Intervista a Kristoffer Vold (Dismal Euphony, Mëkanïk, Lydia Laska)

Riportiamo di seguito la nostra chiacchierata con Kristoffer Vold, ex batterista dei Dismal Euphony – autori a metà anni novanta di un ep omonimo e di un album, “Soria Moria Slott” nei quali miscelavano al black metal norvegese influenze classiche e folk – e dei Mëkanïk, attualmente nei Lydia Laska.

(English version below)

Buonasera Kristoffer, e benvenuto su Long live rock’n’roll!

Ciao, grazie molte!

Cominciamo dall’inizio, e quindi dai Dismal Euphony.

In che anno si forma la band, e in quali circostanze? Quali erano i vostri ascolti dell’epoca? A chi vi ispiravate?

Direi che ci siamo formati durante un viaggio in montagna nel 1991. Ole e io avevamo 13 anni, e ad un certo punto eravamo sotto una cascata che scorreva sulle nostre teste mentre gridavamo “close to death”, questo divenne il titolo della nostra prima canzone. Ascoltavamo i vecchi Kreator (“Pleasure to kill” era, ed è ancora, uno dei miei dischi preferiti), Slayer, Sepultura (specialmente “Morbid Visions” e “Schizophrenia”), Morbid Angel e Obituary, e naturalmente Metallica. Personalmente ascoltavo anche i Kiss settantiani, i Dead Kennedys e un sacco di cose degli anni Sessanta e Settanta che i ragazzi più grandi copiavano sui nastri per me, il primo Alice Cooper e i dischi dei Deep Purple che trovai sorprendentemente nella collezione di vinili di mio padre. E “Swordfishtrombones” di Tom Waits (in realtà considerammo di fare una cover della prima canzone di quell’album)… generalmente ogni cosa di interesse più o meno macabro!

Il vostro demo e il primo ep escono nel 1995, in piena esplosione del black metal norvegese.
Che atmosfera si respirava in Norvegia nei due anni successivi alla morte di Euronymous? Ritenete vi abbia influenzato, oppure no?

Avevamo molto poco a che fare con l’intera scena di Euronymous visto che vivevamo nella parte opposta del paese, ed avevamo circa 10 anni in meno di loro. Ricordo di aver ascoltato “Deathcrush” a casa di Dolgar (Gehenna) un paio di anni prima, mi ha mostrato un sacco di gruppi interessanti prima ancora che sapessi cosa fossero il black e il death metal. Suppongo fosse intorno al 1989 o qualcosa del genere. Ricordo di aver studiato le copertine, e mi piacque molto questo nuovo brutale e sporco mondo della musica estrema. Solo un paio d’anni dopo, attraverso gli Slayer magazine e il tape trading, abbiamo avuto modo di conoscere l’underground internazionale e tutto il resto. Abbiamo vissuto nella nostra piccola bolla per molti anni.

Ad un certo punto, quando alcune black metal band sembravano essersi assopite, nel 1996 voi e i Limbonic Art avete portato una ventata di novità e di rinnovato spirito. Cosa é successo poi? Cosa non ha funzionato? La strada di unire musica sinfonica e folklore norvegese nel black metal in modo così pomposo, come avete fatto, non vi convinceva più?

Non ho ben capito a cosa ti riferisci. Se intendi gli anni DOPO il 1996, penso che si trattasse solo di esplorare nuove idee, passare a territori inesplorati. Nel nostro mondo abbiamo solo pensato a espandere le nostre influenze e muoverci verso più grandi e pomposi territori, ahahah! Sai, muovendoci nello spazio invece di soffermarci nelle antiche foreste del folklore norvegese. Abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo dopo il nostro primo album, poiché avevamo usato TUTTE le nostre idee per quello. Per il capitolo successivo abbiamo quindi riconsiderato tutto, iniziato a scrivere in inglese e persino usato una drum machine. Avevamo perso anche il luogo dove provavamo, quindi la maggior parte delle nostre prove per “Autumn Leaves” sono state fatte in acustico, in seguito abbiamo fatto delle demo a casa di un amico per verificare se le canzoni funzionassero con la batteria e le chitarre fuzz. Oltre a questo entrarono anche due nuovi membri nella band, i quali colorarono un po’ il suono.

