I LORD ELEPHAND segnano il loro ritorno con il nuovo album ULTRA SOUL: una matrice strumentale potente e sfaccettata che attraversa diverse sonorità, confermando l’identità intensa e visionaria della band. Mi confronto con EDOARDO DE NARDI, bassista del trio toscano e di seguito il report della nostra chiacchierata…
Ciao ai LORD ELEPHANT, nella persona di EDOARDO… benvenuto nuovamente su Long Live Rock’n’Roll. Come stai? che si dice nella vostra zona? Empoli se non sbaglio.
Ciao Francesco e ciao a tutta la redazione di Long Live Rock’n’Roll! È un piacere essere qua con voi e vi ringraziamo per lo spazio! Stiamo molto bene, il nuovo disco è appena uscito e non vediamo l’ora di avere modo di presentarlo live in lungo ed in largo in tutta Italia e non solo! Sì, diciamo che stiamo tutti più o meno vicino ad Empoli, anche se per comodità ci piace dire che la band è di Firenze, un nome certamente più riconoscibile per tutti i nostri fan e supporter!
Allora, ci siamo lasciati qualche anno fa dopo il vostro bellissimo concerto al TPO di Bologna, era il festival organizzato dalla vostra etichetta, Heavy Psych Sounds. Uno dei festival più belli a cui io abbia partecipato. Se riesco cerco di andarci il più possibile perchè le band proposte sono sempre di altissimo valore. Avete suonato alla grande quel giorno… cosa vi ricordate? mi ricordo che eravate molto emozionati e contenti alla fine della vostra performance…
Sì, effettivamente ricordi bene, la nostra esibizione al TPO è stata un punto importante nella nostra carriera e ne conserviamo ancora un ricordo bellissimo! Avere di fronte a noi un locale completamente pieno ci ha dato un’energia incredibile, che ci ha portato a dare il massimo sul palco e condividere un sacco di esperienze memorabili con vecchi ammiratori ed un sacco di nuove persone che ci hanno scoperto proprio quella sera. Condividere poi il palco con delle leggende come i Nebula, o con i validissimi Messa è stato un onore che ci ha gasato molto, segnando con quella data l’inizio di un anno semplicemente spettacolare per esperienze e feedback ricevuti un po’ in tutta Europa.
Cosa è successo da dopo quella serata a Bologna?
Come ti dicevo, la data di Bologna e quella della sera successiva a Torino sono stati l’inizio di un percorso che credevamo impossibile fino a pochi mesi prima. Nel corso dello stesso anno, il 2023, abbiamo partecipato a serate spettacolari con Bongzilla, EyeHateGod, Church of Misery ed un tour europeo insieme ai leggendari Weedeater, continuando poi con partecipazioni a grandi festival in Italia e all’estero. Il 2024 ci ha visto invece ospiti al Desertfest di Londra, un altro momento clou per i Lord Elephant e degna conclusione del ciclo promozionale del nostro primo album COSMIC AWAKENING. Da lì, pur senza negarci qualche sporadica esibizione live, abbiamo iniziato a lavorare duramente alle canzoni del nuovo album, carichi e determinati a fare ancora meglio rispetto al nostro fortunato album di debutto.
Arrivando ai giorni nostri, da qualche giorno è stato pubblicato il vostro nuovo e secondo album dal titolo ULTRA SOUL, dopo COSMIC AWAKENING e i due brani apparsi nell’EP condiviso con OREYEON (altra grande realtà italiana). Che ne pensate adesso che è stato pubblicato. Soddisfatti?
Il rapporto che abbiamo avuto con il nuovoULTRA SOUL è stato in realtà abbastanza complesso: fino ad allora, avevamo registrato la nostra musica in presa diretta, cercando di catturare su nastro l’energia istintiva e performativa con cui avevamo scritto ed arrangiato le varie canzoni. Per il nuovo album invece, abbiamo optato per una registrazione multitraccia, certamente più precisa ma allo stesso tempo più posata e meno legata all’approccio “live” con cui avevamo inciso fino ad allora. Dapprima, temevamo che questo avesse reso meno scoppiettante la resa dei nostri nuovi brani, ma con il tempo, ci siamo resi conto che il nuovo metodo, guidato dalla mano esperta di Pasini in fase di regia, ha reso il suonato molto dinamico e puntuale, aggiungendo una profondità che forse mancava alle registrazioni precedenti. Oggi, con il senno di poi, siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto, ed i numerosi apprezzamenti che abbiamo ricevuto per la produzione del disco non fanno che confermare la bontà della nostra scelta e il buon esito di questa nuova modalità di registrazione.
