Necrodeath – Intervista 2009

 

 

Da qualche mese ormai è uscito un altro devastante capitolo marchiato Necrodeath, “Phylogensis”. Via mail intervisto la band e con gli “amici di vecchia data” affronto i temi riguardanti il loro ultimo lavoro…

“Phylogenesis”… partiamo da questo punto, dal titolo. Di che tipo di evoluzione della specie parlate, dal vostro / tuo punto di vista?

Peso: L’album è un concept sul tempo… diviso in tre episodi tutti differenti tra di loro… il passato il presente e il futuro… Per cui si passa dall’alba del modno fino ad un modo totalmente futuristico, clonato addirittura, ma sarà con il brano finale “Final War” che il tutto avrà un epilogo…

“Phylogenesis” è un album molto omogeneo soprattutto sotto il profilo sonoro, parlo di tenebrosa oscurità e atmosfera cupa, ma anche piuttosto vario poichè non mi sembra mai ripetitivo, anzi a mio giudizio offre un passo in avanti rispetto a Draculea che già era particolare. Continua tu…

Flegias: In quanto a atmosfere cupe ed oscure direi che l’apice l’abbiamo toccato con Draculea sia per le tematiche trattate che per alcune soluzioni stilistiche. Collocherei piuttosto quest’ultimo album come un ritorno alle vecchie sonorità ma forte dell’esperienza precedente. Mi piace molto la definizione che gli hai dato: “omogeneo ma non ripetitivo”, è uno capisaldi dei nostri dischi, cerchiamo sempre di ottenere questo tipo di risultato, d’altronde abbiamo quasi sempre un anno di lavoro di composizione tra un disco e l’altro per raggiungere questo obbiettivo e speriamo di esserci riusciti anche questa volta.

Recensendo l’album ho parlato di concept come “100% Hell!” e “Draculea”, anche se su percorsi concettuali e stilistici differenti. Ho osato troppo o posso dire di aver dato una definizione esatta? e, ovviamente se è esatto quanto ho detto, pensi che il concept riesca a soddisfare la vostra vena compositiva e creativa, e noto che vi trovate a vostro agio con le stesure che hanno temi comuni…

Peso: Guarda non devi mai aver paura di osare… del resto ogni tua sensazione e vibrazione è solo tua, per cui nessuno te la potrà mai contestare… e poi con tutte le cazzate che si leggono da questi cosiddetti critici musicali, a te dovrebbero darti il premio nobel, anche solo per come gestisci da tanti anni la tua webzine e la professionalità che ci metti… Detto ciò scriviamo le nostre canzoni senza pensarci mai troppo e in genere se il riff o il ritornello piace, difficilmente lo rivediamo per riarrangiarlo mille volte… siamo diretti e a mio parere semplici nel nostro modo di comporre… per quanto riguarda le liriche si ci piace dare un senso a tutto l’album e ci viene piu naturale probabilmente… non è detto che faremo sempre dei concept, però l’idea del tempo era una cosa che avevo già in mente e che volevo fare in una maniera o nell altra…

Già Draculea mi aveva molto colpito favorevolmente. Non mi aspettavo allora un’evoluzione così particolare, davvero un grande album (te lo ripeto ancora una volta…) e, se mi permetti parlo sinceramente con te perchè so che posso farlo, non pensavo di ascoltare un altro album di alto livello come Phylogenesis. Cosa vuol dire che la maturazione che avete raggiunto vi porta oramai a comporre album senza difficoltà, oppure avete trovato il filone giusto dato dalla vostra esperienza, siete ‘cresciuti’ e sono aumentate le capacità…

Flegias: Le difficoltà si assottigliano con l’esperienza e il tempo fa l’uomo saggio. Ma tengo sempre a ribadire che nulla si pianifica a tavolino, i brani nascono spontaneamente così come spontaneamente si arrangiano e si registrano. Cura e metodologia, tutto lì…. nessuna strategia particolare dietro ad ogni album, a parte i piccoli studi personali che ognuno di noi porta avanti.

Brani come “Time Never Dies”, “Extreme Emotional Shock”, “Propitiation of the Gods”, “Final War”, tanto per citarne alcuni, sono quelli che mi hanno emozionato di più. Ma come ti avevo accennato vorrei da te due parole per descrivere i vari brani secondo il tuo punto di vista, sensazione ed emozione…

Flegias:
Awaking of Dawn: una bella cartella in faccia, giusto per iniziare, ma già si intuiscono le regole del gioco.

I.N.R.I.: il pezzo “pesante” in assoluto. E’ il ritornello cadenzato stile primi Hellhammer a rendere marcio il tutto.

The Theory: uno dei miei pezzi preferiti, adoro cantarla dal vivo. Spero venga assimilata presto dal nostro pubblico perché è molto coinvolgente.

