“Alla scoperta dell’autenticità dei suoni e delle intenzioni”, l’artista Louise Lemon definita Regina del Death Gospel, ci racconta l’intimità creativa del suo ultimo EP “Devil” uscito il 29 maggio (qui la recensione)

Ciao Louise, benvenuta su Long Live Rock’n’Roll! Come stai e dove ti trovi in questo momento ??

(rispondendo dalla spiaggia in Svezia!) Molto bene grazie, ti rispondo sotto il sole. In questi giorni c’è un’ondata di caldo qui in Svezia e dovevo assolutamente fare una nuotata! Sono circa 30 gradi ed è una cosa che non capita mai!

Fantastico! E’ davvero un piacere poterti conoscere. Mi piacerebbe scoprire un po’ il tuo cammino, le tue origini, cominciando da come e quando hai realizzato che saresti diventata un’artista.

È iniziato tutto molto presto fin dall’infanzia a 5 anni ed è davvero stato un processo molto naturale per me. Provengo da una famiglia che ha sempre amato la musica, che è sempre stata molto presente nella mia vita.

Da piccola suonavo molto la chitarra e pensavo che sarei diventata una chitarrista, ma più di ogni altra cosa ho sempre composto canzoni. Così man mano ho provato diversi strumenti, ho esplorato la mia voce, ho capito il mio scopo e che era quello il canale migliore per la mia espressione.

Non sei mai stata tentata quindi di deviare verso altri interessi?

No no, mi è sempre stato molto chiaro quale sarebbe stato il mio destino. Quando scrivo musica entro in un’altra dimensione… navighi in un universo al di sopra di tutto.

C’è mai stata nella tua vita un’esperienza importante o un viaggio che ha influenzato il tuo cammino in particolare?

Ho vissuto diverse volte in Spagna e credo che siano stati quelli, gli incontri e le esperienze ad avermi formata di più in assoluto come persona… e naturalmente tutto ciò che mi ha formata umanamente si riflette sulla mia musica.

Quindi ti ha catturato il lato latino dell’Europa!
Oh sì, ho tante emozioni legate a quei luoghi.

In effetti ascoltando la tua musica ho subito pensato che non si poteva ridurre assolutamente a un “sound” nordico diciamo, ho percepito subito molte influenze di diversa provenienza.
Parlando del tuo ultimo lavoro, potresti descriverci un po’ il tema dietro a questi 5 pezzi e come mai la scelta di “Devil” per il titolo.

Quando ho registrato l’ultimo album, che per me è stata un’esperienza da sogno, mi son accorta che avevamo però scartato delle idee e dei suoni che volevo elaborare e approfondire e, dal momento che l’ultimo album era stato prodotto da un’altra persona, questa volta volevo tornare alle origini e catturare quelle sensazioni a nudo che ho raccolto suonando dal vivo con i miei musicisti. Ho deciso quindi di registrare e produrre questo ultimo lavoro da sola insieme al mio tastierista con il quale collaboro da tanti anni, ed è stato un po’ come riportare quei suoni a casa se capisci cosa intendo. Devil è stato l’ultimo brano che ho scritto per questo EP, e l’ho scelto perché ho sentito che rappresentava l’essenza di me.

Potresti raccontarmi come si svolge il tuo processo creativo e come lo sviluppi con la band? Solitamente parti dal testo ad esempio?

Di solito scrivo testo e musica quasi in contemporanea, magari trovo una frase al piano, magari anche solo due accordi che rappresentano quello che sto cercando di dire… lo ripeto e lo ripeto e quando capisco che mi convince lo elaboro poi insieme al mio tastierista Anders Ludwigsson, e poi aggiungiamo nella produzione i vari elementi e li proviamo con la band. Ho la fortuna di lavorare con dei musicisti fantastici di cui mi posso fidare anche a livello creativo e naturalmente lascio loro dello spazio dopo aver spiegato bene la mia idea e il tipo di atmosfera che voglio dare al pezzo.

Dalla tua prima registrazione ad oggi, quale aspetto diresti che si è evoluto di più nella tua musica?

Mmm… credo che ai tempi del mio primo album stessi cercando me stessa, chi ero e cosa facevo, mentre adesso sono davvero più consapevole e sicura di me. Oggi cerco di essere il più possibile onesta e aperta e alla fine di una registrazione sono davvero appagata e sicura delle mie scelte e penso sia questo l’aspetto che si è evoluto di più.

Che musica ascolti di solito?  

Ascolto molti diversi generi musicali.. per lo più la musica Folk degli anni ’70, ma anche molto soul e r’n’b… e tutto quello che sento essere “vero”.

Leggendo di te, ho notato che si tende ad associarti spesso ad altre artiste abbastanza recenti dal sound di certo particolare, ma che sinceramente andando ad ascoltare quello che fanno, trovo molto diverse da te. Cosa pensi di questi paragoni e se dovessi menzionare un’artista donna in particolare che ti ha ispirato, chi sarebbe?

