Il chitarrista fondatore dei Judas Priest, Kenneth “K.K.” Downing, è tornato a riflettere sul rapporto con i suoi ex compagni di band e sulle possibilità, ormai minime, di una futura reunion sul palco.

In una recente intervista concessa a Jonathan di Are You Ready il 20 giugno 2026, il musicista ha ripercorso le emozioni vissute durante la cerimonia di inserimento nella Rock And Roll Hall Of Fame del 2022, un momento che ha visto la storica formazione heavy metal riunirsi eccezionalmente per una breve esibizione. Downing ha espresso profondo orgoglio per il riconoscimento ricevuto, sottolineando l’importanza dell’evento per il panorama hard & heavy mondiale, citando anche l’importanza che questa inclusione ha avuto per band leggendarie come i Black Sabbath e auspicando lo stesso percorso in futuro per altre icone del genere come Accept e Saxon.

Tuttavia, quando gli è stato domandato se sarebbe disposto a salire nuovamente sul palco con i Judas Priest qualora si presentasse l’occasione, il chitarrista ha gelato le speranze dei fan, spiegando che la decisione non dipende da lui.

Beh, ormai è una situazione in cui l’età è un fattore, un fattore importante per tutti noi. Al momento, sfortunatamente, Glenn [Tipton, chitarrista dei JUDAS PRIEST] non è in grado di partecipare. Penso che per quanto riguarda Rob [Halford, cantante dei PRIEST], Ian [Hill, bassista dei PRIEST], Scott [Travis, batterista dei PRIEST] e me stesso, penso che stiamo tutti bene, ma non lo so. So che Rob ha avuto dei problemi con il cancro, ma penso che ora stia bene. Ma penso anche che si stia facendo davvero molto tardi. Sfortunatamente, però, credo che la situazione sia che per Rob, Ian e gli altri ragazzi dei JUDAS PRIEST, in questo momento, questo non sia assolutamente ciò che vogliono. E quindi la situazione è questa.”

Durante la memorabile serata del 2022 presso la Rock And Roll Hall Of Fame, i Judas Priest hanno ricevuto il Musical Excellence Award. In quell’occasione, i membri storici Rob Halford, Ian Hill, Glenn Tipton e Scott Travis sono stati affiancati sul palco da K.K. Downing, dal precedente batterista Les Binks e dall’attuale chitarrista Richie Faulkner per eseguire un medley di tre brani senza tempo: “You’ve Got Another Thing Comin'”, “Breaking The Law” e “Living After Midnight”.

Sì. Alla fine della giornata, devo dire adesso, essendoci passato e avendo vissuto la Rock And Roll Hall Of Fame e tutta la sua grandiosa produzione, la teatralità e tutto il resto, che penso sia fantastico. È fantastico ricevere questo riconoscimento, ed è qualcosa da custodire perché quando arrivi a una certa età, penso sia una cosa unica… Forse solo i BLACK SABBATH e i JUDAS PRIEST sono stati introdotti alla Rock And Roll Hall Of Fame tra le band hardcore metal, quindi ora speriamo che questo possa spianare la strada anche a tutte le altre grandi band che conoscete, band che meritano di essere ammesse, tutte le altre band. E quindi speriamo di vedere alla fine gli ACCEPT, i SAXON e tutte le altre band metal con cui siamo cresciuti e che abbiamo conosciuto e amato, che alla fine possano entrare anche loro nella Rock And Roll Hall Of Fame.”

Downing aveva lasciato la band nel 2011 a causa di crescenti tensioni interne, divergenze con il management e una percepita flessione nella qualità delle performance. Da allora, i tentativi di riavvicinamento sono stati sporadici e complessi. Già nel 2019 il chitarrista aveva proposto la propria disponibilità per il tour del cinquantesimo anniversario del gruppo, ricevendo un rifiuto.

Nonostante la distanza, il cantante Rob Halford ha espresso di recente parole di profondo rispetto per il contributo storico di Downing all’interno del documentario ufficiale “The Ballad Of Judas Priest”, confermando che il valore di quanto creato insieme rimane indiscutibile, anche se le strade artistiche e personali della band, che oggi vede in tour la formazione con Halford, Hill, Faulkner, Scott Travis e il produttore e chitarrista Andy Sneap, restano ufficialmente separate.

Mauro Brebbia
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