E’ un album davvero incredibile. Mi complimento ancora una volta. Difficile da catalogare in un genere musicale ben definito poichè spaziate davvero tanto. Radici doom e poi psichedelia, blues e tanto altro mi pare…
Ti ringrazio davvero molto per le belle parole che hai usato, il miscuglio di genere che hai citato è una caratteristica che abbiamo fin dall’inizio e che portiamo avanti in realtà in maniera del tutto naturale e non predefinita. Le varie e diverse influenze che tutti e tre abbiamo giocano un ruolo fondamentale in questo melting pot stilistico, e senza porci troppi limiti e domande, cerchiamo sempre di portare avanti una formula che possa al tempo stesso ricondurci a generi esistenti, ma mischiati sempre secondo un approccio originale e personale. Doom, blues, psichedelia ed improvvisazione rappresentano per noi radici fondamentali, da cui sviluppare di volta in volta un discorso inesplorato e, speriamo, non scontato per l’ascoltatore.
Ma devo comunque dire che siete in una forma compositiva davvero importante. Immagino ci sarà un impatto creativo notevole credo iniziando da un’idea e poi improvvisando… adesso sono io ad improvvisare… come nasce un vostro brano, ad esempio BLACK RIVER BLUES o GIGANTIA, i vostri singoli se non sbaglio…
Come dici anche tu, i nostri brani nascono tutti da delle idee primordiali portare in sala prove da me o da LEANDRO (GIACCIONE, chitarra, ndr) che necessitano di molto tempo e molte prove per poter raggiungere una forma compiuta che ci soddisfi appieno. In questo lasso di tempo, l’idea iniziale può rimanere piuttosto intatta così come svilupparsi secondo percorsi totalmente inaspettati, a seconda del mood che piano piano decidiamo di dare al brano in questione. La fase di arrangiamento è quindi per noi fondamentale, perché ci permette di assemblare tutti insieme le idee iniziali, secondo un percorso collettivo che credo accresca enormemente la qualità finale delle nostre canzoni e dei nostri album.
Mi è piaciuto molto anche MINDNIGHT, una parte centrale che cambia molto rispetto alla prima parte… bellissimo davvero.
Apprezzo tantissimo il tuo riferimento a MINDNIGHT, perché si tratta sicuramente del brano che più incarna il carattere progressivo e collettivo di cui ti parlavo prima. Quella canzone è stata veramente assemblata insieme un riff dopo l’altro, rappresentando ad oggi uno dei brani più ambiziosi che abbiamo composto. Le idee di LEANDRO e le mie, insieme alle architetture non scontate proposte da Tommaso, hanno dato vita ad un mostro informe, che contiene al suo interno pesantezza, melodia, dinamicità e molto altro, creando una composizione che contiene in pochi minuti molti dei nostri tratti distintivi. Adoriamo quel pezzo, e anche la sua esecuzione è per noi sempre motivo di divertimento ed orgoglio, elementi che non dovrebbero mai mancare secondo me tanto in fase registrazione quanto di proposizione in sede live.
Bella la copertina, mi piacciono molto i colori.
L’intero artwork e layout di ULTRA SOUL è stato curata da JJ Farfante Art, artista incredibile con cui abbiamo avuto l’onore di collaborare per la prima volta proprio con questo album. Il suo palmares è davvero stellare, ed il soggetto, i colori e lo stile utilizzati ci hanno fatto letteralmente sognare, donando alla nostra musica una controparte visiva davvero eccezionale. Credo che il comparto grafico di un album sia importante almeno quanto la musica che contiene, e l’apporto di Jessica in questo senso ha davvero arricchito di molto l’impatto di ULTRA SOUL, rendendolo anche visivamente un’opera complessa e visionaria in cui immergersi durante l’ascolto delle nuove canzoni.
Lo so che è una domanda strana questa vi sto per fare poichè siete una band che, almeno per il momento, non prevede l’inserimento di una voce. ma di che parla la vostra musica? Quando assegnate un titolo ad un brano lo fate perchè volete esplicitare un significato al brano stesso. quindi ripeto, di che parla la vostra musica?
Come hai detto, la nostra musica non ha voce nè testi, slegandoci da significati ulteriori da dare oltre i nostri strumenti. Il titolo dell’album, così come quelli delle canzoni però, ci permettono di dare delle suggestioni, degli spaccati emotivi che ci piace associare di volta in volta ai vari brani. Sono io che mi occupo di questo aspetto, ed adoro cercare di dare un’immagine ideale alle nostre creazioni pur senza entrare troppo nello specifico e mantenendomi sempre piuttosto vago ed equivoco. Diciamo che molti dei titoli che scelgo nascono da visioni mentali che ogni pezzo crea in me, una sorta di rappresentazione visiva che nasce dalla musica, per definizione astratta e slegata dalla realtà. Le nostre canzoni quindi non parlano di niente, ma cercano di evocare sensazioni ed immagini che vengono racchiuse dal titolo come chiave di lettura ed interpretazione, sempre molto libera, di quello che facciamo con gli strumenti.
ULTRA SOUL sembra anche un disco carico di idee potenti. Come immaginate i nuovi brani sul palco? Avete già un’idea di come potrebbero evolversi live rispetto alle versioni in studio e integrarsi con in vostri precedenti?
