Leash Eye – Blues Brawls & Beverages

Tutt’altro che prolifici i polacchi LEASH EYE, ventitré anni di carriera e solo quattro album in repertorio, compreso questo freschissimo BLUES, BRAWLS & BEVERAGES di cui andrò a scrivere a breve.
Definitasi la band hard rock del ventunesimo secolo, i Nostri nascono in quel di Varsavia nel 1996 inizialmente come Mad Dog e poi definitivamente come Leash Eye.
Cambi di line up abbastanza frequenti tra musicisti della scena locale, che però non li hanno mai scoraggiati, arrivando al 2009 e alla stesura del primo lavoro V.E.N.I. , molto ben accolto dalla critica e quindi rampa di lancio per i successivi lavori, dal singolo From Hell to Wyoming
al secondo album V.I.D.I. , che vede alla produzione Tomaszem Orionem Wróblewskim, già bassista e produttore di Behemoth e Vesania e Filipem Heinrichem Hałuchą, co-fondatore, bassista e produttore dei Vesania.
Apparizioni live in svariati festival europei, su tutti il Wacken Open Air del 2011, fino ad arrivare al consolidamento della band, con l’entrata in formazione del cantante Łukasz Podgórski.
Ed eccoci dunque al nuovo lavoro di cui sopra, Blues Brawls & Beverages, uscito nel
Gennaio del corrente anno in versione digitale.

Attacca BONES e già per orecchiabilità, cori e attitudine si torna indietro di almeno
quarant’anni.
Assoli ruvidi come carta vetro e hammond, delirio.
MOONSHINE PIONEERS và ancora più indietro nel tempo, tra fumi di alcol e redneck,
mescolati a sonorità hard-rock radenti lo stoner.
ON FIRE è ancora linea di confine, suoni che mi riportano agli americani Artimus Piledriver,
pezzo duro ma di facile imprinting.
LADY DESTINY è melodia retrò, roba da Strip,sensuale, tecnica, testosterone e distorsore.
THE DISORDER balza avanti nel tempo, portando le sonorità ad un altro livello, in un mix di QOTSA e Disturbed.
Attacca southern PLANET TERROR, effetti, ancora hammond distorti e alta gradazione.
TWARDOWSKY J resta nel Sud, abbassando i ritmi prepotentemente, in una sorta di ballata trucida.
FURRY TALE cambia nuovamente parrocchia ritornando allo stoner più genuino.
Cambi di tempo,rallenta, riparte, destreggiandosi come un cingolato in un campo di rose.
Strano.
Folle?
Psichedelico.
JACKIE CHEVROLET viaggia col gas a manetta, veloce , implacabile.
Strade pericolose.
ONE LAST TIME è nell’ intro, roba da Deep Purple del leggendario Jon Lord, prima di evolversi in un hard rock american style a la Alter Bridge, nelle ritmiche e nella voce,
per un coctail atomico.
Chiude WELL OILED BLUES, sinuosa ballad che ancora riporta alla scuola del buon Myles Kennedy.
Pezzo magistrale, di intensità crescente, si destreggia tra blues, hard rock e stoner
per una chiusura trionfale.

 

Tirando le somme…
ma che cazzo tiro le somme, è un album fantastico punto e basta.
Musicisti eccezionali, ispirati e un cantante semplicemente eccelso.
Ben fatta la produzione, roba che le majors dovrebbero fare ad asta
per dare a questa band il successo che merita.
Vi voglio bene.

 

Tracklist :

Bones
Moonshine Pioneers
On Fire
Lady Destiny
The Disorder
Planet Terror
Twardowsky, J.
Furry Tale
Jackie Chevrolet
One Last Time
Well Oiled Blues

Band :

Marecki – basso
Opath – chitarra
Piotr Sikora – tastiere
Łukasz Podgórski – voce
Bigos – batteria

 

http://www.leasheye.pl

 

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