In una recente intervista rilasciata all’edizione tedesca di Metal Hammer, il leggendario cantante dei JUDAS PRIEST, Rob Halford, è tornato a parlare del rapporto con lo storico chitarrista K.K. Downing. L’occasione è stata la presentazione di “The Ballad Of Judas Priest”, il documentario ufficiale che ripercorre gli oltre 50 anni di carriera dei pionieri del metal, presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel febbraio 2026.

Nonostante le tensioni che hanno segnato l’uscita di Downing dalla band nel 2011, Halford ha espresso parole di grande stima per il contributo fondamentale del chitarrista, che appare nel film con nuove interviste originali.

Penso che il rispetto sia ancora saldo. Credo che l’amore e il rispetto che proviamo l’uno per l’altro siano ancora ben presenti. E il fatto che lui sia importante per i Judas Priest oggi, tanto quanto lo era allora nel raccontare la nostra storia, dev’essere semplicemente così. Doveva andare in questo modo, perché lui era presente fin dall’inizio, ancora prima che io mi unissi alla band. Quindi il suo valore e il lavoro che ha creato nel periodo trascorso con i Judas Priest — il fatto che suoniamo ancora molte canzoni che K.K. ha scritto con me e con Glenn Tipton — è davvero importante e vitale. E penso che questo invii un messaggio ai fan e a tutto il mondo del metal: anche se c’è una qualsivoglia separazione, nel mondo di oggi questo è irrilevante. Il fatto che abbiamo ancora questo rispetto reciproco è ciò che conta.

Alla domanda su una possibile riunione stabile, Halford ha analizzato con pragmatismo la scelta di Downing di farsi da parte anni fa, sottolineando l’onestà artistica necessaria per stare sul palco.

Credo che quello che ha detto nel documentario sia stato semplice, diretto ed eloquente: non sentiva più certe sensazioni. Quando lavori con la musica, devi davvero voler salire su quel palco. Non puoi trattenere nulla. Devi essere lì per le ragioni giuste. Se non ci sei per i motivi corretti, allora non hai il diritto di stare su quel palco. Non puoi limitarti a eseguire i movimenti meccanicamente. Se vai lì solo perché vuoi l’assegno alla fine del tour, non funziona. È un sentimento interiore davvero forte quello che ti spinge a voler salire su quel palco e darti con onestà e convinzione ai tuoi fan. E se non senti questo, allora fai quello che ha fatto K.K.

Il documentario “The Ballad Of Judas Priest”, co-diretto da Sam Dunn e da Tom Morello (al suo debutto alla regia), si prepara ora alla premiere nordamericana prevista tra il 23 aprile e il 3 maggio 2026 a Toronto. Nel frattempo, i JUDAS PRIEST continuano la loro attività con la formazione che vede schierati Rob Halford, Ian Hill, Scott Travis, Richie Faulkner e Andy Sneap.

Prossimi concerti in Italia:

  • 3 settembre 2026Pordenone Live, Parco San Valentino (Pordenone)

  • 5 settembre 2026Teatro Clerici (Brescia)

  • 7 settembre 2026Fiera del Levante (Bari)

  • 9 settembre 2026Roma Summer Fest, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Roma)

 

 

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