Motörhead – Ace of Spades: 35 anni di impetuoso rock’n’roll

 

Ace of Spades‘ è il quarto album in studio dei Motörhead e viene pubblicato l’8 novembre del 1980, 35 anni orsono. Risulta subito evidente che c’è qualcosa di nuovo, qualcosa di profano e qualcosa di unico e irripetibile nella storia del trio di Londra.

Iniziamo a collocare quest’album dal punto di vista storico. E’ il 1980, siamo in Inghilterra, il primo ministro e la signora Tatcher, odiata da tutti e amata da pochi, la gente è come sempre arrabbiata e da qualche mese l’heavy metal, in declino da metà degli anni settanta, viene riproposto con veemenza e con incredibile freschezza da una serie di band formate da adolescenti appassionati e caparbi, vogliosi di contrastare tutto e tutti e decisi ad imporsi alla ribalta cercando di dare un senso alle proprie speranze e ai propri songni, con la stessa rabbia e senso di frustazione di cui è intrisa la società del momento. Il periodo  storico-musicale viene ricordato come la nuova ondata del metal britannico, ovvero ‘New Wave of British Heavy Metal’. Tante sono le band che ne entreranno a far parte: Iron Maiden, Def Leppard, Raven, Tygers of Pan Tang, Samson, Angel Witch, Grim Reaper, Praying Mantis, Satan, Tank, Demon, Girlschool, Diamond Head, PUNTO, altrimenti parlerò di altro, tutte diverse fra loro, tutte uniche (ogni riferimento alla monotonia piatta e semrpe uguale di band o musicisti moderni è voluto e coscientemente pensato).

In questo filone, movimento di rinnovamento, non dello spirito, ma della società musicale britannica (ancora ventagliate di punk music pervadono i sobborghi di Londra) i Motörhead non possono essere compresi e compressi. Di difficile collocamento poichè già altri tre album alle spalle e quindi non band di rpimo pelo e poco adolescenti anagraficamente, Lemmy ha 35 anni circa, ‘Fast’ Eddie Clarke ne ha 30 e Philty ‘Animal’ Taylor ne ha da poco compiuti 26. Difficile da collocare come stile… tra rock’n’roll e punk, tra metal classico e moderno per i canoni del 1980. Insomma che ne facciamo dei Motörhead del 1980… La soluzione risulterà semplice, ovvero: anello di congiunzione tra antico e moderno; ecco come erano considerati i Motörhead  del 1980…

I Motörhead arrivano ad ‘Ace os Spades‘ dopo una fase non molto ben precisa della loro carriera. Il primo album omonimo, ‘Motörhead‘, avrebbe dovuto rappresentare il lavoro conclusivo di un fallimento annunciato e invece, inaspettatamente, risultò essere il primo passo per una carriera lunghissima e duratura; nel 1979 due album ‘Overkill‘, a marzo, che avrebbe dovuto lanciare il gruppo dopo l’inizio imprevisto e che non viene molto apprezzato nell’immediato, tanto da far pensare a Eddie Clarke di abbandonare ogni speranza di diventare ricco e famoso e di poter campare di musica; a settembre ‘Bomber‘ che invece colpisce e scuote critica e pubblico e che fornisce al trio maggiore visibilità e notorietà, più apparizioni televisive e più concerti in cui la potenza insepressa in studio e la velocità raddoppiata dei brani decretò il nuovo corso per la band una volte per tutte.

Quindi si rende necessaria una conferma, un qualcosa che possa far sì che si decida da che parte stare: sul palco per sempre o meteore di un mondo senza pietà? E’ necessario quindi reclutare un produttore con i controfiocchi. Ecco apparire Vic Maile, il quarto uomo dei Motörhead di ‘Ace of Spades‘ e la band si chiude nei Jackson’s Studios di Rickmansworth durante agosto e settembre del 1980.

Quali sono le caratteristiche peculiari di ‘Ace of Spades‘, quali sono quei momenti che rendono quest’album unico nella storia della band e che darà al trio la consacrazione definitiva che i tre componenti stavano aspettando?

Se analizziamo e confrontiamo i suoni di ‘Ace of Spades‘ con quelli di ‘Overkill‘ e ‘Bomber‘ notiamo subito una differenza sostanziale. Le sonorità dei due album del ’79 sono più calde e ovattate, più avvolgenti, mentre quelle di ‘Ace of Spades‘ sono più lineari e quasi fredde, uno schiaffo sonoro, lame taglienti al servizio di un nuovo elemento fondamentale: la velocità, aumentata volutamente dopo i tre album precedenti. Se consideriamo l’intro di basso di ‘Ace of Spades‘, velocità e suono sono distorto richiamano immediatamente il nuovo di questo lavoro: nuovo in velocità, nuovo in sonorità. Il lavoro dei tre ceffi è impressionante. ‘Ace of Spades‘ è il brano più ricordato dei Motörhead, ma permettetemi di aggiungere che nell’album ci sono dei pezzi spettacolari che a mio modestissimo parere superano di gran lunga la bellezza della title track. Scusatemi ma se di quest’album dei Motörhead si ricorda solo ‘Ace of Spades‘ allora, lo dico con tristezza, dei Motörhead non si conosce proprio nulla!

