Metti una calda sera di ottobre in Orange County, il grill già caldo, una tavola imbandita, il chitarrista Mike Alvord ex Holy Terror, il suo batterista Roby Vitari membro della Grammy Awards Academy, il nuovo disco dei MINDWARS e la serata non può che evolvere nel migliore dei modi.

L’occasione è quella di parlare del quarto disco del trio (che per ora non è più trio, ne parleremo in seguito) nato sotto pandemia che letteralmente disorienta proponendosi arrogante e maturo, caratteristica inaspettata, diciamocelo, per un lavoro nato in un periodo così difficile per l’intero pianeta.

Come vedremo più avanti nell’intervista forse proprio per questo motivo “THE FOURTH TURNING” è un disco estremamente denso, sofferto, ricco di pathos e curato come mai successe nelle precedenti esecuzioni; una lezione quella di Mike e soci che si può applicare a chiunque soffra le stesse limitazioni, trarre vantaggio da ciò che invece sembra essere l’agonia del genere umano.

Definito da me stesso: “Il gruppo che più incarna la globalizzazione mondiale” è formato originariamente da un Californiano (Mike Alvord, chitarra), un Cosentino che diventa Torinese che diventa Californiano (Roby Vitari, batteria), un Torinese che rimane tale (Danny Pizzi, chitarra, basso) e un’aggiuntina ad hoc per il disco: di mescita californiana, dal nome italiano, Rick Zaccaro al basso.

Non ho neanche iniziato, il disco viene registrato in California, Mixato a Cosenza da Cris Copat del  KK Recording Studio, la casa discografica è Dissonance Production (UK) e distribuzione PlasticHead Distribution (UK). Se ci fate caso abbiam fatto più miglia con un CD che in mezza carriera di una hostess di lungo raggio.

Passiamo alla ricchissima chiacchierata con Mike che risponde alle mie domande con piacere e a fiume, come una liberazione: la soddisfazione di aver gettato sul mercato un ottimo prodotto in barba alla morte (sia fisica che spirituale) di questo anno infame.

 

Quarto appuntamento con un disco dei Mindwars, a mio parere la produzione più espressiva, calda, nata durante la pandemia che ha inginocchiato ogni artista in ogni landa. I bluesman dicono che per scrivere una bella canzone bisogna avere sofferto, è questo il caso o la mia è una domanda stupida?

No, non è una domanda stupida, è interessante; i testi nascono sicuramente da cosa stiamo vivendo ora, ma molte parti strumentali sono state registrate prima che il virus abbia colpito duro, quello che la pandemia ha offerto, in termini musicali, è stato il tempo che abbiamo potuto dedicare alla registrazione e all’attenzione dei particolari; ho speso probabilmente più di un mese per registrare le parti di chitarra, perché ne ho avuto la possibilità. Il lockdown mi ha donato il tempo per pensare di più all’armonia, cosa che non ho avuto in abbondanza nei precedenti dischi. Se per la musica la pandemia ci ha aiutato nella registrazione ha invece decisamente influenzato i testi proprio perché ho avuto tempo di leggere, di guardare la tv, le news e il tempo di elaborare queste informazioni. Penso sia una grande domanda, hanno ragione i bluesmen, “blues” vuol dire tristezza, ma tristezza creativa che partorisce musica.

Questa è Los Angeles, si suppone che sia il cuore pulsante del Rock’n’Roll, ma la Dissonance è inglese, mi sono perso qualcosa? Cosa c’è che non va nella scena thrash californiana?

Interessante domanda anche questa. Se pensi a quando gli Holy Terror erano sulla scena anni fa chi produceva i nostri dischi? L’Inghilterra (Roby ride in sottofondo). Anche nei dorati anni 80 chi produceva dischi thrash era inglese, a LA c’era spazio solo per il glam e capelli cotonati, a nessuno fregava nulla di altri generi. Senza di loro probabilmente neanche avremmo avuto una band, il loro supporto, allora come oggi, è stato fondamentale. Vedi, gli USA tendono a supportare solo quello che al momento è di moda, difficile che decidano di rischiare, di investire in qualcosa che non abbia già binari solidi.

La prossima non è proprio una domanda, ma una considerazione che viene in mente guardando voi: tu sei di zona, due dei tuoi musicisti sono italiani e avevate in programma un tour in Giappone prima delle restrizioni, se non siete parte della globalizzazione allora non so cosa lo possa essere.

…(ride)… se non fosse stato stato per i social media probabilmente non esisterebbe neanche la band, non avremmo avuto modo di metterci in contatto. Roby era un grande fan degli Holy Terror e ci siamo ritrovati a collaborare. Senza la moderna tecnologia non saremmo stati in grado di scambiarci idee musicali, i nostri dischi sono stati incisi in luoghi e tempi diversi. Roby e Danny registravano in Italia ed aver avuto basso e batteria che suonavano assieme nello stesso posto e nello stesso momento ha garantito compattezza. Per questo lavoro abbiamo al basso Rick Zaccaro, il motivo è stato un invito da parte della Schecter a suonare a un after party del NAMM, non c’era tempo fisico per avere Danny spedito su un aereo; dopo quella performance abbiamo deciso di averlo sul disco mentre Danny può concentrarsi alla chitarra per i prossimi live, visto che nasce come chitarrista.

