Il tour promozionale dell’ultimo album dei Negrita intitolato “Canzoni per anni spietati” (uscito lo
scorso 28 Marzo) sta continuando con un ottimo riscontro da parte del pubblico.
Dopo date nei migliori clubs italiani oppure open air, ecco arrivare uno spettacolo teatrale.
Negli ultimi anni, la band toscana e più precisamente originaria di Arezzo, ha suonato davvero
molte volte in teatro.

Negrita © Giulia Di Nunno | longliverocknroll.it

Questo tour fa registrare una differenza sostanziale rispetto ai precedenti tours nei teatri italiani.
Il tour “Canzoni per anni spietati in teatro tour 2025” è infatti suonato in elettrico, mentre i
precedenti tours teatrali erano in acustico. L’ultimo album della band ha segnato un’evidente virata verso un folk cantautoriale, decisamente ispirato dal menestrello Bob Dylan tributato anche in una canzone.

Seguo i Negrita dagli anni Novanta e a volte come gli amici ci si perde un po’ di vista e poi ci si
ritrova. Sicuramente, ogni volta che rivedo i Negrita dal vivo, so di contare su una band che mette
“anima e core” nelle loro performance dal vivo. Nessuna base, nessun playback, nessun aiutino tecnologico, soprattutto nessun autotune come usano tanti sciagurati artisti che stanno infestando le classifiche di vendita italiana da svariati anni. Essendo un tour teatrale, si sta tutti seduti in teoria questa sera. Salvo poi disattendere tale predisposizione su preciso invito del carismatico e storico cantante dei Negrita, Pau.

Negrita © Giulia Di Nunno | longliverocknroll.it

Set diviso in due parti, con inizio puntualissimo alle ore 20 o poco più, con praticamente
nessuna scenografia se non qualche luce che può anche ricordare qualche luce appesa nei
balconi italiani in questo periodo d’accompagnamento verso il Santo Natale. Il teatro Intred di Varese si trova nella centralissima Piazza della Repubblica ed offre periodicamente vari spettacoli musicali o di cabaret. L’acustica è davvero ottimale, le poltrone comode e la visuale direi ottima.

Come il precedente tour nei clubs e che vidi all’Alcatraz, le danze si aprono con un singolo tratto
dall’ultimo album intitolato “Nel blu” (lettera ai potenti della terra). Non è presente però l’intro di “Give peace a chance” di John Lennon e la band è salita sul palco attaccando subito il pezzo.
Pau ha ricordato prima del secondo pezzo “Radio Conga”, che l’ultima volta a Varese nello
stesso teatro ha perso le chiavi della macchina e scherzando ha detto che forse qualcuno le
aveva recuperate. I ritmi sono rimasti alti con l’esecuzione di “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”, che ha fatto danzare da seduti in maniera educata e composta il pubblico.
L’impegno politico e sociale della band è emerso con la successiva “Noi siamo gli altri”, tratta da
“Canzoni per anni spietati”. Pau ha detto che non devono esistere divisioni politiche tra Destra e Sinistra, tra Nord E Sud, tra Prima gli Italiani o Dopo gli Italiani e che non devono esistere guerre.

Un tributo alla città di Varese è stato compiuto con l’esecuzione live della canzone “Il gioco”.
Pau ha ricordato appunto che il videoclip della canzone è stato girato a Varese. C’è stato anche un momento molto ironico che ha preceduto l’esecuzione di uno dei miei personali pezzi preferiti della band, ossia “In ogni atomo”. Tale pezzo è dedicato ad un amore verso una ragazza e Pau ha ringraziato per il grande sostegno del pubblico, scherzando e dicendo che il pubblico era molto buono e che tutto questo era dovuto al Natale. Ha chiesto poi quante persone li seguissero dagli anni Novanta ed affermando ironicamente che stasera era come stare nel reparto geriatrico e che al posto
dell’attuale tastierista della band Guglielmo Ridolfo Gagliano ci fosse cinquecentotrenta anni fa,
il Conte Camillo Benso Conte di Cavour.

