Il debutto sulla lunga distanza dei Krooked Tongue è finalmente realtà. L’album, intitolato I Know A Place, è disponibile dal 24 Aprile 2026. La storia della band affonda le radici negli anni dell’università, dove i componenti si sono incontrati dando inizio a un percorso di crescita artistica costante. Dopo il successo dell’EP di debutto No Vacancy Hotel (2022) e del successivo Deathproof (2023), il trio ha rifinito la propria identità sonora arrivando a una maturità compositiva oggi inconfondibile.

Per realizzare questo ambizioso progetto, la band ha dovuto affrontare le sfide economiche tipiche della scena indipendente, ricorrendo anche al supporto diretto della propria fanbase:

Con le pressioni finanziarie derivanti dall’essere una band indipendente che deve affrontare i costi di registrazione e pubblicazione del proprio album di debutto in vinile, oltre all’autofinanziamento di un viaggio a New York City per esibirsi al rinomato festival New Colossus a marzo, i Krooked Tongue si sono rivolti a GoFundMe e, con il supporto dei loro fan, hanno raccolto 1.000 sterline in meno di due settimane.

Prodotto dallo storico collaboratore Josh Gallop presso gli Stage 2 Studios di Bath, il disco si snoda attraverso 10 tracce che esplorano l’esperienza umana in tutte le sue sfaccettature: dall’amore adolescenziale alle turbolenze della vita, passando per il lutto e la connessione sociale in un mondo dominato dalla tecnologia.

Quindi eccolo qui. L’album di debutto. Sembra quasi che sia sempre esistito. Che questa collezione di canzoni sia rimbalzata nella testa della gente per l’eternità, ma poi ci scontriamo con la realtà che questo è solo l’inizio. La title track dell’album di debutto omonimo ‘I Know A Place’ è un riferimento al conflitto e alla partita a scacchi giocata da figure autoritarie nel corso della storia, volta dopo volta. Viviamo in tempi turbolenti in cui le persone troppo volentieri appendono la loro politica all’albero maestro e lasciano che la connessione umana cada nel dimenticatoio. Siamo i soli responsabili del nostro fallimento nel connetterci, cadendo nelle trincee abissali della divisione. Nonostante il commento sullo stato della società, come band miriamo a permettere all’ascoltatore di trovare un’evasione dalla realtà. Un ombrello contro la pioggia acida, dove sotto siedono due sedie a sdraio e un frigorifero pieno di birre. Questo album spera di riportare l’amore da cui abbiamo lasciato la presa così incautamente.

L’evoluzione del suono è evidente: dai primi passi nelle sale prove di Bristol alle date del Dead Forever tour dell’agosto 2024 a supporto di Kid Brunswick, i Krooked Tongue hanno forgiato uno stile che mescola ritornelli martellanti e melodie contagiose.

E sebbene il sentimento generale di questo album sia quello dell’amore, ‘I Know a Place’ rende omaggio allo sconosciuto amichevole che ti accoglie per una tazza di tè quando hai bisogno di un posto dove ripararti dal freddo. O al fidanzatino del liceo che vuole svignarsela dal ballo per stare da soli insieme, da qualche parte dove non va nessuno. È ogni nascondiglio segreto con gli amici nella luce morente dell’estate, e ogni bar dove parli e ridi fino a notte fonda con le persone a cui tieni di più. È la cura per i giorni più bui in cui puoi voltarti e dire ‘Conosco un posto’ (I Know A Place). È qualunque cosa e ovunque tu voglia che sia. Speriamo con questo album di poter accendere quella cosa che ci fa amare la musica nel profondo. Non deve reinventare la ruota, deve solo cavalcare quella ruota fino ai suoi raggi e portare tutti in un viaggio che non dimenticheranno mai.

Analisi dei brani

L’album si apre con la title track I Know A Place, caratterizzata da una voce estremamente melodiosa e oscura, con evidenti influenze che richiamano i Deftones. Si prosegue con Nothing Ever Grows, brano dai riff pesantemente rallentati e potenti, che strizza l’occhio a sonorità Candlebox e Tremonti. Let ‘Em Loose si presenta invece come un riuscito esperimento sonoro, un mashup tra l’irruenza dei The Stooges e le architetture desert rock dei Queens Of The Stone Age.

In Marigold la band esplora territori più malinconici e post-punk, con assonanze vicine a The Cure, Editors e Fontaines DC. Un altro momento saliente è rappresentato da Freaky Love, pezzo coinvolgente grazie a ritmiche variegate e un approccio vocale che ricorda i Pearl Jam. Infine, Lupines si tinge di nero con un’atmosfera oscura che deve molto ai primi Black Sabbath, arricchendosi di sfumature alternative moderne.

In conclusione, I Know A Place è un disco solido che conferma i Krooked Tongue come una delle realtà più interessanti del panorama rock britannico attuale.

TRACKLIST:

1. I Know A Place

2. Let ‘Em Loose

3. Ember Mile

4. Dog Days

5. You Don’t Need A Sun Tan

6. Blood Shark

7. Nothing Ever Grows

8. Marigold

9. Drugstore Cowboy

10. I Don’t Believe In Ghosts

I KROOKED TONGUE SONO:

Oli Rainsford – Voce solista, Basso

Dan Smith – Chitarra, Voce

Harry Pritchard – Batteria

Recensione di: Mauro Brebbia

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Mauro Brebbia
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