La mia versione dell’album, ho quella pubblicata in America con etichetta Mercury / Bronze (in Europa è stampata su marchio Bronze), inizia con ‘The Chase Is Better Than the Catch‘, sì il lato A inizia proprio così… è stato questo il brano che mi ha fatto innamorare di questo album… l’inciso centrale, ‘…let me hear ya…‘, il brevissimo giro di basso che introduce la richiesta precedente… strepitoso… ‘Love me Like a Reptile‘ un serpente a sonagli che morde ed inietta di veleno tutto, con un ritmo saltellante e contagioso e la coda del serpente scossa dalle rullate di Philty. ‘Shoot You in the Back‘ che riporta, con l’intro di Lemmy che urla ‘…western movies…‘, ai film western e di conseguenza alla strana copertina dell’album che vede i tre ceffi in versione pistoleri su un’ipotetica duna di un deserto dell’Arizona, davvero ipotetico poichè la realtà riporta lo scatto del fotografo in una cava di sabbia di Chipping Barnet, una zona a nord di Londra… brano magnifico!!! ‘

Motorhead - Ace of Spades

Live to Win‘ che diventerà un altro marchio di fabbrica del clan Motörhead, una citazione come tante altre del periodo, storia e modo di dire, ma anche uno sfacciato ritmo saltellante e irriverente, con quel piccolissimo dettaglio composto da poche note suonate da Eddie Clarke subito dopo il secondo ritornello e quell’assolo spettacolare a concludere. Se non ricordate, non perdete tempo… andate e riascoltate, amen. ‘Fast and Loose‘, irriverente e spietato, peccato originale di una serata… no remorse… e a conclusione della facciata A un brano che farà epoca e nel successivo album, il live primo in classifica UK del 1981 ‘No Sleep ’til Hammersmith‘ sarà introdotto, con un urlo devastante e amplificato, da una serie di roadies a cui è dedicato ‘(We are) The Road Crew‘.

Ace of Spdes albums

Il secondo lato dell’album  è introdotto dall’arcinota title track, quella che fa impazzire le masse per velocità e cattiveria, che le distrugge, che fa buttare nel mezzo della mischia il sottoscritto ‘…and don’t forget the joker…‘. Non so se avete presente ‘Fire Fire‘. Io sì. dopo 35 anni dalla prima volta che ho ascoltato questo brano mi si è impresso nella mente come un marchio infuocato. ‘Fire, Fire! Conflagration, Fire, Fire! Hellfire damnation, Fire, Fire! Strike six strike eight, Fire, Fire! I think you’re great‘… tutto sesso e rock’n’roll, tutta potenza e velocità e con la batteria di Philty che si innalza in una serie di battute sprezzanti e irriverenti, l’unica batteria dei Motörhead che io ricordi… ‘Jailbait‘ rallenta molto la tenzione anche se il ritmo è pesantissimo e angosciante, davvero pericoloso, solo Wendy o’ Williams poteva cimentarsi in un rifacimento dannoso. E poi ‘Dance‘, solito ritmo irriverente, solito incitamento al divertimento a colpi di rock’n’roll e avviandoci alla conclusione passiamo attraverso ‘Bite the Bullet‘, altro brano veloce e apparentemente semplice. Breve, preciso e conciso, clichè solito, ancora una volta il solo di chitarra è piazzato alla fine del pezzo il che rende questo, come gli altri, decisamente potente, poichè è tutto e sempre in un crescendo senza sosta. La conclusione è affidata a ‘The Hammer‘. Mica è un titolo buttato lì tanto per… è davvero un martello di potenza unica, velocissimo ai limiti di quel che verrà dopo e di cui ovviamente i Motörhead  sono stati i maestri assoluti.
Nell’album non è inserita la facciata B del singolo ‘Ace of Spades‘, ovvero ‘Dirty Love‘ molto strano e seventies e decisamente Motörhead vecchio stampo quasi da ‘On Parole‘ o ‘Motörhead‘.

ACe of Spades singoliNegli anni a seguire sono uscite tantissime versioni dell’album, dei singoli, EP, pciture disc e deluxe version… una manna per gli appassionati e per le casse di spetati avvoltoi… ma chi se ne frega…

Ace of Spades‘ è la speigazione pratica e palese dell’affermazione di Lemmy quando dice ‘We are Motörhead and we play rock’n’roll’. I solchi di ‘Ace of Spades‘ sono la testimonianza del significato dell’equazione Motörhead sta al Rock’n’Roll come il Rock’n’Roll sta ai Motörhead. Un album spietato e unico nello stile e nel genere e la storia ha dato ragione quanti dicevano che avevamo fra le mani un grande lavoro e venivano presi in giro e derisi… gente incoscente!

Album che di rilevanza fondamentale dal punto di vista iconografico, l’asso di picche sarà e rimarrà un altro simbolo dei Motörhead, impossibile non associare i due elementi fra loro.

Ace of Spades‘, è il simbolo del momento top della band di Londra, ma allo stesso tempo il passaggio verso la fine di un paricolare periodo irripetibile, gli anni d’oro, pietra miliare del rock devastane e veloce. I Motörhead sono soprattutto quei momenti e quegli anni che volano dal 1975 al 1982, i Motörhead dei tempi moderni sono sempre i Motörhead, ma la storia non si tocca e la storia è ‘Ace of Spades‘…

Chiaro?

About Francesco Amato 720 Articoli
Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X