In “Soria moria slott” è evidente l’influenza del folklore norvegese, di Grieg e del barocco italiano (Albinoni): cos’altro vi ha influenzato nello scrivere quel disco? Come mai la Napalm Records decise di stravolgerlo completamente rispetto all’idea originaria?

É vero, al tempo ascoltavamo moltissima musica drammatica, classica e colonne sonore (ho anche provato a fare una versione di “Gloria” di Vivaldi dal film “Runaway Train”. Quella registrazione è ancora un dannato capolavoro, specialmente il coro russo la rende molto agghiacciante). Siamo stati influenzati anche da escursioni nella natura, dai vecchi pittori romantici nazionali e dalla Norvegia pre-cristiana. Paesaggi desolati e umani insignificanti nella natura selvaggia. Pensieri di isolamento volontario e allontanamento dalla società moderna, quel genere di cose.

La Napalm Records ha rifiutato di utilizzare la copertina che le abbiamo spedito, un dipinto in bianco e nero di Vibeke Tveiten. Rappresentava una betulla da vicino, con sangue rosso scuro che usciva da una ferita nell’albero. La Napalm pensava che fosse troppo astratta e che non avrebbe venduto. Hanno anche rifiutato di pagare il conto in studio quando hanno ascoltato il mix originale, costringendoci a remixare tutto per renderlo più ascoltabile o giù di lì. Entrambe cattive scelte a posteriori, ovviamente: sia la nuova copertina photoshoppata sia il mix ovattato si sono rivelati davvero fuori luogo rispetto alle nostre intenzioni originali. Questo è il motivo per cui infine abbiamo deciso di farlo uscire nella versione corretta nel 2016, quando abbiamo pubblicato il mix originale su vinile con una copertina raffigurante un dipinto in bianco e nero della natura della costa occidentale norvegese. Grazie mille a Danny Larsen che ha capito il progetto e ha fatto un ottimo lavoro con la cover. E, naturalmente, abbiamo incluso quei vecchi loghi che non abbiamo mai usato in passato, per dare un tocco in più di nostalgia e “artigianalità”. Finalmente l’album è diventato quello che sarebbe sempre dovuto essere.

In contemporanea all’uscita del vostro primo album, alcuni nomi “storici” del genere (come anche diverse nuove bands) si distaccavano musicalmente da quanto prodotto in precedenza, introducendo altri elementi (musica classica, folklore, musica sperimentale) o finendo addirittura sull’ambient. Secondo te quale fu il motivo?

Suppongo si chiami progresso. C’era già una grande varietà tra le band dei primi anni Novanta, e da lì c’è stata un’escalation. Ogni band aveva un suono distinto o almeno un modo molto personale di creare musica, e lo si può sentire nei primi Enslaved, Ulver, Satyricon, ecc. C’era molta creatività, apparentemente ognuno ha esplorato gli estremi di quello che potevano fare nel loro genere musicale. Personalmente ho amato la cosa, e ho apprezzato l’imprevedibilità di gruppi come Arcturus, Fleurety e Dødheimsgard.

Viste le poche notizie al riguardo, puoi raccontarci cosa successe alla band dopo il secondo album e il vostro drastico cambio di stile? Quale fu il motivo del vostro split – up?

Per dirla in modo semplice: siamo andati in pezzi. Non voglio davvero entrare in tutti i dettagli qui (e ho dato la stessa risposta proprio ora ad una ‘zine russa), ma fondamentalmente è così. Dunque, quando Keltziva è uscita dalla band, dovevamo trovare una nuova cantante, giusto? E poi avevamo firmato per la Nuclear Blast, la quale ci mandò in uno studio professionale in Germania (troppo professionale e laccato per i nostri gusti, hanno reso il nostro sound molto “preciso”, e lo odiavo). Tutto ciò ci ha fatto sembrare ben diversi da prima… ma se tu avessi ascoltato i nastri delle prove dal 1998, poco prima di registrare “All little devils”, avresti sentito che non avevamo cambiato molto il nostro stile, ma siamo finiti in uno studio che voleva cancellare tutti gli “errori” e ripulirci per la Nuclear Blast. Bleah. Ancora oggi non riesco ad ascoltare quell’album, non suona come noi volevamo, ma come una band qualsiasi. Ho una scatola piena di vecchi nastri di prova che giacciono in soffitta, e un giorno ne pubblicheremo alcuni su vinile insieme alla demo del 1995 – se il suono è decente – ahahah! So che ci sono alcune prove dal 1994 complete di tastiere di Elin ma, per quanto possa ricordare, non ci sono le vocals di Keltziva su di esse. Ora devo solo trovare un registratore a cassette, e come un certo Louis dice: let’s find out!

Sei rimasto nell’ambiente musicale dopo l’esperienza con i Dismal Euphony, raccontaci dei tuoi progetti successivi e di quelli attuali. Cosa bolle in pentola? Progetti futuri?

Sì, sono stato sempre ossessionato dalla musica, per quanto io possa ricordare. Dopo aver terminato l’esperienza Dismal Euphony, ho fondato una band metal/ prog rock settantiano chiamata Mëkanïk insieme al futuro cantante dei Lydia Laska. Abbiamo registrato tre strane canzoni insieme a Sanrabb dei Gehenna nell’estate del 2000, ed erano un segreto ben custodito fino a quando non sono state rilasciate come EP su Duplicate Records nel 2007 (in realtà è uscito nel 2008, ndr). Presumo che l’EP sia ancora poco noto, ma spero che un giorno finirà su vinile perché sono piuttosto orgoglioso di alcune delle canzoni, e l’intero mini è stato registrato su nastro analogico e con attrezzature solo degli anni Sessanta e Settanta. Alle mie orecchie suona perfettamente, e merita il trattamento analogico. Immagino che dovremmo fare uno split 12 “con qualcuno, perché i Mëkanïk sono davvero troppo sconosciuti, heheh…

Comunque, dal 2002 il mio mondo musicale riguarda principalmente la mia attuale band Lydia Laska. Noi suoniamo un mix di punk rock, metal e tutti i generi che ci piacciono. Penso che abbiamo un suono molto distinto che è un po’ difficile da descrivere. E quindi difficile da vendere, hah! Non lo rendiamo facile di nostra volontà, e non ci interessa farlo. Vogliamo solo fare grandi canzoni, e nessun filler. Abbiamo pubblicato il nostro nuovo album “Ego Death” nell’ottobre 2018 e presto pubblicheremo del nuovo materiale e, presumiamo, un video musicale attraverso Edged Circle Productions. Ci dedichiamo costantemente a nuovo materiale, quindi non hai ancora ascoltato il nostro ultimo lavoro. Oltre a Lydia Laska ho altri progetti musicali, tra cui un gruppo di thrash metal / Motörhead oriented chiamato Deathtox con il chitarrista dei Lydia Laska, Jacques Matt, e Bored dei Waklevören/Trashcan Darlings. Proviamo una cosa come tre volte l’anno, ed è sempre un piccolo divertente alcoholocaust (proprio così ha detto, e io lo riporto integralmente, ndr). Un giorno pubblicheremo qualcosa, ma tutto è molto lento in quel versante; quindi, nel mezzo di tutto ciò, creo musica da spaghetti western e stili correlati in un progetto chiamato Bacon Boys, e ho curato l musiche per un film in uscita chiamato “They Came”. Collaboro anche con altri artisti, oltre a creare musica per me stesso che non condivido in giro. In passato ho suonato la batteria per NettleCarrier (il primo 7″), il basso per Ljå e alcune piccole cose qua e là. Musicamusicamusicamusica… yeah!

Ho avuto modo di ascoltare qualcosa dei Lydia Laska, e ho notato una robusta influenza dei The Stooges, giusto? Inoltre vorrei chiederti se avete intenzione di esibirvi dal vivo oppure no.