Oh sono stata influenzata da molte compositrici, ce ne sono tante di musiciste interessanti… una delle mie preferite in assoluto è Joni Mitchell, davvero fantastica, adoro il suo lavoro.

Riguardo ai paragoni sì, devo dire che in effetti ci sono alcune artiste in particolare che si citano spesso parlando di me. Credo che l’unica cosa che ci avvicina per davvero sia il tipo di atmosfera, ma musicalmente siamo completamente diverse e dato che siamo donne e suoniamo una musica tendenzialmente malinconica e oscura, questo sia sufficiente per metterci a confronto. Onestamente credo che se fossimo uomini non ci avrebbero mai paragonate allo stesso modo.

Sono completamente d’accordo. Parlando di “etichette”, voglio dire, questo genere con cui definisci il tuo lavoro “Death Gospel”, sicuramente enfatizza i toni più scuri della tua musica, ma pensi sia ancora attuale? sceglieresti nuovamente questa descrizione per la tua ultima creazione? 

Si amo questa definizione, voglio dire è stato un giornalista a scriverlo dopo aver assistito a un mio concerto, perché io ho sempre avuto delle difficoltà a spiegare che tipo di genere fosse la mia musica, e questo termine riesce a descriverne l’essenza. Certo non può includere  i dettagli, ma quel che è più importante è che riassume la sensazione, la poetica che voglio trasmettere.

Ti chiedo di togliermi una curiosità e spero di non essere inopportuna… Louise Lemón è il tuo vero nome o si tratta di un nome d’arte ?

 Sì, sì è il mio vero nome. Il mio nome completo avrebbe altri nomi all’interno, ma è quello vero. 

Tornando alla musica, da come canti si sente molto la presenza del Soul. Pensi che la tua musica abbia più origini americane che svedesi? 

Non saprei, credo sia un mix, in fondo sono svedese e sono cresciuta ascoltando comunque musica della mio Paese, ma ho ascoltato così tanta musica americana che credo siano cresciute entrambe dentro di me e mi abbiano formata. Certo, ho suonato principalmente all’estero perché non penso di suonare qualcosa di tipicamente svedese anche se c’è l’elemento della malinconia, perché la parte soul davvero non lo è, ma credo che qualcosa delle mie origini si possa ugualmente percepire. 

Parlando invece del tuo nuovo video fresco di uscita sulla title “Devil”: dove lo avete girato e con chi hai collaborato per l’ideazione e la regia?

Sono state davvero delle riprese speciali: eravamo soltanto io e il regista che è anche l’attore del video… e pensare che prima di questo non ci conoscevamo. Stavo cercando un videomaker già da un po’ di tempo anche perché in passato mi è servito filmare durante i miei viaggi negli Usa e altrove, e per me era importante trovare qui qualcuno con cui poter collaborare e trovarmi in sintonia sia a livello personale che artistico. Così abbiamo affittato questo cottage in mezzo alla foresta qui in Svezia e abbiamo ideato insieme il video grazie a questo speciale e graduale processo rigenerante. Ho avuto un’esperienza simile anche per il video di “Appalacherna”, il fatto di legare un passato che si sta lasciando alle spalle con la creazione di un nuovo futuro.  

Avete pianificato di fare uscire dei video anche per gli altri brani dell’EP?

No, per adesso c’è soltanto questo.

Ho letto della notizia del tour spostato al prossimo maggio 2021 come ovviamente ci si poteva aspettare. Pensi di uscire nel frattempo con altre novità? Stai lavorando ad altri progetti per caso?

Sto approfittando di questo tempo e spazio prezioso qui a casa per scrivere e comporre nuova musica, mi dedico a questo soprattutto. 

 Riguardo alle date che ho visto programmate, devo dire che sono rimasta delusa perché non ce n’è neanche una in Italia!

Sì lo so, ma abbiamo un anno ancora per provvedere a questo! Voglio davvero venire in Italia.

Sei mai stata in Italia ?

Nooo, mai ! ho viaggiato tanto, ma l’Italia mi manca e non vedo l’ora di riuscire a venire.

So che probabilmente te lo hanno già chiesto in tanti: mi piacerebbe avere un tuo commento riguardo a questo periodo di confinamento e come lo hai trascorso .

Beh è sicuramente un momento terribile storicamente per la nostra società, però per me è stato sacro questo tempo, non solo per la creazione del video, ma in generale per l’occasione di potermi concentrare così tanto su nuovi aspetti di me, creare nuova energia e apprezzare un tempo così lento. Mi manca mia madre, non l’ho più rivista in tutto questo periodo, ma ho cercato di fare tesoro di questa esperienza, del suo lato positivo.

Quindi stai preparando il materiale per il prossimo album e, a proposito, sarà un album o un altro EP?

No, il prossimo sarà sicuramente un album. Non è facile pianificare ora, ma di certo bisogna seguire il flusso degli eventi.

Per il momento Louise è tutto, ti ringrazio tanto, è stato molto bello poter scoprire un po’ di più del tuo mondo e se ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori sarebbe molto apprezzato !

“Restate fedeli a voi stessi con un cuore aperto, ma custodito”     

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