C’è stato poi un graditissimo ritorno nella setlist dal vivo della band, ossia “Provo a difendermi”.
La band non l’eseguiva live da diversi anni e Pau si è chiesto guardando Drigo e Paolo Bruni, perché cazzo non l’hanno suonata per anni, visto che piaceva tanto.
Molto apprezzata è stata anche l’ormai classica “Che rumore fa la felicità”, seguita da una
canzone fondamentale di “Canzoni per anni spietati”. Tale canzone è intitolata “Song to Dylan”, che la band ricorda dal palco con affetto visto che ha ispirato le sonorità folk dell’ultimo album.

Dylan è per loro un guru che li ha ispirati nella coscienza politica e che lui è per antonomasia il
poeta con la chitarra e manifesto diretto della guerra contro il Vietnam. E’ seguita poi “Non si può fermare” e subito dopo la band ha voluto fare alzare tutti dalle comode poltroncine con l’esecuzione di due pezzi energici e storici della band, “Cambio” e “Mama Maé” che hanno visto tantissimi avvicinarsi e ballare sotto palco e gli altri spettatori scatenarsi .
Si è conclusa così la prima parte dello spettacolo e la pausa è stata davvero brevissima. Cinque minuti soltanto e senza introduzioni del pezzo, la band ha attaccato “Non esistono innocenti amico mio”, tratta dall’ultimo album seguita dal pezzo che portarono in un vecchio Sanremo ossia “Bambole” e da “Lontani dal mondo”, pezzi degli inizi che Pau ricorda quando erano ventenni incoscienti dai forti istinti sessuali. Racconta di quando andavano ad imboscarsi in macchina nelle strade di Arezzo Alta.

Con “Sale” il tastierista Guglielmo Ridolfo e Gagliano e il bassista Giacomo “Rost” Rossetti si
sono scambiati gli strumenti ed hanno dimostrato di essere molto versatili.
Alla fine del brano, Pau ha scherzato dicendo che non ci fosse un bar nella platea alta e di
quanto fossero sfigati per questo chi assisteva al concerto in tale zona. Una versione swing inconsueta di “Malavida en Buenos Aires” è seguita, sempre con bassista e tastierista a scambiari i ruoli. Sono poi stati eseguiti svariati pezzi dominati da sonorità acustiche e che possono essere tutti
tranquillamente definiti “classici” del combo toscano, ossia “Brucero’per te”, “Ho imparato a sognare” e “Magnolia”. Tutte accolte con entusiasmo dal pubblico.

Alla fine su invito esplicito di Pau, il pubblico si è alzato in piedi e forse Drigo si è un attimo
spaventato perché il suo compare cantante di mille avventure ha affermato che eventuali danni
sarebbero stati addebitati a lui. “Rotolando verso Sud”, “A modo mio” e la finale “Gioia Infinita” hanno concluso uno spettacolo durato due ore e mandato a casa gli spettatori con il rumore della felicità impresso nell’anima e davvero evidente. Da segnalare la solita prova precisa e convincente del batterista Cris Dalla Pellegrina.

Mauro Brebbia.

1. SETLIST:
Nel blu (lettera ai padroni della terra)
2. Radio Conga
3. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
4. Noi siamo gli altri
5. Il gioco
6. In ogni atomo
7. Provo a difendermi
8. Che rumore fa la felicità?
9. Song to Dylan
10. Non si può fermare
11. Cambio
12. Mama Maè
PARTE DUE:
13. Non esistono innocenti amico mio
14. Bambole
15. Lontano dal mondo
16. Sale

17. Malavida en Bs. As.
18. Brucerò per te
19. Ho imparato a sognare
20. Magnolia
21. Rotolando verso Sud
22. A modo mio
23. Gioia infinita

 

Gallery di Giulia Di Nunno.

 

Comments are closed.