Roadrunner Records – Agosto 2012

I Lynyrd Skynyrd dovrebbero essere materiale di studio nelle scuole, al posto dell’ora di religione. Da un po’ di anni a questa parte (da “Vicious Cycle”) la band americana, sta vivendo una seconda giovinezza, fatta di album freschi e dannatamente belli, in particolar modo il penultimo album, “God & Guns”, a mio avviso uno dei migliori della loro discografia.

Last of a Dyin’ Breed” è ancora una volta un forte segnale della vitalità che ha questa fottuta grande band. La title track chiarisce da subito che i Lynyrd sanno suonare southern rock in maniera unica e personale. Qualche nota di slide, e poi subito grande ritmo con tutti gli altri strumenti che si inseriscono. Quando Johnny inizia a cantare ci si sente subito a casa, accolti dalla sua calda voce e dal rock della sua band. Siamo solo all’inizio ma l’entusiasmo è già alle stelle. Meno irruente e più cadenzata la successiva “One Day at a Time, brano dove i cori della ‘famiglia’ Skynyrd la fanno da padrone. Sin da subito il ritornello vi si stamperà in mente e, personalmente sono giorni che la canto dentro di me. Le sonorità anche se più robuste che in passato, hanno dei punti in comune con i brani storici. “Homegrown” rappresenta un episodio a se.  All’inizio i fan più intransigenti potranno storcere il naso, ma, se si ascolta attentamente la song, ben presto si rimarrà totalmente coinvolti dal groove che sprigiona. Chitarre pesanti sin dall’inizio, bridge con voce filtrata e poi ritornello coinvolgente, che già me lo immagino in sede live. Immaginatevi un pezzo dei Nickelback (sì, proprio loro !!!), suonato con l’attitudine dei Lynyrd Skynyrd.

Si ritorna ad atmosfere più classiche con “Ready to Fly”, dove il pianoforte la fa da padrone. Certo si sente che manca Billy Powell, ma il risultato finale è di assoluto valore. Classica ballata che però ascolteremmo mille volte per sognare cinque minuti. “Mississippi Blood” è puro southern trasportato ai giorni nostri con degli stop and go che sembrano un macigno. Anche in questo caso il marchio di fabbrica della band si sente dalle prime note, ma impreziosito da sonorità molto vicine all’hard rock. Altro brano che sicuramente dal vivo sarà un must, è “Good Teacher”, scritta dai fratelli Van Zant. Tre minuti di puro rock, con Michael Cartellone sugli scudi, vero motore di questo disco. Strofe brevi, ‘interrotte’ dal riff di chitarra che domina l’intera canzone, tempo di batteria serrato e ritornello semplice ma diretto. “Something to Live For” è la seconda ballata, sempe nello stile Lynyrd Skynyrd, in cui Johnny canta in modo sofferto e a tratti rabbioso e le chitarre disegnano con poche ma efficaci note, delle melodie malinconiche. Come sempre molto bella e coinvolgente, dimostra come la band sia a proprio agio anche nei momenti più melodici. Altro episodio più moderno, “Life’s Twisted”, parte un po’ sottotono, ma poi ancora una volta quando arriviamo al ritornello ci ritroviamo a cantarlo senza voler mai smettere. Altra grande song. “Nothing Comes Easy” invece è l’episodio meno riuscito di “Last of a Dyin’ Breed”. Non presenta elementi di interesse, non ha un riff che si ricordi ne una melodia che rimanga, insomma si poteva tranquillamente evitare. Down down down down… ascoltando “Honey Hole” non si può prescindere da questa parola presente nel ritornello in modo ossessivo, ma centra appieno l’obiettivo di non lasciare più l’ascoltatore. Inizio dall’arpeggio morbido e suadente, e poi la bastonata che arriva in pieno volto. No compromise !!! Siamo arrivati alla fine di questo viaggio e “Start Livin’ Life Again” ci allieta la giornata ancora per qualche minuto. Brano dall’atmosfera prettamente acustica si rivela un’ottima chiusura dopo tanta energia.

Alla fine dell’ascolto di “Last of a Dyin’ Breed”, non si può non notare l’ottima prova al basso del nuovo arrivato, Johnny Colt (proveniente dai Black Crowes), autore di linee di basso sempre pregevoli, e ovviamente di tutta la band al gran completo.

Lynyrd Skynyrd… una band per l’eternità. A mio avviso uno dei dischi più belli di questa annata. Let’s rock!!!

www.lynyrdskynyrd.com

Tracklist:
1. Last Of A Dyin’ Breed
2. One Day At A Time
3. Homegrown
4. Ready To Fly
5. Mississippi Blood
6. Good Teacher
7. Something To Live For
8. Life’s Twisted
9. Nothing Comes Easy
10. Honey Hole
11. Start Livin’ Life Again

Band:
Gary Rossington – chitarra
Johnny Van Zant – voce
Rickey Medlocke – chitarra
Mark Matejka – chitarra
Johnny Colt – basso
Peter Keys – tastierista
Michael Cartellone – batteria
Dale Krantz Rossington – cori
Carol Chase – cori

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