1989 – Waterfront Records

Oltre ad AC/DC e canguri, l’Australia ha sempre potuto vantare una scena alternativa di gran pregio: Lime Spiders, Depression, Hard-Ons, New Christs, God, The Eastern Dark, Cosmic Psychos, Exploding White Mice, giusto per citarne alcuni, fino ad arrivare ai più recenti ed apprezzatissimi King Gizzard & the Lizard Wizard… la lista potrebbe proseguire all’infinito.

In un panorama già così ricco, nell’89 vede la luce “Jazz”, terza fatica dei Massappeal, quartetto seminale originario di Sydney, un’opera destinata ad entrare di diritto nell’Olimpo delle migliori uscite hardcore-punk australiane – e non solo – di tutti i tempi.

Uscito originariamente come doppio LP (12” + 10”) per la Waterfront Records, è un disco che ridisegna i confini dell’hardcore, aggiungendo agli stilemi tipici degli anni ‘80 parti dissonanti, riffama thrash, arrangiamenti complessi ed una strizzatina al prog anni ‘70 che genera un blend tanto accattivante quanto singolare.

Una delle influenze immediatamente percettibili è quella dei Black Flag, circostanza probabilmente riferibile all’aver girato insieme l’Australia in lungo e in largo durante il tour dell’anno precedente, mentre le parti vocali richiamano alla mente i The Accüsed.

Oltre alle strutture complesse, che dapprima spiazzano ma poi catturano l’attenzione dell’orecchio più fino, “Jazz” è pervaso da atmosfere cupe e opprimenti che ricordano sovente l’omonimo capolavoro dei Die Kreuzen.

Ai tempi il nome dei Massappeal compariva con frequenza nelle riviste di settore e il disco fu accolto con fervore. Purtroppo, come frequentemente avveniva a quei tempi, il combo fu penalizzato dai costi elevati dell’import dei prodotti provenienti dall’Oceania e dalle difficoltà di distribuzione, circostanze che non permisero di raggiungere la meritata notorietà.

Il lavoro verrà ristampato dalla Chatterbox Records su CD in versione rimasterizzata nel 2006.

In definitiva, un disco da ascoltare tutto d’un fiato, caratterizzato da lucida ferocia e forza d’urto coinvolgente, che merita di essere riportato all’attenzione ed il cui unico difetto potrebbe rinvenirsi nell’aver annesso l’EP “Extra Jazz”: un’uscita separata avrebbe senz’altro reso l’ascolto meno prolisso.

Chiudiamo con una curiosità: prima di intraprendere la carriera musicale, il chitarrista Brett Curotta era un promettente surfista.


Tracklist (Jazz)

  1. When All’s Done
  2. If I Don’t
  3. Inward Spin
  4. Balance
  5. August
  6. Damage Zone
  7. Cactus
  8. No Light No Shadow
  9. Everything At Once

Tracklist (Extra Jazz)

  1. More You Hate
  2. Illness
  3. Last One
  4. What I Want

Line Up

  • Randy Reimann – Vocals
  • Brett Curotta – Guitar
  • Sean Fonti – Bass
  • David Ross – Drums

 

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