I brani del disco, prima di essere registrati, sono stati provati dalla band fino allo sfinimento, permettendoci di dare una forma abbastanza compiuta della loro esecuzione in sede live. Allo stesso tempo però, ogni canzone contiene ampi margini di libera interpretazione che li rende ogni volta diversi e modificabili, secondo le emozioni e lo spirito del momento. Seguiamo ovviamente delle strutture predefinite, ma non possiamo certo dire che ogni esecuzione sia uguale a quella prima: in pieno spirito d’improvvisazione, lasciamo che ogni pezzo scorra secondo le suggestioni del momento, lasciando emergere di volta in volta delle sensazioni diverse che rendano ogni concerto irripetibile e figlio del momento in cui è stato vissuto.
Continua ancora la collaborazione con la Heavy Psych Sounds, la vostra etichetta che negli anni è diventata un vero punto di riferimento per questo tipo di musica. Che rapporto avete oggi con loro e quanto è importante, secondo voi, far parte di una scena così importante?
Sì, anche il nuovo disco è uscito per Heavy Psych Sounds e possiamo affermare che anche stavolta è stato fatto un grande lavoro dalla label nella produzione e nella promozione del nostro “Ultra Soul”. Il roster dell’etichetta contiene alcuni dei nomi più prestigiosi e storici per il nostro genere, ma ciononostante viene data la massima attenzione anche alle realtà emergenti e meno affermate secondo un principio di totale equità. Da non sottovalutare poi, che a differenza di molte altre etichette italiane ed internazionali, Heavy Psych Sounds si occupa, almeno in parte, anche dell’attività di booking, piazzando le sue band in tour ed eventi prestigiosi che accrescono non poco il loro prestigio e la loro attività live. I festival di HPS sono ormai una realtà consolidata in tutta Europa e non solo, con show sold out pieni di pubblico entusiasta e molto attento alle novità stoner/doom che vengono proposte in cartellone. Siamo molto felici e soddisfatti di questa collaborazione, e speriamo di mantenere saldo il legame con questa realtà italiana in continua crescita ed ascesa.
Pensando al futuro vi sentite una band in continua trasformazione o pensate che ULTRA SOUL rappresenti una sorta punto di evoluzione del vostro suono, evoluzione che comunque continuerà nel tempo? Ci sono territori musicali che vi incuriosiscono e che vi piacerebbe esplorare nei prossimamente?
Come band, sappiamo bene da dove veniamo e quali sono le radici e le band che ci hanno spinto a creare i LORD ELEPHANT, permettendoci di mantenere uno stile solido e crediamo riconoscibile. Allo stesso tempo, ci sono ancora molte soluzioni e sperimentazioni che non abbiamo provato, elementi di novità che ci permettono di rinnovare ancora la sfida verso qualcosa di originale ed inaudito. Diciamo che per il momento ULTRA SOUL rappresenta il nostro punto di arrivo, ma siamo pronti a scommettere che nuove sfide ci porteranno a rinnovare in parte il nostro suono e tentare strade che ancora non abbiamo approfondito come vorremmo.
E come sta andando la promozione dell’album? e soprattutto quando potremo incontrarci dal vivo? ci sono delle date che avete previsto a supporto di ULTRA SOUL?
Per il momento, i responsi ricevuti dal nuovo lavoro sono semplicemente straordinari, visto che un sacco di gente ha dimostrato un entusiasmo prorompente che ci ha riempito di orgoglio e gratitudine. Anche in sede live, i nuovi pezzi stanno funzionando alla grande, e si uniscono ai nostri vecchi brani con grande naturalezza ed ottimi risultati, a giudicare dal trasporto dimostrato da coloro che sono venuti a vederci. Siamo appena tornati da due date sold out in Belgio ed Olanda, e nei prossimi mesi avrete modo di vederci ancora a Bologna, a Torino e in due appuntamenti consecutivi in Svizzera. C’è altro ancora che bolle in pentola, ma per scaramanzia preferiamo aspettare le conferme ufficiali per poter annunciare altre date promozionali di supporto ad “Ultra Soul”. Le occasioni per vederci live non mancheranno comunque, e speriamo di incontrarvi tutti sotto al palco per condividere insieme la nostra esperienza musicale.
Bene caro EDOARDO. Grazie per la tua disponibilità come sempre. Chiedete voi questa chiacchierata e salutando gli amici che vi seguono anche su Long Live Rock’n’Roll e davvero mi auguro di incontrarvi presto e nel frattempo vado ad ascoltare ancora ULTRA SOUL, una vera e propria chicca… saluti a TOMMASO e LEANDRO!
Grazie ancora a Francesco, tutto lo staff di Long Live Rock’n’Roll e tutti i lettori che hanno avuto la curiosità e la pazienza di leggere le mie parole! ULTRA SOUL rappresenta quello che sono i LORD ELEPHANT oggi, e qualunque ascolto, commento e feedback rappresenta per noi un’occasione d’oro per confrontarsi e discutere sulla musica, l’Arte più bella ed eterea che l’uomo abbia mai creato! Vi salutiamo qua, aspettandovi tutti ai nostri concerti per una, dieci, cento birre insieme! A presto!

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