GIUSTO! Adoriamo i fottuti Stooges e i Velvet Underground. I due pilastri di Lydia Laska. Non suoniamo dal vivo da quasi 9 anni, uno degli ultimi concerti è stato con i Kvelertak nella nostra città natale di Stavanger nel 2010. È un po ‘complicato, ma sostanzialmente non siamo davvero interessati a viaggiare in un piccolo furgone e suonare 30 minuti di concerto per niente. Siamo diventati i Darkthrone del punk rock, e preferiamo creare nuove cose invece di fare molte prove per suonare un sacco di vecchie canzoni. Chi lo sa? Se la durata del set sarà adeguata, e le sensazioni saranno quelle giuste, potremmo fare un unico concerto per verificare se ci dà qualcosa di diverso dai capelli grigi e dall’innervosirci reciprocamente. Per ora non siamo davvero interessati. Invece puntiamo a fare molti video per il nostro ultimo album. Penso che abbiamo già pubblicato quattro video da “Ego Death”, e un altro uscirà presto.

Visto che ormai è passato un po’ di tempo dall’uscita, approfitto per chiederti un parere: hai visto il film “Lord of Chaos”? Se si, che ne pensi?

Sì, fa veramente schifo! Naturalmente l’ho scaricato, dovevo vedere questa cosa raffazzonata. Cattiva recitazione, casting orribile e un mucchio di stronzate come bere latte al cioccolato durante l’infame omicidio di Euronymous. Davvero stupido, ma il film è stato una sorta d’intrattenimento in qualche modo bizzarra. Il problema più grande però è che il black metal è FEELING, e quel feeling non era affatto presente nel film… ma ehi! Nessuno ha pensato che sarebbe stato grandioso comunque, e a chi importa davvero. La cosa migliore è che il Conte è stato interpretato da un grasso ebreo con una risata davvero fastidiosa 🙂

É tutto, non ho altro da chiederti. Ti ringrazio per la disponibilità, e a te l’ultimo saluto per i nostri lettori!

Bene, grazie A VOI!

Se qualcuno è interessato a mettere le sue manacce su “Soria Moria Slott” in vinile con copertina gatefold, stampa con lamina argentata, il mix originale, rimasterizzato per vinile ecc., non esiti a contattarmi su Discogs (Voldswagen), o attraverso la pagina facebook dei Dismal Euphony. Non sono rimaste molte copie, e posso autografarle su richiesta.

Per favore non rimanete ancorati al passato, date un ascolto ai Lydia Laska visto che ci siete! Grazie ancora, e lunga vita al rock’n’roll!

Foto credits: Martine Petra e Egil Arntzen

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English version

Good evening Kristoffer, and welcome to Longliverock’n’roll!

Hi, thanks a lot!

Let’s start from the beginning, and then from Dismal Euphony.

When does the band form, and under what circumstances? What did you listen to at the time? To whom did you inspire yourself?

I’d say we formed during a mountain trip back in 1991. Ole and myself were 13 years old, and at one point we stood under a waterfall thundering down our sculls while we screamed “close to death” which became the title of our very first song. We listened to old Kreator (“Pleasure to kill” was, and still is a big favourite), Slayer, Sepultura (especially “Morbid Visions” and “Schizophrenia”) , Morbid Angel and Obituary, and of course Metallica. Personally I also listened to seventies Kiss, Dead Kennedys and a lot of sixties and seventies stuff that older guys copied to tapes for me, and old Alice Cooper, and Deep Purple records I surprisingly found in my father’s vinyl collection. And “Swordfishtrombones” by Tom Waits (we actually considered doing a cover of the first song from that album)… generally anything of more or less macabre interest!

Your demo and the first ep come out in 1995, in full blast of Norwegian black metal.
What was the atmosphere in Norway in the two years after Euronymous died? Do you feel influenced, or not?

We had very little to do with the whole Euronymous-scene as we lived in the opposite side of the country and we were like 10 years younger than them. I remember checking out “Deathcrush” at Dolgar’s (Gehenna) place a couple of years earlier, he showed me a lot of cool bands before I even knew what black and death metal was. I guess it was around 1989 or something. I remember studying the covers and enjoying this whole new brutal and dirty world of extreme music. Only a couple of years later, through Slayer magazine + tape trading, we got to learn about the international underground and all that. We lived in our own little bubble for many years.

