È una serata primaverile insolitamente fredda. Come la maggior parte di tutte quelle primaverili di questo strano (dal punto di vista climatico e non solo) 2025. Le anime rock più pure verranno però riscaldate ancora dalla musica di una grandissima band italiana, che ormai da più di trent’anni ha conquistato migliaia di appassionati in tutta la Penisola.

Sto parlando ovviamente dei toscani NEGRITA, che tornano in una città che li ha sempre supportati nel corso della loro lunga carriera. Dopo le loro apparizioni negli anni scorsi – dopo qualche anno di pausa post-Covid – per celebrare il trentennale della loro carriera con una doppia data all’Alcatraz (nda location storica scelta anche per la data che vi sto raccontando) e una anche all’Unipol Forum, i NEGRITA sono in città per promuovere il loro recentissimo album “Canzoni per anni spietati”, uscito a fine marzo.Un tour che li sta portando in giro per tutta l’Italia e che sta registrando una notevole richiesta di biglietti ai botteghini.

Rispetto al tour del trentennale della band, questo tour offre maggiori momenti intimisti, visto che la maggior parte delle canzoni dell’ultimo album è molto cantautoriale e con chitarre meno potenti (dal punto di vista del volume), ma ovviamente sempre molto efficaci. Con qualche minuto di ritardo sul previsto, dopo le 21, i NEGRITA sono saliti sul palco centrale dell’Alcatraz sulle note della storica “Give Peace a Chance” di John Lennon e Yoko Ono. L’apertura è affidata a due pezzi tratti da “Canzoni per anni spietati”, vale a dire l’opener “Nel blu” e la successiva “Non esistono innocenti amico mio”, che il pubblico dimostra già di apprezzare, vista la partecipazione convinta.

Pubblico di tutte le età e categorie sociali, con la maggior parte dei presenti sicuramente over 50, come il sottoscritto. Il primo vero grosso hit, vale a dire “Bambole”, viene strategicamente posto subito dopo. Pezzo dal ritornello ipnotico, che tutto l’Alcatraz ha cantato a squarciagola.

La prima grossa sorpresa della serata è stata l’esecuzione di “Provo a difendermi”, pezzo tratto da “Reset” e che è stato finora eseguito davvero poche volte. La band è stata concentrata moltissimo sull’esecuzione dei brani che man mano si sono succeduti. Pau si è limitato a raccontare di quanto sia importante la pace, sulla bellezza del sorriso delle persone milanesi presenti stasera e sul fatto che il mondo si è imbruttito per l’individualismo di tante persone, che non trovano di meglio che insultare il prossimo o i personaggi famosi sul web, i cosiddetti “haters” od odiatori sociali.

Il momento composto da delicate canzoni iniziato da “Provo a difendermi”, ha anche visto eseguiti “Brucerò per te” e “Il gioco”, fino a che il basso pulsante di Giacomo Rossetti e i riff tecnicamente molto slashiani di Drigo hanno introdotto “In ogni atomo”, che ricordo ancora perfettamente associata a un video girato in una splendida villa, in un giardino dall’infinito labirinto.

Non sono presenti questa sera pezzi tipicamente rock quali “Transalcolico”, “Negativo” e “Sex”, che spero di riascoltare in altri futuri tour della band. Un altro pezzo tratto da “Canzoni per anni spietati” è seguito a “In ogni atomo”, ossia “Song to Dylan”, sentito omaggio folk a colui che secondo Pau ha ispirato tutto e che ha influenzato moltissimo la band, vale a dire il menestrello Bob Dylan.

L’eterea e soave “Ho imparato a sognare” è stata eseguita subito dopo ed è stata seguita da “Ama o lascia stare”, che come ho scritto sopra è un pezzo che narra le gesta dei cosiddetti odiatori dei social.

Il momento delle sonorità latine tipicamente santaniane è subito subentrato col trittico “Radio Conga”, “Il libro in una mano, la bomba nell’altra” (questa assolutamente da annoverare nella memoria collettiva per il calore con cui è stata accolta) e “Rotolando verso sud”. Il concerto è proseguito su ritmi molto cantautoriali con l’esecuzione di “Il giorno delle verità” e “Noi siamo gli altri”.

I riff di chitarra e il ritmo molto potente hanno fatto da base a due pezzi storici quali “Cambio” e “Mama Maè”, pezzi che moltissimi si ricorderanno associati a film di straordinario successo del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo.

I bis sono stati affidati al trittico “Ehi! Negrita” (nda ricordo che la band ha preso il nome proprio da una canzone dal titolo simile dei The Rolling Stones), “A modo mio”, che ha fatto ballare proprio tutti, e alla finale “Gioia infinita”, che con la sua immensa dolcezza ha accompagnato i presenti verso l’uscita e ancora per quattro chiacchiere o un panino post-concerto.

Non mancateli nelle prossime date!
Mauro Brebbia


SETLIST:

  1. Nel blu
  2. Non esistono innocenti amico mio
  3. Bambole
  4. Provo a difendermi
  5. Che rumore fa la felicità?
  6. Brucerò per te
  7. Il gioco
  8. In ogni atomo
  9. Song to Dylan
  10. Ho imparato a sognare
  11. Ama o lascia stare
  12. Radio Conga
  13. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
  14. Rotolando verso sud
  15. Il giorno delle verità
  16. Noi siamo gli altri
  17. Cambio
  18. Mama Maè
  19. Ehi! Negrita
  20. A modo mio
  21. Gioia infinita

BAND:

Pau – voce e chitarra acustica
Enrico “Drigo” Salvi – chitarre
Cesare “Mac” Petricich – chitarre
Guglielmo Ridolfo Gagliano – tastiere
Cristiano Dalla Pellegrina – batteria

SITO UFFICIALE:
negrita.com

Mauro Brebbia
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