Parliamo dei testi, nelle precedenti esperienze ho sentito molte parole contro l’ipocrisia, la guerra, il bigottismo, il culto della personalità e la violenza, cosa abbiamo oggi sul piatto?

La stessa cosa (ride), scriviamo su cosa ci succede attorno, quando un evento attira la mia attenzione io ne scrivo qualcosa a proposito. La divisione tra le persone è purtroppo terreno fertile, così come la distruzione dell’ambiente, la politica, gli anatemi dei leader religiosi; la cronaca, persino i film impegnati diventano il tessuto connettivo dei testi dei Mindwars.

Il trio è secondo me la formazione più bella in musica, ma è anche la più difficile e la più sfidante, come fai a coniugare dei riff tecnicamente difficili con la parte vocale?

Registrare è facile, dal vivo la cosa è più complicata, non ti nascondo che ho avuto qualche incertezza in passato. La chiave qua è riuscire a cantare senza nemmeno dover pensare alle parole; se dimentico una singola frase di una canzone e devo pensarci sopra è molto probabile che io commetta un errore alla chitarra. Questo ultimo album l’ho pensato da cantante, non da chitarrista-cantante e quindi complicandomi la vita. Ma avendo Danny a supportarmi dal vivo con la seconda chitarra posso forse esprimermi meglio alla voce.

Il tour di promozione del disco avrebbe dovuto essere l’argomento della prossima domanda, ma sappiamo tristemente che non succederà tanto presto, come vedi il futuro della musica dal vivo?

Non ne ho idea, è strano, irreale. Molto probabilmente si faranno molti più video sui social, il che può anche essere interessante, a quel punto la distanza fisica con Danny in Italia si annulla. Dicono che un vaccino è in preparazione e che potrà lenire i danni, o forse solo darne l’illusione, non lo sappiamo, non ne abbiamo il controllo. La scena online sta sicuramente aumentando, bisogna essere creativi, non avremo centinaia di persone riunite ancora per molto tempo ho paura.

Il Rock’n’Roll è una delle culture che riunisce le persone più eterogenee, di differenti idee politiche, religiose, segni zodiacali, preferenze sessuali e insofferenti alle lotte politiche, ma qualcosa possiamo dire riguardo la sicurezza: non ignoriamo le precauzioni più elementari (senza essere paranoici) come indossare la mascherina e mantenere la distanza in modo da gettarci alle spalle questo cazzo di disastro.

Il modo in cui la vedo io non ha nulla di relativo a credo politico o altro, se tu sei timorato dalla pandemia o sei uno scettico che si crede vittima di un complotto io rispetto tutti comunque osservando le direttive sanitarie, non mi importa chi ho davanti. È decenza civile e rispetto di tutti, non è “violazione dei miei diritti”, è forse violazione dei diritti mettere le cinture di sicurezza? O fermarsi al semaforo rosso? È solo per la sicurezza di tutti e rispetto degli altri. Se tutti facciamo la cosa giusta ci leviamo il problema dai piedi ed è interesse di tutti.

Un giornalista italiano è famoso per porre questa domanda alla fine delle sue interviste: “fatti una domanda e datti una risposta” (Marzullo, ndr)

…(Mark e Roby ridono…): ok senti questa: perché hai cominciato a suonare la chitarra?
Roby tu hai un’idea del perché?

Roby Vitari: hai fatto una promessa a qualcuno, volevi impressionare una ragazza?

No, all’inizio ero affascinato dal baseball, giocavo in prima base, era un fanatico dei LA Dodgers, non ero assolutamente appassionato di musica. Poi un giorno quando avevo 12 anni mia sorella e il suo attuale marito mi portarono a vedere i Kiss, Alive tour, Mi cadde la mascella e dissi a me stesso: “Ok, fanculo il baseball, voglio suonare la chitarra!!”.

Immagina fuoco e fiamme sul palco, il volume alto, i costumi e tutto il circo, sono andato fuori di testa!

Allora, è stata una buona domanda?

Certo Mike, ottima!

Si conclude così l’intervista, anche perché ho cucinato tutto il giorno e ora dobbiamo mangiare ITALIANO mentre l’impianto pompa The Fourth Turning, a breve recensito su queste frequenze.

http://www.mindwarsofficial.com

https://www.youtube.com/channel/UCNZuB1K78EAd9rztqBk3PhA

https://www.dissonanceproductions.co.uk  

Write A Comment

X

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi