Electric Valley Records – dicembre 2025
Come poter mai pensare, credere, supporre che quello che è considerato il suono del secolo si stia per estinguere, esaurire, smorzare. Ogni qualvolta l’orizzonte musicale si popola di artisti talentuosi, la premessa del declino si dissolve al pari della neve esposta al calore del sole. È da questa luce, dal calore della gente fiera e robusta che proviene dalla Sardegna, che emergono i quattro artefici noti come INDIGOSAUR.
Il loro primo lavoro, COSMIC CENSOR, si propone come momento e compendio di hard rock che evoca lo stile maestoso degli anni settanta. La matrice sonora è caratterizzata da tonalità gravi, le quali tuttavia sono arricchite da aperture che conducono l’ascoltatore verso tempi, luoghi e spazi singolari e importanti. Si riesce ad afferrare sentori di una primordiale e basilare atmosfera heavy di classica matrice, sapientemente innestate su sottofondi manipolati per ottenere soluzioni lisergiche che dilatano la percezione ed espandono il tessuto emozionale. Ma altri momenti sonori si innestano in questi momenti di musica.
COSMIC CENSOR viaggia oltre la mera espressione sonora, poiché l’album pone la condizione umana al centro di una riflessione artistica profonda. Tale osservazione o valutazione è intessuta tra le maglie della mitologia e l’imponente raffigurazione di fenomeni astronomici. Nonostante il potente dinamismo e il dissenato vigore che permeano l’aspetto sonoro, il senso profondo espresso si arricchisce di riflessioni pessimistiche sull’esistenza, pur fondendosi con struggenti e profondi battiti di sospiri indulgenti.
Il lavoro manifesta un crescendo continuo, uno sviluppo spesso imprevedibile. La progressione è di natura spaziale, capace di trasportare l’anima oltre il singolo confine delle emozioni e delle sensazioni terrestri. Le melodie vocali si fondono in un abbraccio indistruttibile con riff granitici, mentre la sezione ritmica funge da battito pulsante accomagnando aperture strumentali dinamiche e momenti di austera riflessione.
Tra i brani che si distinguono per la loro diversità potente si pongono in evidenza FANGS, FIERY ENGINE, TITANIA, THE WAGE, COLD KIND OF SADNESS, e GARDEN BLAST. Ciascuna traccia conferma l’autenticità e la potenza di un debut così profondo, autentico, potente. COSMIC CENSOR si presente quindi come un lavoro da scoprire attraverso sonorità dure e linee melodiche che si spingono in luoghi inesplorati e procedendo sempre più avanti, semère di più, certificando così la vitalità inarrestabile del rock’n’roll, quello vero!
Tracklist:
1. Garden Blast
2. Titania
3. Fiery Engine
4. Never at Ease
5. Fangs
6. The Wage
7. Fellow Astronaut
8. Cold Kind of Sadness
9. Falling Days
Band:
Nicholas Crozier: voce
Gianni Pintus: chitarra
Ivano Caria: basso
Lorenzo Alrifai: batteria

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