Metallica – Autodromo Enzo e Dino Ferrari, 17 Giugno 2006

 

Durante un afoso sabato di giugno, di primo pomeriggio, imbocchiamo l’autostrada A-1 da Milano per raggiungere l’Autodromo di Imola, dove si sta svolgendo la seconda giornata dell’Heineken Jammin’ Festival. Il caldo estenuante e le continue code che incontriamo sulla lunga striscia di asfalto, ci innervosiscono ma non ci scoraggiano perchè siamo estremamente curiosi ed anche abbastanza dubbiosi su ciò che andremo a vedere: i Metallica. Dubbiosi perchè nel 2003 eravamo presenti alla stessa manifestazione e sinceramente la performance del quartetto americano ci aveva lasciato piuttosto perplessi e notevolmente delusi.

Arriviamo, dopo aver parcheggiato e rinfrescato la nostra gola, qualche attimo prima dell’esibizione  dei Lacuna Coil. I nostri amici italiani hanno offerto la classica solida esibizione che sicuramente ha trovato un pubblico più ben disposto nei loro confronti rispetto al Gods of Metal 2005. Ci sanno proprio fare questi 6 rocker italici… Dopo aver assistito al concerto degli Avenged Sevenfold e The Darkness ci accasciamo sul cemento per seguire l’incontro mondiale tra Italia e USA, ed è meglio soprassedere…

Alle 23:15 le luci si spengono. Il boato dei quasi 100.000 presenti diventa assordante… è tempo di “Creeping Death”. Incredibile!!! Sin dalle prime note iniziali comprendiamo che James, Lars, Kirk e Robert sono in una splendida e strepitosa forma, nulla a che vedere con quanto visto 3 anni prima. Tonici, entusiasti, concreti, ma soprattutto Metallica!!! La band più conosciuta e amata al mondo, la band di cui più si è discusso negli ultimi anni a causa dei loro problemi di affidabilità psico-fisica, la band che ha trascinato e formato centinaia di altre band e che ha fatto sognare migliaia di giovani dai capelli lunghi e da pittoresche cinte e bracciali borchiati. Il quartetto ormai sembra essersi assestato e ben amalgamato e ci è anche parso sembrare ringiovanito… esagerato? Penso proprio di no. Il carisma e la voce di James Hetfield sembrano ritornati quelli di un tempo. Un frontman solido ed unico nel suo stile. Il pubblico, in meno di 10 minuti dall’inizio dello show, si lascia trascinare. Con Fuel continua il prezioso momento live che sfocia in un cadenzato e potente “Wherever I May Roam”. Il colpo d’occhio è splendido, migliaia di mani che seguono il ritmo delle potenti vibrazioni scaricate da Lars Ulrich. E c’è anche tempo per un nuovo brano, ‘…a new song called… “New Song”…’ fra le risate generali dei quattro ‘horsemen’…

Poi una breve pausa che spezza i quattro brani introduttivi con quello che sta per accadere. Sugli schermi scorrono le parole, ripetute dalla voce registrata di Hetfield, che introducono all’esecuzione completa dell’album “Master of Puppets” del 1986. Sì, tutto l’album intero, in sequenza, dal primo all’ultimo brano, strepitoso, emozionante e, non esagero dicendo, da brivido. “Battery”, “Master of Puppets”, “The Thing That Should Not Be”, “Welcome Home (Sanitarium)”, “Disposable Heroes”, “Leper Messiah”, “Orion”, “Damage Inc.”. Tutti insomma. Otto brani cantati e vissuti. Hetfield è veramente in forma e ha voglia di comunicare con l’audience; chiede al pubblico in quanti avessero comprato l’album non appena uscito nel 1986, pochi… e quanti lo avessero oggi…. tutti… Un’autentica chicca poter assistere a qualcosa del genere. Non credo che i Metallica abbiano mai suonato l’intero album non appena uscito o subito dopo. E poi il saluto a Cliff Burton, indimenticato bassista degli esordi della band… ed un lungo applauso commosso e commovente arrivato fino in cielo…

Ma non finisce mica così… C’è ancora tempo per far battere i cuori di tutti. Si continua con “Sad but True” e “Nothing Else Matters”, forse due fra le song più conosciute della band. Gli assolo di Kirk Hammet infiammano la calda serata e ci mostrano il solista deciso come mai e professionale come sempre. Ispirato ed insaziabile dominatore della sua sei corde… e Robert Trujillo si dimostra il solito animale da palcoscenico, mai a disagio, grandi qualità. Sarà stato l’ex bassista dei Suicidal Tendencies e Ozzy ad aver contribuito ad una rinascita? Ma è ancora tempo per ascoltare un’immensa “One” che ci riporta ai tempi di “…And Justice for All…”. Ma visto che il pubblico non sembra essere soddisfatto e domato, allora giù via per i territori di “Enter Sandman”… ed è un delirio di cori, urla e straordinaria condivisione di emozioni.

Prima dei saluti finali rimaniamo tutti stupiti dalle note di “Last Caress”, potente e veloce cover dei Misfits. Siamo giunti alla fine e James Hetfiled & co. ci chiedono, come se non fossimo pronti, a scatenarci per la conclusione, per un ultimo tuffo nell’impressionante potenza, per l’ultima volta nella serata;” Seek and Destroy” è la degna conclusione di una concerto che ha fatto tremare la pista e gli spazi antistanti l’autodromo di Imola e forse la città intera. Sono trascorse 2 ore e 20, ma le avremmo raddoppiate volentieri…

Alla fine della performance abbiamo incrociato lo sguardo di mille e mille occhi spalancati con impressi in tutti le immagini di un film che abbiamo seguito con immenso entusiasmo ed enorme piacere. Colpiti dalla perfetta sintonia che i quattro componenti hanno dimostrato di avere, dalla crescita personale e di gruppo acquisita in questo tempo, dalla compattezza di una band che sembrava finita ed ancora in carreggiata solo per questioni di marketing…

Bentornati Metallica e l’anno prossimo ci saremo di nuovo, seguiremo la promessa che ci ha fatto Lars di ritornare con un album ed un altro tour. Abbiamo aspettato tanto e il tempo a noi non fa paura…

Setlist:
1. Creeping Death
2. Fuel
3. Wherever I May Roam
4. new song
5. The Unforgiven
6. Battery
7. Master Of Puppets
8. The Thing That Should Not Be
9. Welcome Home (Sanitarium)
10. Disposable Heroes
11. Leper Messiah
12. Orion
13. Damage Inc.
14. Sad But True
15. Nothing Else Matters
16. One
17. Enter Sandman
18. Last Caress
19. Seek And Destroy

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