lettori…

Daniel Svensson:
Sì, vorrei dire che ci sono mancati molto gli italiani! Oltretutto io adoro suonare ai festival d’estate ma non partecipiamo ad un evento di questo genere in Italia dal 2000, se non sbaglio era il Gods Of Metal e la cosa ci rende entusiasti per il contesto in cui si svolge, ovvero l’Italia e la sua gente così appassionata! Poi probabilmente torneremo in Italia con un tour tutto nostro in autunno.

Saluto e ringrazio Daniel Svensson, in attesa di vederlo quest’estate suonare con i suoi In Flames all’Evolution Festival 2008.

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