A distanza di quasi quattro anni dall’ultima trionfale apparizione italiana (era il 4 ottobre 2022 al Fabrique, in compagnia degli Amon Amarth ), i Machine Head sono tornati a riprendersi lo scettro del metal a Milano. Questa volta, per l’appuntamento del 22 aprile 2026 all’Alcatraz, Robb Flynn e soci hanno scelto la formula “An Evening With Machine Head “, presentandosi senza alcun gruppo di supporto, pronti a celebrare una carriera monumentale iniziata nel lontano 1992 tra le strade di Oakland.
L’atmosfera nel locale di Via Valtellina è quella delle grandi occasioni: non c’è il “tutto esaurito” delle serate storiche, ma la partecipazione è massiccia e l’entusiasmo palpabile. Come si suol dire in questi casi, “pochi ma buoni”, anche se “pochi” è un termine decisamente riduttivo per la folla accorsa.
Puntualissimi alle ore 20:00, le note registrate di “Bohemian Rhapsody” dei Queen hanno iniziato a risuonare, trasformando l’Alcatraz in un coro unanime. È stato il preludio al boato che ha accolto l’ingresso della band, introdotta dall’oscura “In Comes The Flood” prima di esplodere in una versione letteralmente devastante di “Imperium”. Il sound è apparso sin da subito cristallino e potente, a testimonianza di una band incredibilmente compatta e unita, capace di un’esecuzione tecnica impeccabile.
Il palco è stato valorizzato da una produzione visiva eccellente: i grandi schermi LED proiettavano immagini suggestive e diverse varianti dei loghi storici della band. Particolarmente d’impatto il momento in cui l’intero sistema visivo ha omaggiato l’Italia proiettando il tricolore, un gesto molto apprezzato dai presenti.
Robb Flynn (voce e chitarra), supportato da Jared MacEachern (basso),Waclaw Vogg Kieltyka (chitarra) e Matt Alston (batteria), ha dominato la scena, incitando costantemente il pubblico. Al centro del parterre si è scatenato un pogo circolare incessante ma rispettoso, dove i metallari si sono dati battaglia senza sosta. Non sono mancati i momenti di colore: diversi fans sono riusciti a raggiungere il palco e, in un intermezzo divertente, una ragazza è arrivata fino a Robb offrendogli una birra. Peccato che il bicchiere fosse praticamente vuoto, scatenando la battuta del frontman: “It’s empty!”. Un altro momento toccante è avvenuto quando Flynn ha notato una bambina sulle spalle del padre intenta a cantare ogni singola parola, sottolineando con orgoglio come la tradizione metal si tramandi di generazione in generazione.
La scaletta ha riservato diverse chicche: il debutto per questo tour di “Exhale the Vile” (assente dal 2022) e il momento “Audience Choice”, in cui il pubblico ha scelto “Aesthetics of Hate” rispetto a “Blood for Blood”. La canzone è stata dedicata con trasporto all’indimenticato Dimebag Darrell. La vera sorpresa della serata è stata però l’ingresso on stage di Helena Kotina, chitarrista delle Nervosa, che ha suonato una potente esecuzione di “ØUTSIDER” con la band.
Mentre “Locust” scatenava il delirio visivo con locuste giganti sul megaschermo, fiamme ed effetti luce, la parte centrale dello show ha concesso spazio a una parentesi acustica con “Circle the Drain” e “Darkness Within”. Sebbene tecnicamente curate, queste versioni sono risultate, a essere onesti, un pochino noiose, smorzando eccessivamente l’energia sprigionata fino a quel momento.
Il finale è stato però un crescendo inarrestabile. Il bis ha visto i classici “From This Day” e l’immancabile “Davidian” preparare il terreno per la chiusura definitiva affidata a “Halo”, introdotta da un accenno del brano omonimo che ha lasciato i fan esausti ma pienamente soddisfatti. I Machine Head sono tornati, e sono ancora una schiacciasassi senza rivali.
REPORT: Mauro Brebbia.
Non è stato concesso al nostro magazine il pass photo e il report è quindi senza foto.
SETLIST
-
Bohemian Rhapsody (Queen cover – Tape)
-
In Comes the Flood (Intro – Tape)
-
Imperium
-
Ten Ton Hammer
-
CHØKE ØN THE ASHES ØF YØUR HATE
-
Now We Die
-
The Blood, the Sweat, the Tears
-
Is There Anybody Out There?
-
ARRØWS IN WØRDS FRØM THE SKY
-
Exhale the Vile (Tour debut)
-
This Is the End
-
SLAUGHTER THE MARTYR
-
Aesthetics of Hate (Dedicate to Dimebag Darrell)
-
Game Over
-
Old
-
ØUTSIDER (with Helena Kotina)
-
Locust
-
BØNESCRAPER
-
Circle the Drain (Acoustic)
-
Darkness Within (Acoustic)
-
Catharsis
-
Bulldozer
-
From This Day
-
Davidian
-
Iron Man (Black Sabbath snippet) / Halo
Segui i Machine Head sui social: Facebook | Instagram | Twitter (X) | YouTube
Visualizza questo post su Instagram

Comments are closed.