At a certain point, when some black metal bands seemed to have fallen asleep, in 1996 you and the Limbonic Art brought a breath of novelty and renewed spirit.
What happened then? What didn’t work? The road to combining Norwegian symphonic music and folklore in black metal so pompously, as you did, didn’t convince you anymore?

Not sure what you mean here? If you mean the years AFTER 1996 I think it was all about exploring new ideas, moving on to unchartered territories. In our world we just thought of it as expanding our influences and moving on to even bigger and more pompous territories, hahaha! You know, moving up into space instead of dwelling in the old forests of Norwegian folklore. We had to start all over again after our first album, as we had used ALL our ideas for that one. So for the next chapter we reconsidered everything, started writing in English and even used a drum machine. We had lost our rehearsal place too, so most of our rehearsals for “Autumn Leaves” were done acoustically. We did some demos at a friend’s place to check out if the songs worked with drums and fuzz guitars. In addition to that we also got two new members that colored the sound a bit.

In “Soria Moria Slott” the influence of Norwegian folklore, Grieg and Italian baroque (Albinoni) is evident: what else has influenced you in writing that record? Why did Napalm Records decide to completely distort it with respect to the original idea?

It’s true, at the time we were into a lot of somber, classical music and film scores (I even tried to make a version of Vivaldi’s “Gloria” from the movie Runaway Train. That recording is still a bloody masterpiece, especially that Russian choir makes it very chilling). We were also influenced by nature hikes, old national romantic painters and pre-christian Norway. Desolate landscapes and insignificant humans in the wilderness. Thoughts of self chosen isolation and moving away from the modern society, that kind of thing. Napalm Records refused to use the cover we sent them, a black and white painting by Vibeke Tveiten. It pictured a birch up close, with dark red blood coming out of a wound in the tree. Napalm thought it was too abstract, and that it wouldn’t sell. They also refused to pay the studio bill when they heard the original mix, forcing us to remix the whole thing to make it more listenable or whatever. Both of them bad choices in hindsight, of course, and both the new photoshop cover and dulled down mix turned out really lame compared to our original intentions. That’s why we finally got to set it straight in 2016, when we released the original mix on vinyl with an organic black and white painting of Norwegian west coast nature. Thanx a million to Danny Larsen who understood the project, and did an amazing job with the cover. And of course, we got to include those old logos we never used back in the day, just as a little extra touch of handcraft and nostalgia. Finally the album became what it was supposed to be all along.

Simultaneously with the release of your first album, some “historical” names of the genre (as well as several new bands) were musically different from what was previously produced, introducing other elements (classical music, folklore, experimental music) or even ending up on ambient music. What do you think was the reason?

I guess it’s called progress. There was already great variation between the early nineties’ bands, and it just escalated from there. Every band had a distinct sound or at least a very personal way of creating music, and you can hear it in early Enslaved, Ulver, Satyricon etc. There was a lot of creativity, seemingly everybody explored the extremes of what they could do in their little corner of the genre. Personally I loved it, and enjoyed the unpredictability of bands like Arcturus, Fleurety and Dødheimsgard.

Given the little news about it, can you tell us what happened to the band after the second album and your drastic change of style? What was the reason for your split-up?

To put it really simple: we grew apart. I don’t really want to go into all the details here (as I just answered this for a Russian zine), but that’s basically it. So when Keltziva quit we had to find a new singer, right? And then we got signed on Nuclear Blast, who sent us to a professional studio in Germany (too professional and slick for our tastes, they made us sound very clinical, and I hated it). All of this made us sound quite different from before. But if you’d listened to the rehearsal tapes from 1998, just before we recorded “All little devils”, you’d hear that we hadn’t changed our style very much, but we ended up in a studio that wanted to erase all “errors” and clean us up for Nuclear Blast. Blæh. To this day I can’t listen to that album, it doesn’t sound like we intended at all, it sounds like whoever. I have a box full of old rehearsal tapes lying in the attic, and one day we’ll release some of it on vinyl together with the 1995 demo, if the sound is bearable, hahah! I know we have some rehearsals from 1994 complete with Elin’s keyboards, but as far as I can remember there are no Keltziva-vocals on it. Now I just have to find a cassette deck, and as a certain Louis says it: let’s find out!