Extreme Emotional Shock: qui si incomincia a stravolgere un po’ il “tiro”… brano più “lento” con il punto forte nel ritornello di Zanna dei Raza de Odio.

Time Never Dies: Inizialmente avrebbe dovuto essere il singolo dell’album grazie al ritornello molto d’impatto ma poi si è rivelata un tantino lunghetta per questo scopo.

Propitiation of the Gods: la mia preferita in assoluto! C’è tutto quello che ci deve essere in una canzone con i controcazzi.

Cloned World: nonostante il finale trascinante da classico stage diving, è quella che mi piace meno dell’album.

Persuasive Memory: la pesantezza del riff portante fa si che questo pezzo, un po’ strano per i nostri standard, acquisti valore aggiunto… psicotico.

Final War: l’apoteosi finale, non potevamo concluderlo meglio. Il crescendo finale mi fa venire sempre la pelle d’oca.

Ma ci sarà pace nella line up dei Necrodeath? Tanti cambi in questi anni… John, Andy, Pier (va e viene… ma è un membro effetivo al 100% Hell?), dì la verità… lo fate apposta per confondere tutti (scherzo)?

GL: eheheh… sì, in effetti ci sono stati alcuni cambi di line-up in questi ultimi anni, anche se le persone che ruotano intorno ai Necrodeath fanno parte di un’unica famiglia che si è consolidata nell’ultima formazione. Infatti io lavoravo già nei Necrodeath da diversi anni, ho anche sostituito John nel tour europeo del 2006, mentre Pier olre ad aver partecipato alle registrazioni di “Draculea” ha suonando nel tour di “100% hell”, quindi trovarci tutti insieme a scrivere un nuovo capitolo della storia Necrodeath è stato semplice e spontaneo.

Come va la situazione live ultimamente?… e com’è andata al Metal Valley?

GL: Direi che non possiamo lamentarci, stiamo suonando parecchio sia in Italia che fuori e già ora stiamo ricevendo richieste per l’inverno 2009 e stiamo pianificando date per il 2010, siamo sempre attivi sotto questo punto di vista, non ci fermiamo mai. Al Metal Valley è andata benissimo, il festival era organizzato molto bene ed il pubblico era eccezionale, ci siamo divertiti molto durante la giornata trascorsa insieme a tutte le band che hanno partecipato, in particolare sono stato onorato di condividere il palco con i grandissimi Entombed.

Non voglio aprire la solita trita e ritrita vecchia ferita per le band italiane, ma sono migliorate le cose per i gruppi nostrani in Italia?

GL: Per quello che posso vedere io no, sarò pessimista ma non vedo grandi miglioramenti sotto questo punto di vista, tutto risulta sempre difficile e bisogna sempre tirar fuori le unghie per continuare a far qualcosa. So bene che ci sono molte band che in Italia non hanno nulla da invidiare rispetto le proposte estere, se però non si crede nel metal nostrano le possibilità di far uscire talenti dall’underground risultano vane!

Che si dice del vostro nuovo album all’estero?

Peso: Mah… so che è la SPV tedesca il nostro distributore in Europa e so anche che per via del download pirata dei cd non sta navigando in buone acque… cosa dirti? La situazione è critica per tutti indipendentemente se realizzi un album di qualità o meno… I gruppi al primo disco sono praticamente tagliati fuori… Le ultime che so è che non solo si devono pagare tutto ma anche autocomprarsi un tot numero di copie… Vedi queste cose ai miei tempi erano impensabili… Comunque speriamo che ognuno faccia il suo lavoro e che “Phylogenesis” venga distribuito ovunque!

E adesso a mente fredda che ne pensi di “Phylogenesis”?

GL: “Phylogenesis” è stato concepito di getto, registrato e curato nei particolari ma senza rivedere troppo le canzoni che risultano quindi fresche e con un’attitudine live che è la caratteristica che più mi piace. Non cambierei nulla anche perché quando registri un album ti rappresenta per quello che sei in quel momento, come se fosse una fotografia, che ha però immortalato le tue sensazioni e i tuoi pensieri.

Per concludere questa missiva… Il solito saluto ai tuoi fan e ai lettori di longliverocknroll.it…

Peso: Un saluto ai lettori e se vogliono interagire con noi basta che vadano sul nostro sito ufficiale per aver qualsiasi tipo di informazione… www.necrodeath.net e un ringraziamento particolare a voi due che da tanti anni ci date un grosso supporto!

Ringrazio Peso, Flegias e GL per la disponibilità e la pazienza che in tutti questi anni ci hanno dimostrato e soprattutto per le parole dette nei nostri confronti… Necrodeath… l’incubo continua…

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