Memoriam – Requiem for Mankind

“Requiem for Mankind” è il terzo album dei Memoriam, band inglese di Birmingham fondata nel 2016 e dalle profonde sonorità old school death metal. Con 3 album in 3 anni (“For the Fallen” nel 2017 e “The Silent Vigil” nel 2018), i Memoriam dimostrano di riuscire a comporre pezzi di qualità a ritmi elevati. La band punta su un suono ed uno stile ben definito, caratterizzato da un death metal di sostanza, grezzo e puro.

L’album si dimostra violento al punto giusto, con poche melodie complesse ma assolutamente d’effetto. L’artwork che ritrae un rituale funerario crea un impatto macabro che si associa molto bene con le sonorità dell’album.

Il primo pezzo dell’album “Shell Shock” si presenta con un intro potente e veloce che lascia in seguito spazio a tratti di riff pesanti con ritmi più lenti. Il growl di Karl Willetts è abbastanza scandito e si riesce facilmente a riconoscere i testi dal primo ascolto. È decisamente un buon pezzo per aprire l’album, con delle sonorità che diventano progressivamente più intense verso la fine del brano. “Undefeated” dispone di un bellissimo riff iniziale e melodie che rimangono rapidamente impresse. Globalmente un pezzo molto ben riuscito che si avvicina quasi ad uno stile melodic death metal.

“Never the victim” è un pezzo meno originale con un accenno all’utilizzo di melodie più acute ed a vari tratti di assoli di chitarre, benché abbastanza brevi. “Austerity Kills” non cattura immediatamente l’attenzione ma si distingue rapidamente con chitarre più lavorate e passaggi dedicati al basso verso metà brano che danno un tocco originale e rendono il pezzo molto interessante. “In the Midst Of Desolation” è un pezzo solido, piacevole, anche se senza tratti che rimangono particolarmente impressi. “Refuse to be led” si traduce come un inno alla resistenza e di conseguenza costruito su passaggi potenti che danno una grande carica. Il pezzo accelera molto verso la fine con piccoli tratti senza batteria che mettono in rilievo le chitarre.

“The Veteran” è sicuramente uno dei migliori brani dell’album. Costruito su un riff quasi psichedelico, il pezzo si evolve su una melodia quasi brutale che è decisamente d’impatto.

Il brano titletrack dell’album “Requiem for Mankind” si distingue con una costruzione più complessa, con ritmi che si alternano a grande velocità e molto vari. Decisamente azzeccato inserire un pezzo del genere più particolare ed articolato. “Fixed Bayonets” dispone di melodie a ritmo elevato ed un bridge su cui è impossibile non fare headbanging. Pezzo decisamente accattivante. Infine, “Interment” è un pezzo strumentale che inizia con una melodia a volume molto basso e che si intensifica progressivamente. Un outro che ricorda la fine di un rituale e che si associa bene con il concetto dell’album.

“Requiem For Mankind” risulta quindi essere un album molto solido e molto ben riuscito. Un old school death metal che dà spazio a vari tratti melodici che faranno sicuramente apprezzare i brani anche ai non puristi del genere. Anche se ci sono un paio di pezzi che risaltano meno degli altri, non c’è un singolo brano che non sia di qualità. Questo album merita di essere riconosciuto come uno degli album del genere più ben riusciti di quest’anno fino ad ora.

Nuclear Blast – Giugno 2019

www.memoriam.uk.com

Tracklist:
Shell Shock
Undeafeated
Never the Victim
Austerity Kills
In the Midst of Desolation
Refuse to Be Led
The Veteran
Requiem for Mankind
Fixed Bayonets
Interment

Band:
Karl Willetts – voce
Scott Fairfax – chitarra
Frank Healy – basso
Andy Whale – batteria

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X