La prima volta in Italia dei Greta Van Fleet – Il live report dal Bologna Sonic Park @ Arena Joe Strummer, 10 Luglio 2019

ph.: Monnalisa Battistini - www.longliverocknroll.it

Atterrano in Italia per la prima volta, al Bologna Sonic Park,  i Greta Van Fleet e si esibiscono davanti a 20.000 cuori che battono all’unisono per il nuovo fenomeno del rock contemporaneo.

La prima volta non si scorda mai, recita un detto… Sarà così anche per i Greta Van Fleet e gli spettatori che ieri sera hanno assistito al loro spettacolo bolognese che decreta la prima volta italiana della band del Michigan, dopo l’annullamento della data milanese della scorsa primavera?

Siamo di fronte a un fenomeno o alla solita minestra riscaldata? E’ questa la domanda che tutti si stanno facendo da quando i Greta Van Fleet si sono manifestati al mondo musicale. C’è chi grida al miracolo e c’è chi storce il naso, c’è chi li considera come la nuova frontiera della musica rock, esaltandoli e celebrandoli e c’è chi proprio non li considera affatto volgendo  il capo dall’altra parte, in segno di sdegno,  solo a sentire il loro nome.

Fenomeno o inutili cloni, dunque? 

Ebbene il pubblico ordinato, che ieri sera è accorso a Bologna per assistere all’esibizione del quartetto di  Frankenmuth, ovviamente, ha emesso con veemenza il proprio verdetto positivo… Promossi a pieni voti. 

Il concerto è stato esplosivo. Passione, energia e freschezza. Tre magnifici elementi che hanno dato un’impronta decisa all’esibizione dei Greta Van Fleet. Da pochi anni alla ribalta la band sta già sbaragliando tutti i record tra vendite e incassi ai botteghini. Ci sarà un motivo per tale successo. Non si può imputare una tale ascesa solo al fato o alla fortuna. I ragazzi sono ancora acerbi, vero, ma hanno grinta da vendere, hanno potenza da gestire e di certo in futuro la loro espressione artistica diventerà esplosiva e poi qualità musicale indubbia.

Dopo solo due album in pochissimo tempo già stadi pieni, locali stracolmi, concerti sold out e popolo del rock in visibilio… cosa pensare…

Un concerto davvero intenso e passionale che ha messo in risalto le capacità di questi quattro ragazzacci che si divertono e che sanno far divertire a suon di musica. Il rock non è ancora morto per fortuna, si sta rigenerando partendo dalle origini e dalle radici. Ribellione, sfacciataggine e carica erotica, quella espressa nei seventies ad altissimi livelli e che i quattro stanno cercando di riproporre in modo personale. Certo c’è da migliorare sul piano dell’originalità ma non sarà di certo difficile capire dove questa band potrà arrivare.

Sin dalle prime note il boato del pubblico accoglie con calore ed affetto i fratelli Kiszka, Joshua (voce), Jacob (chitarra) e Samuel (basso) ed il drummer Daniel Wagner. Un boato continuo che partecipa sin dall’introduttiva ‘When the Curtain Falls‘ fino alla lunghissima e ipnotica ‘ Lover, Leaver (Taker, Believer)‘, prima dell’encore ‘Safari Song‘. Un concerto inaspettato per alcuni che ha convinto sulle qualità dei Greta. E loro ce la mettono proprio tutta, dall’alto dell’immenso palco dell’arena bolognese, pronti a stupire e a sbalordire gli spettatori.

I primi tre brani tirati, senza una pausa e senza una parola, solo musica ed energia: ‘When the Curtain Falls‘, ‘Highway Tune‘, ‘Black Smoke Rising‘ e poi Joshua che saluta i fan carichi più che mai. ‘E’ la prima volta che suoniamo in Italia‘, ci dice. Lo sappiamo è ovvio. Il boato sale e si amplifica all’annuncio di uno dei brani preferiti dal cantante, poichè è l’amore che  deve dominare. Ed ecco le note di ‘Flower Power‘, uno dei brani più apprezzati della band assieme all’interminabile ‘ Lover, Leaver (Taker, Believer)‘, ipnotico, erotico, incantevole.  Ripeto, davvero tanta passione e tanta voglia di mostrare le proprie doti artistiche e trasferire al pubblico le proprie emozioni.

Lo spirito c’è, la carica anche, l’energia di certo non manca, la voglia di emergere è evidente. Saranno ancora acerbi e forse un po’ immaturi, avranno pochi brani e c’è ancora tanto da migliorare, ma le prospettive sono davvero buone.

Il pubblico accorso ha apprezzato tutto, la loro semplicità, i sorrisi compiaciuti del frontman e i suoi gorgheggi interminabili, la chitarra suonata dietro la nuca da parte di Jacob, i ritmi sfrenati di Daniel e le esecuzioni al basso e alle tastiere di Samuel. Quindi… l’audience, i fan, il pubblico devono aver percepito qualcosa di positivo in loro, devono aver colto lo spirito ribelle che alberga in questi quattro fenomeni del rock attuale, devono aver intuito l’amore e la passione che ciascuno dei componenti cerca di spingere al massimo per farsi apprezzare e sostenere.

Bravi davvero. Possono piacere o meno, ma qualche riflessione sul loro modo di essere bisogna farla. Se sono dei cloni, a molti della vecchia guardia forse non piaceranno, può andare. Le nuove generazioni li amano proprio in quanto freschi e perchè portano con sè qualcosa che gli attuali rocker in fasce non hanno avuto modo di saggiare o assaporare musicalmente: la libertà. Quindi massimo rispetto per i Greta Van Fleet.

Grazie a loro e alle nuove generazioni di nuovi rocker possiamo affermare che il rock non è morto, si sta rigenerando partendo dalle origini, le radici si rinvigoriranno e poi, a loro volta, cresceranno regalando dei nuovi e magnifici germogli!

Bravi!

Setlist:
When the Curtain Falls – Highway Tune – Black Smoke Rising – Flower Power – Watch Me (Labi Siffre cover) – The Music Is You (John Denver cover) – You’re the One – Age of Man – Black Flag Exposition – Watching Over – Lover, Leaver (Taker, Believer) – Encore: Safari Song

 

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