You stayed in the musical environment after the experience with Dismal Euphony, tell us about your subsequent and current projects. I know you have a new band now, Lydia Laska…

Yes, I’ve been obsessed with music for as long as I can remember. After we put down Dismal Euphony I started a seventies metal/prog rock band called Mëkanïk together with the future singer of Lydia Laska. We recorded three weird songs together with amongst others Sanrabb from Gehenna in the summer of 2000, and they were a well-kept secret until they were released as an EP on Duplicate Records in 2007. I guess the EP is still a well-kept secret, but I hope some day it will end up on vinyl as I am quite proud of some of the songs, and the whole EP was recorded on analogue tape and with equipment from the sixties and seventies only. It sounds perfect in my ears, and deserves the analogue treatment. I guess we should do a split 12” with someone, because Mëkanïk is too obscure, heheh… Well, since 2002 my musical world has mostly been about my current band Lydia Laska. We play a mixture of punk rock, metal and all the genres we feel like. I think we have a very distinct sound that’s a bit hard to describe. And therefore hard to sell, hah! We don’t make it easy for ourselves, and we don’t care. We only wanna make great songs, and no fillers ever. We released our new album “Ego Death” in October 2018, and soon we’ll put out some new material and hopefully a music video, through Edged Circle Productions. We’re working on new material constantly, so you haven’t heard the last from us yet. Besides Lydia Laska I have a few other musical projects, amongst others a thrash metal/Motörhead-worship band called Deathtox with Lydia Laska guitarist Jacques Matt and Bored from Waklevören and Trashcan Darlings. We rehearse like three times a year, and it’s always a fun little alcoholocaust. Some day we’ll release something, but everything is really slow in that camp. So in between all of this I make spaghetti western and related styles in a project called Bacon Boys, and some music for an upcoming film called They Came. I also cooperate with some other artists, and make music by myself that don’t fit anywhere. In the past I have played the drums for Nettlecarrier (the first 7”), bass for Ljå and some smaller things here and there. Musicmusicmusicmusic….yeah.

I got to hear something of Lydia Laska, and I noticed several influences from The Stooges, right? I also wanted to ask you if you are going to perform live or not.

That’s RIGHT! We love the fucking Stooges, and the Velvet Underground. The two pillars of Lydia Laska. We haven’t played live for almost 9 years now, one of the last gigs was with Kvelertak in our home town of Stavanger in 2010. It’s kinda complicated, but the bottom line is that we’re not really interested in travelling around in a little van and play 30 min. gigs for nothing. We’ve become the Darkthrone of punk rock, and prefer creating new stuff instead of rehearsing a lot for the sake of playing a bunch of old songs. But who knows? If the timing is right, and it feels right, we might do a one-off concert just to check out if it gives us anything other than grey hairs and getting on each other’s nerves. But for now we’re not really interested. Instead we aim to do a lot of videos for our latest album. I think we’ve released four videos from “Ego Death” already, and another one is coming quite soon.

Since some time has passed since the release, I take the opportunity to ask you for an opinion: have you seen the movie “Lord of Chaos”? If yes, what do you think?

Yes, it sucked big time! Of course I downloaded it, I just had to see the darn thing. Bad acting, horrible casting and a lot of bullshit like drinking chocolate milk during the infamous murder of Euronymous. Really silly, but the movie was kind of entertaining in some bizarre way. The biggest problem though, is that black metal is a FEELING, and that feeling was not present in the movie at all. But hey! Nobody thought it was going to be great anyway, and who really cares. The best thing was that the count was portrayed by a fat jew with a really annoying laughter 🙂

It’s all, I have nothing else to ask you. I thank you for the availability, and to you the last goodbye for our readers!

Well, thank YOU!

If anyone is interested in getting their filthy hands on “Soria Moria Slott” on vinyl with gatefold cover, silver foil printing, the original mix, remastered for vinyl etc., feel free to contact me on Discogs (Voldswagen), or through the Dismal Euphony Facebook page. Not a lot of copies left now, and I can sign it if you want. But please don’t get stuck in the past, check out Lydia Laska while you’re at it! Thanks again, and long live rock’n’roll!

Photo credits: Martine Petra and Egil Arntzen

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